SAMPDORIA LAZIO 3 -0 Stagione 2020-21

IMBARAZZANTE LAZIO, SONORA SCONFITTA A GENOVA. ORA SOTTO CON LA CHAMPIONS.

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Non ci sono attenuanti, bisogna catalogarla cosi com’è, una sconfitta senza aver nemmeno lottato, senza aver avuto nemmeno un sussulto di orgoglio, una brutta figura a livello nazionale. Anche negli anni passati, a inizio stagione, Inzaghi ha rimediato brutte figure, ricordiamo Spal Lazio ad esempio, speriamo che anche stavolta Simoncino possa ricomporre in fretta i pezzi per poter ripartire e far tornare la Lazio ad alti livelli, già da martedì c’è il Borussia per l’esordio in Champion League.

La Samp con Ranieri e il suo classico 4 4 2 ha imbrigliato la Lazio, non ha fatto ragionare gli uomini di Inzaghi, sono saliti in cattedra Augello con un gol e un assist e Quagliarella che non smette mai di segnare quando ne ha la possibilità. il resto è il gol di Damsgaard che chiude la partita in cui la Lazio non ha mai calciato verso la porta di Audero.

Inzaghi sceglie Parolo per sostituire Lazzari e Anderson per Marusic, due scelte che si riveleranno assolutamente sbagliate, Correa e Caicedo, recuperato in extremis, in attacco, Luis Alberto, Milinkovic ai lati di Leiva perno centrale, in difesa Acerbi, Patric e Hoedt, l’olandese rientrato alla Lazio negli ultimi giorni di mercato. Solo panchina per Muriqi e Fares. Ranieri con Ramirez che affianca Quagliarella con ai lati Candreva e Jankto, panchina per Keita.

La Lazio parte lenta, impacciata, come se aspettasse che la Samp scoprisse le sue carte per poter ribattere con le classiche ripartenze laziali. Al 12’ cartellino per Parolo, il centrocampista adattato a laterale fa molta fatica a coprire l’intera fascia. Al 32’ proprio sulla citata fascia Augello scappa via tra Parolo e Patric e crossa bene per Quagliarella che tutto solo di testa non sbaglia. Colpevoli Hoedt e Acerbi rimasti a distanza dal nazionale italiano. La partita continua senza ritmo, Sampdoria precisa nelle chiusure e Lazio senza idee con i singoli, Milinkovic e Luis Alberto offuscati dalla pressione a uomo degli uomini di Ranieri. Ci si aspetta una reazione laziale, ma arriva il due a zero dei padroni di casa, corner dalla destra, mischia in area con respinta della difesa bianco celeste, palla al limite per Augello che di esterno sinistro trova l’angolo basso di Strakosha che coperto non vede partire il tiro. Serata d’oro per l’esterno blucerchiato, assist e gol in 43 minuti. Fine primo tempo con nessun intervento di Audero e Lazio in difficoltà.

Inzaghi prova a dare una scossa con due cambi, dentro Marusic e Fares, fuori Parolo e Anderson. Si vede Milinkovic al 47’ di testa, ma palla fuori. Giro di cambi dei due allenatori, esordio per Muriqi che prende il posto di Caicedo. Si vede subito il kossovaro come assist man per Correa che tiene troppo la palla in area e perde il tempo per calciare. 74’ la Samp chiude la gara, errori su errori della difesa laziale, Quagliarella prova il destro, Strakosha respinge, Patric invece di spazzare si fa rubare la palla da Damsgaard, appena entrato, dribbling su due avversari e palla sotto la traversa. Gioco, partita, incontro senza storia. C’è il tempo ancora per Keita che ha preso il posto di Quagliarella, di farsi notare, ma il portiere laziale gli nega il gol due volte.

Orsato fischia la fine dopo tre minuti di recupero, Lazio imbarazzante e Sampdoria cinica e ordinata.

Non bisogna pensare alle assenze, Immobile e Lazzari su tutte, c’è da credere che la Lazio di stasera avrebbe perso anche al completo, è mancata concentrazione, voglia di lottare e credere nei propri mezzi, è successo altre volte di cadere in maniera grave alle varie Lazio di Inzaghi e siamo sicuri che si riprenderà.

Ora ci sarà la Champions martedì, la Lazio che scenderà in campo dovrà essere ben diversa da quella vista a Genova, c’è da onorare una competizione che manca da troppi anni a Roma sponda bianco celeste. Le motivazioni saranno ben diverse, cosi come sarà diversa la voglia dei singoli di mettersi in mostra, sarà compito di Inzaghi motivare quegli stessi singoli a dare tutto anche in campionato, altrimenti le decisioni da prendere saranno drastiche se si vorrà tornare ai piani alti della classifica della serie A.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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