Calciomercato Serie A

Inter e Atalanta regine d'autunno

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Lo strano calciomercato autunnale di quest’anno è finito ed è consuetudine dare i voti alle squadre di Serie A. Abbiamo valutato, in rigoroso ordine alfabetico, il mercato delle sette squadre che si candidano come protagoniste nella battaglia per le rispettive posizioni in campionato: quelle valide per un posto in Europa.

ATALANTA (7.5) – Ancora una volta è stato fatto il miracolo di trattenere tutti i principali autori delle ultime grandi stagioni bergamasche, compreso Hateboer che aveva chiesto esplicitamente la cessione. In attesa del ritorno di Ilicic, è stato preso un calciatore importante come Miranchuk, mentre la difesa è stata puntellata con Romero, senza dimenticare l’acquisto del talentuoso Lammers dal PSV che potrebbe diventare la nuova creatura di Gasperini. Ciliegina sulla torta è stata la cessione allo United di Amad Traoré: 28 minuti giocati in Serie A e 40 milioni di incasso. Le altre società di Serie A hanno soltanto da imparare da un’organizzazione societaria di questo livello.

INTER (7.5) – Gli acquisti fatti ad immagine e somiglianza di Antonio Conte meritano un voto alto: Hakimi è un campione che non ha bisogno di presentazioni e avere trattenuto Sanchez, cresciuto dopo un inizio difficile nella scorsa stagione, è sinonimo di una dirigenza con le idee chiare. La scelta di fare un “instant team” per provare a vincere subito è evidente negli arrivi di Kolarov, Darmian e soprattutto Vidal, pallino del tecnico nerazzurro che va a completare un centrocampo ricchissimo e di qualità: senza dubbio il migliore della Serie A. Unico neo è la mancanza di un vice-Lukaku affidabile, che certamente non può essere Pinamonti e forse la rosa un po’ lunga, ma ci sarà tempo per sfoltirla a gennaio.

JUVENTUS (6.5) – Non si è mossa male la squadra pluri-campione d’Italia, che ha l’obbligo di ripartire subito da vincente nel nuovo ciclo targato Andrea Pirlo partendo da una rosa con l’età media molto più bassa di quelle del recente passato. Kulusevski era stato acquistato a gennaio, quindi non lo contiamo, ma il centrocampo si è andato ad arricchire con la qualità di Arthur e la quantità di McKennie. Morata sembra un po’ il classico “piano B”, ma resta comunque un giocatore di buon livello per il nostro campionato, che conosce come le sue tasche, così come Chiesa che bisogna capire come andrà a collocarsi tatticamente prima di valutare se si tratta di un grande colpo o meno. Ottime le cessioni, che vanno a sistemare un bilancio in difficoltà.

LAZIO (5) – La squadra di Simone Inzaghi è probabilmente la più grande delusione di questo mercato, quantomeno tra le cosiddette grandi. Dopo la stagione spettacolare dello scorso anno, coincisa col ritorno in Champions League, il tecnico biancoceleste avrebbe meritato decisamente di più per affrontare al meglio la competizione più importante d’Europa e farsi valere in campionato. Fares e Muriqi sono buoni acquisti, ma non scaldano il cuore dei tifosi e soprattutto non sono state acquistate valide alternative ai titolari, che quantomeno sono rimasti tutti in rosa. Da uno come Tare, sinceramente, ci saremmo aspettati molto di più, nonostante la consueta voglia di risparmiare del presidente Lotito.

MILAN (5.5) – L’inizio del calciomercato è stato senza dubbio benaugurante per i rossoneri, che hanno tenuto Ibrahimovic (alle sue condizioni), indispensabile per il cosiddetto progetto della dirigenza intitolato “non tocchiamo nulla finché funziona” e sfruttato l’indecisione interista per accaparrarsi un grande prospetto come Tonali. Fatto questo sarebbe bastato poco per far fare il salto di qualità ad una rosa molto giovane e di prospettiva, ma non è stato fatto. Hauge ha incantato tutti e a quelle cifre è stato un affare, ma sa molto di improvvisazione. Diaz è un buon prospetto, ma prendere un giovane in prestito secco è senza senso: se si dimostrerà forte, come minimo il suo prezzo salirà a cifre irraggungibili o diventerà incedibile. Stesso discorso vale per Dalot, che oltretutto si va ad aggiungere ad una batteria di terzini destri fin troppo affollata, anche se adattabile a sinistra. Non è stato comprato un difensore centrale, dopo averne sondati una decina, così come un vice-Ibra e l’esterno destro offensivo titolare resta uno tra Castillejo e Saelemaekers. Troppo poco e fingiamo di non ricordare il mancato rinnovo di Donnarumma che sarebbe costato un 5 pieno. A queste condizioni, con l’Europa League di mezzo, la missione dei rossoneri è rimanere a contatto delle prime posizioni in classifica e poi fare a gennaio tutto ciò che non è stato fatto in questa sessione.

NAPOLI (7) – Un mercato con pochi colpi, ma precisi, che danno in mano a Gattuso una squadra con cui è obbligato a puntare ad un posto nelle prime quattro in classifica. Osimhen è un grande giocatore, si è visto subito e Bakayoko permetterà al tecnico di schierare con più frequenza quel 4-2-3-1 che spreme al massimo le grandi capacità offensive della sua squadra, rilanciando anche Lozano. Ottimo anche l’acquisto di Rrahmani, ma soprattutto l’essere riusciti a trattenere Koulibaly: perno fondamentale della difesa.

ROMA (5.5) – Cambiare proprietario in questo momento storico del calcio è qualcosa che non può non condizionare un mercato già difficile, soprattutto se lo si fa senza un vero direttore sportivo. Ciò nonostante, i giallorossi sono riusciti a riportare a casa una pedina importante come Smalling, innestare un giocatore esperto come Pedro, un giovane importante come Kumbulla e trattenere Dzeko, del quale si è anche provato a trovare un vice in Borja Mayoral. Non è stato fatto molto sulle fasce, che paiono essere il punto debole della squadra, che resta comunque in lizza per un posto in Europa.

Matteo Tencaioli

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