TORINO LAZIO 1-2 ANCORA UNA RIMONTA, AVANTI IL PROSSIMO

SUBITO SOTTO CON UN RIGORE DISCUTIBILE, PRIMA IMMOBILE E POI PAROLO RIBALTANO LA GARA ASPETTANDO LA JUVENTUS.

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Ancora una volta la vittoria arriva in rimonta, stavolta assediando il Torino, lanciando il cuore oltre l’ostacolo, cercando il gol del sorpasso con insistenza e poi controllando da grande squadra, senza nemmeno l’ombra della paura del possibile pareggio degli avversari. Ci sono state due ammonizioni pesanti, due prossime squalifiche che peseranno, un mancato rigore, un arbitro non all’altezza, ma la Lazio ha meritato la vittoria sul campo. Verrebbe da domandarsi, ma il Var esiste ancora? A vedere la partita non è sembrato, ma in questo momento gli arbitri sono intoccabili, sembra di essere tornati a qualche anno fa dove era proibito anche solo pensare male della giacchetta nera, qualche caso dove era quasi necessario almeno un check, ma niente, Massa fischia inizio e fine e il Var a riposo.

Simone Inzaghi, squalificato e quindi in tribuna, sceglie la solita Lazio, il solito 3 5 2 con Strakosha in porta, Patric, Acerbi e Radu in difesa, Luis Alberto e Milinkovic Savic con Parolo al centro, Jony e Lazzari come quinti e Caicedo a fianco di Immobile. Longo con Zaza in panchina, Belotti con Aina.

Parte forte la squadra granata, punizione dal limite di Verdi, colpo di testa di Nkoulou e braccio di Immobile, rigore e ammonizione per il napoletano, diffidato salterà il Milan, tre negatività in un sol istante. Realizza Belotti spiazzando Strakosha. Ci mette un po' la Lazio a riorganizzarsi, il Toro difende bene senza rischiare più di tanto fino al 23’ quando, su sponda di Caicedo, Milinkovic serve Immobile che però calcia alto. 29’ Caicedo trattiene un avversario e Massa lo ammonisce subito, altro cartellino pesante, anche lui come Ciro Immobile salterà Lazio Milan. 37’ ancora Immobile protagonista, rimpallo in area e Immobile può calciare tutto solo ma, ancora una volta, la spara alta. Dal 40’ in poi sale in cattedra Luis Alberto, prima un lancio per Caicedo in area che però non aggancia bene, poi una pennellata su punizione dove Acerbi trova la rete ma in posizione irregolare di fuori gioco. Lo spagnolo sarà determinante nel secondo tempo.

Pronti via, dopo molto più tempo dei canonici 15 minuti, e la Lazio pareggia. Millimetrico passaggio di Luis Alberto per Immobile, sinistro rasoterra e Sirigu battuto, 29 esimo centro stagionale per Ciro Immobile. Fuori Caicedo per Correa, Lukaku prende il posto di Jony e la Lazio comincia a spingere rinchiudendo il Toro nella propria metà campo. 63’ assist di Radu per Milinkovic ma il colpo di testa è fuori. 72’ grande parata di Sirigu su Milinkovic Savic, sulla ribattuta Parolo prova da limite, deviazione di Bremer e Lazio in vantaggio. 82’ Lazio in pieno controllo della gara prova a chiuderla con Correa ma Sirigu respinge. Fischia Massa con 5 minuti di recupero.

Vittoria meritata, di cuore ma, soprattutto, di testa. La forma sta crescendo di partita in partita, la sconfitta di Bergamo è stata di insegnamento per la squadra di Inzaghi, non serve partire a spron battuto per poi sparire dal campo, bisogna dosare le forze, è un altro campionato, si gioca ogni 3 giorni a orari improponibili, servirà una rotazione continua, anche se la coperta è corta Inzaghi dovrà gestire nel migliore dei modi, dovrà fare di necessità virtù. Con i due attaccanti squalificati dovrà inventare un’altra Lazio, ma quello succederà sabato prossimo, per ora bisogna solo gioire di questa vittoria, sudata, sofferta e voluta a ogni costo. Ci sono state tante parole in settimana, sembra che Lotito sia il padrone del calcio, il campo ha detto altro, la Lazio è forte e la Juventus dovrà lottare, e tanto, se vorrà vincere l’ennesimo tricolore. Per ora, giorno dopo giorno, avanti il prossimo.

GIUSEPPE CALVANO

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