Arturo Diaconale Duro Attacco E Lotito Non Ci Sta

"Fermare il campionato sarà il fallimento di molte società" parole dure del dottor Diaconale. Il presidente Claudio Lotito non ci sta

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"Ci sono cascato di nuovo": il ritornello della canzone Sanremese di Achille Lauro sembra l'ideale per commentare le ultime dichiarazioni del responsabile della comunicazione della Lazio Arturo Diaconale. Nella giornata di ieri nella sua rubrica social "Taccuino biancoceleste", il dottor Diaconale aveva attaccato duramente Damiano Tommasi e il sistema calcio italiano. Dopo le dichiarazioni di "lazietta" di qualche tempo fa, la sua rubrica  torna a fare discutere, per tempi e contenuti.

Il tutto è successo a poche ore dalla conferenza stampa del Premier Conte che ha esteso la zona rossa a tutta l'Italia ha annunciato quanto già era nell'aria: "Stop a tutte le manifestaizioni sportive, campionato di Serie A compreso, fino al 3 aprile". Una decsione forte, legata ovviamente all'emergenza coronavirus, che anticipa il Consiglio Federale che si terrà in conference call oggi. Queste le parole del responsabile Arturo Diaconale, dichiarazioni da cui avrebbe già preso le distanze il Patron biancoceleste Claudio Lotito che farà sapere la sua posizione solo attraverso il consiglio federale speciale.


TACCUINO BIANCOCELESTE

Il sogno dei due scudetti

Da fronteggiare non c’è solo la paura da Coronavirus. Almeno per quanto riguarda i tifosi della Lazio c’è una seconda preoccupazione che serpeggia sempre più insistente e che, tanto per rimanere nel clima da emergenza sanitaria in atto, potrebbe venire definita come il frutto della sindrome da scudetto negato del 1915.

La paura, in altri termini, è che il campionato in corso faccia la fine di quello interrotto dallo scoppio della Grande Guerra e che come allora l’interruzione divenne l’occasione per negare alla Lazio il riconoscimento di uno scudetto conquistato sul campo, una eventuale interruzione dell’attuale campionato a causa del coronavirus possa impedire alla Lazio di oggi di conquistare quello scudetto verso cui viene al momento proiettata dai brillanti risultati che l’hanno portata al vertice della classifica ad un solo punto dalla Juventus.

Questa sindrome da scudetto negato del 1915 si va diffondendo quasi quanto l’epidemia dell’influenza proveniente dalla Cina. Perché fa scattare l’antico timore che, in una situazione di massima incertezza provocata dall’emergenza sanitaria che paralizza il Paese, gli interessi dei grandi club possano scattare ai danni della società biancoceleste. Così come non bisogna cedere al panico per il coronavirus, non ci si deve abbandonare al panico per sindrome da scudetto negato. Al momento l’interruzione del campionato è una ipotesi ancora da verificare. L’aumento dell’emergenza per cause imponderabili potrebbe forse provocare una pausa. Che, però, potrebbe essere chiusa ad emergenza eccezionale superata, consentendo la ripresa delle partite e la conclusione regolare del campionato. Magari nel mese dedicato agli Europei che potrebbero slittare a loro volta visto che l’epidemia non è solo italiana ma è ormai diffusa anche nel resto del Vecchio Continente.

Queste, comunque, sono tutte ipotesi prive di concretezza. Di certo ci sono due evidenze. Da un lato la ferma volontà della società, della squadra e di tutti i tifosi di pretendere la regolarità del torneo scongiurando il rischio di ripetere il 1915. Anzi, di battersi fino in fondo per fare in modo che nel 2020 si possa festeggiare non uno ma due scudetti: quello antico e quello presente! Dall’altro la consapevolezza che non sarà facile imbrogliare il Presidente Claudio Lotito da parte di ministri demagoghi e dirigenti irresponsabili che non capiscono come fermare il campionato significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane!

Enrica Di Carlo

Foto Emanuele Gambino

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