Caro Zaniolo Tranquillo Non è Colpa Della Lazio

Sempre derby nella Capitale: Nicolò Zaniolo in una live: "L'inno della Lazio porta sfiga"

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Che la Lazio non sia squadra simpatica al giallorosso Nicolò Zaniolo era noto. Così come che l'antipatia sia reciproca, soprattutto tra tifosi biancocelesti e giocatore. Il giallorosso è da tempo "vittima" dei cori da parte della curva biancoceleste, indirizzati soprattutto alla madre del calciatore che via social non ha mai mancato di rispondere e provocare.

E' vero che i tifosi della Lazio non sono  stati teneri con Zaniolo: dal coro"salta con noi" allo striscione esposto a Trigoria "Zaniolo come Rocca...zoppo de Roma" con tanto di sedia a rotelle disegnata.

Oggi però a rendersi protagonista è proprio Nicolò. Mentre giocava alla Playstation, l'amico Gaspare Galasso a un certo punto ha intonato l'inno della Lazio. Zaniolo prima ha ironizzato definendo l'inno "quella canzonaccia", poi ha aggiunto: "Guarda che porta anche sfiga, ti fa prendere quattro goal in venti minuti!" il tutto in una live su Instagram. Una battuta che ovviamente non è stata di gradimento al popolo biancoceleste, che al momento sembra non aver raccolto la sfida.

In effetti, Zaniolo sembra non avere buona memoria perchè con o senza inno, la "sfiga", se così vogliamo chiamarla, quest'anno si  è abbattuta particolarmente su Zaniolo. Il giocatore, nonostante le ottime premesse e il buon avvio di stagione, è fermo da tempo per un grave infortunio che gli avrebbe comunque compromesso la stagione e probabilmente l'Europeo, se tutto non fosse stato fermato dal Coronavirus. E se non bastasse, di fortuna non può di certo parlare l'ambiente giallorosso. Dall'ultimo bilancio, è stato confermato il debito di quasi 300milioni di euro, la crisi nella trattiva della cessione societaria, la posizione in classifica che, se il campionato non dovesse riprendere, comprometterebbe ancora di più i conti e il futuro della Roma. Insomma,  la dea bendata non è certo vicina alla Roma e ci sentiamo di tranquillizzare il giovene Nicolò che non è colpa della Lazio  e del suo Inno.  

Enrica Di Carlo 

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