Sampdoria Lazio Inzaghi Non Ne Esce Immune

La Lazio perde male a Genova sul campo della Samp. Gli uomini sono contati, ma il tecnico oggi ha grandi responsabilità

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La Lazio esce malissimo dal Ferraris di Genova: la Sampdoria di Claudio Ranieri gioca una partita onestissima e con sicurezza batte 3 a 0 la Lazio. La squadra di Simone Inzaghi si è presentata alla quarta giornata già in piena emergenza: senza Immobile, squalificato, senza Radu, infortunato e fuori lista campionato, senza Lazzari, senza Luiz Felipe e ancora senza Lulic. Caicedo in settimana è stato a rischio, Fares a mezzo servizio, così come Marusic, con Hoedt disponibile, ma alla sua prima dopo mesi lontano dal campo. In situazioni del genere, prevedibili se non intervieni per tempo sul mercato, si risponde con idee che vengono dalla panchina. Non dagli uomini disponibili in panchina, ma dall'uomo in giacca e cravatta, il condottiero della Lazio che solo una stagione fa sembrava poter contendere addirittura lo Scudetto alla Juventus e che da qualche tempo a questa parte sembra sempre più in difficoltà. Parliamo di Simone Inzaghi: le sue richieste sul mercato sono state accolte solo a metà, l'appuntamento per il suo rinnovo slitta di settimana in settimana e dopo 21 anni alla Lazio il suo rapporto sembra incrinato. Oggi, però, siede sulla panchina della Lazio e ci auguriamo che sarà così per tanto ancora, ma non come a Genova perchè il risultato è pesante e qualcosa va fatto. 

La Lazio è scesa in campo contro i blucerchiati con il solito 3-5-2: non è questione di numeri, ripete spesso Inzaghi, ma di interpretazione. Quale? Quella che ha portato a schierare Parolo terzino. Al centrocampista è stato chiesto un sacrificio a seguito dei tanti infortuni e il giocatore si era detto disposto a giocare in difesa. Poi il cambio: Parolo esterno, Hoedt in difesa, nel suo ruolo. Il match però ha confermato che Marco Parolo non può giocare in una posizione del campo che nettamente non gli appartiene e non si può fare una colpa al giocatore se la Lazio nel primo tempo è completamente inesistente e subisce due gol in pochi minuti in cui sono clamorosi gli errori del reparto arretrato. 

Evidentemente le difficoltà del giocatore sono state chiare anche a Simone Inzaghi che sotto di due gol nel primo tempo, ad inizio della ripresa manda in campo Fares per Anderson, altro giocatore adattato, Marusic per Parolo e Muriqi per Caicedo. Non che le cose migliorino: la Lazio non c'è e continua a non esserci. In campo però ci sono giocatori per ogni ruolo. 

Non sono stati schierati da subito perchè non in perfette condizioni? E allora perchè non rinunciare al 3-5-2 che per essere funzionale deve basarsi su esterni di qualità, o almeno di professione?

A ciò si aggiunga il fatto che la Lazio, se Milinkovic, Luis Alberto e Correa non girano, si ferma. Sono i giocatori migliori schierati oggi da Simone Inzaghi, un'altra categoria, che faticano però ad accendere la luce. E questo non può accadere nè in campionato nè tanto meno in Champions: la Lazio martedì tornerà a calcare un palcoscenico prestigioso, ottenuto sul campo da una Lazio che sembra lontana parente di quella bella e vincente di pochi mesi fa. 

Così non va e non si va lontano: per ricominciare a sognare serve una scossa o almeno un'idea. 

Enrica Di Carlo 

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