Vero O Falso

La ripresa del campionato sta diventando sempre di più un rompicapo, una partita a scacchi dove le mosse vengono studiate con attenzione, guardando più all'atteggiamento dell'avversario che al moto delle proprie pedine.

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La ripresa del campionato sta diventando sempre di più un rompicapo, una partita a scacchi dove le mosse vengono studiate con attenzione, guardando più all'atteggiamento dell'avversario che al moto delle proprie pedine.

Incastri, silenzi e in alcuni casi tentativi o presunti tali che, in un momento delicato come quello che stiamo attraversando ,diventano bombe da disinnescare. Stavolta è la Lazio, la società di Lotito, a farne le spese con un articolo uscito su un quotidiano Nazionale che insinua il dubbio e scuote il Mondo calcistico, voci o illazioni secondo il medico sociale Pulcini.

La Lazio avrebbe violato le regole dettate dal Governo aggirando le direttive e conducendo un allenamento inappropriato, svolgendo in campo alcune “partitelle” tre contro tre, fino a quel momento non consentite, se non a partire da oggi.


Le norme che qualche giorno fa regolavano gli allenamenti, prevedevano sessioni individuali a distanza volte soprattutto al recupero della forma atletica, un approccio ben lontano da quello che sembrerebbe aver riportano l'articolo in questione.

E' vero, i decreti si susseguono, le note non sono sempre cristalline e gli atleti sono tenuti ad attenersi a rigidi protocolli, sia a livello medico che a livello morale, la salute prima di tutto perché la prevenzione è ad oggi l'unico mezzo in nostro possesso per evitare i contagi ed i contenimenti vissuti fino ad ora da tutta la popolazione, se si dovesse confermare questa indiscrezione ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, ma come ogni “reato”, questo dovrebbe essere sostenuto da prove concrete che al momento non sembrano venire in supporto di chi ha denunciato questa violazione.

Sabato in Germania si è disputata la prima partita a porte chiuse, un'aura particolare e atipica, priva di quelle emozioni che solo uno stadio pieno riesce ad evocare, nessun abbraccio ed esultanze contenute, siamo davvero pronti a fare i conti con una realtà così lontana da quella a cui siamo stati abituati e, con colpa, abbiamo dato per scontata?


Oggi prime timide prove generali, accenni di una semi-normalità, attendiamo sviluppi.


Laura Tarani

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