Massimo Ruggeri. La Signora In Giallorosso Non Sarà Più La Stessa

Massimo Ruggeri. La Signora In Giallorosso Non Sarà Più La Stessa

Un vuoto, che ora sembra un numero nel casellario delle perdite dolorose, ma un vuoto che presto diverrà una voragine perché per certe anime diventa difficile cancellare i ricordi.

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E' difficile.

Ho pensato tutto il giorno a quello che avrei potuto scrivere, una biografia, una carrellata di aneddoti o la semplice passione calcistica; ma non sono riuscita a trovare la formula giusta, perché non c'è, non c'è mai la formula giusta per descrivere una morte improvvisa, assurda che lascia sgomenti, in un momento poi, dove la morte aleggia su tutto e su tutti senza una discriminante.

Si esorcizza, si prova a dare un senso positivo ad una situazione che in fondo non si comprende e che oltretutto non si “vuole” comprendere e allora nonostante si provi ad esprimere un sentimento, questo diventa introspettivo sfociando anche in uno spirito di conservazione egoistico .

Poi però l'apertura diventa inevitabile, perché la condivisione di frammenti di vita supera l'ignoranza e l'indifferenza, il pathos si riprende il suo spazio e la comunicazione si fa più distesa.

La morte non può vincere sul buonsenso, sui sentimenti, sulla vita, intesa come normalità, come dolore come esternazione del nostro io e delle nostre esperienze, l'amicizia, il rispetto, il ricordo sono caratteristiche umane come un abbraccio, un sorriso ,un bacio, una stretta di mano, una lacrima.

Così stamattina all'età di 69 anni è Massimo Ruggeri, lo storico autore e conduttore della celebre trasmissione “La Signora in Giallorosso”, ad averci lasciato, all'improvviso in un'Italia ferita e attonita, ancora incredula del momento confuso e insensato a cui è obbligata ad obbedire.

Una notizia arrivata tra un bollettino e l'altro, con il dubbio che proprio questo virus fuori controllo abbia colpito senza pietà una persona, un giornalista, un volto per i più, che ha fatto del calcio -e del bridge- sponda giallorossa il suo credo. Iniziò la sua carriera giornalistica per il quotidiano “Il Tempo”,seguendo la Roma con il collega e amico Gianfranco Giubilo, per poi diventare il “padrone” indiscusso della sua trasmissione: “La Signora in Giallorosso”, programma popolare di approfondimento sulla squadra della Capitale, portato avanti per 30 anni sulle varie emittenti locali, fino al 5 marzo scorso, quando i recenti decreti hanno chiuso anche i programmi di intrattenimento.

Un abbraccio virtuale da questa mattina è arrivato alla famiglia da tutta la sua “seconda casa”, quella giallorossa, quella che per anni è stata croce e delizia della sua vita.

Un'anima gentile, un professionista serio e pacato che ha accolto e a volte formato, anche diverse penne importanti del giornalismo romano. Un uomo amato davvero da tutti e non per convenzione o circostanza, un personaggio che ha saputo rendere speciale il suo lavoro nel modo di porsi e di mostrarsi; chiunque abbia visto anche solo una volta la sua trasmissione, ha potuto percepire quanto fosse capace di ipnotizzare il telespettatore, senza imposizioni ma solo con il garbo che spetta a pochi.

Un'umanità nel trattare persone e argomenti che non era difficile immaginare anche fuori, una vita piena e ricca di amici, perché era facile volergli bene, provare ammirazione e un sano sentimento per chi di ogni persona riusciva a carpirne lo spirito, per chi di ogni amico aveva un ricordo, un pensiero una parola, ad ognuno riservava la sua personale attenzione.

Un vuoto, che ora sembra un numero nel casellario delle perdite dolorose, ma un vuoto che presto diverrà una voragine perché per certe anime diventa difficile cancellare i ricordi.



Laura Tarani


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