L'Inter Perde Un Derby Inevitabilmente Condizionato Dalle Assenze

L'Inter Perde Un Derby Inevitabilmente Condizionato Dalle Assenze

Dopo un mese il campionato ha il suo primo padrone: si chiama Zlatan Ibrahimovic, ha 39 anni e sta risollevando il Milan dopo anni di delusioni e spese talmente folli che l’avevano trascinato sull’orlo del fallimento.

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È un derby inevitabilmente condizionato dalle assenze quello che vede opposti Inter e Milan in una gara che promette comunque di rivelare qualcosa di importante in merito alle ambizioni stagionali di entrambe le formazioni. Sono molte le indisponibilità tra le fila dei nerazzurri per via della positività al Covid mentre i rossoneri recuperano Ibrahimovic e Romagnoli ma devono ancora fare a meno di Gabbia e soprattutto di Rebic.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

INTER (3-4-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Kolarov; Hakimi, Vidal, Brozovic, Perisic; Barella; Lukaku, Martinez. A disposizione: Padelli, Stankovic, Ranocchia, Bastoni, Darmian, Eriksen, Sanchez, Pinamonti. Allenatore: Conte.

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjær, Romagnoli, Theo Hernández; Kessie, Bennacer; Saelemaekers, Calhanoglu, R.Leao; Ibrahimovic. A disposizione: Tătărușanu, A. Donnarumma, Kalulu, Krunic, Tonali, B.Diaz, Castillejo, D. Maldini, Hauge, Colombo. Allenatore: Pioli.

LA PARTITA:

Pochi secondi dopo il calcio d’avvio ci prova l’Inter con un’iniziativa di Hakimi che va sul fondo e mette in mezzo un pallone che Lautaro prova a calciare in porta ma viene anticipato. Buon avvio dunque da parte dell’Inter che sembra controllare offensivamente le azioni della gara che comunque si sviluppa su ritmi decisamente alti fin da subito con entrambe le formazioni decisamente vogliose e intraprendenti. Al 10º minuto Perisic arriva sul fondo ma Romagnoli è bravo ad anticipare il possibile intervento di Lukaku. Un paio di minuti più tardi l’azione che svolta la gara avviene sul fronte opposto con Ibrahimovic che affronta un duello sulla lunga distanza di campo con Kolarov: il difensore serbo viene disorientato dalla tecnica dello svedese ed è costretto ad un intervento imprudente che permetta al Milan di guadagnare un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso Ibrahimovic che sceglie una conclusione abbastanza centrale che Handanovic riesce ad intercettare, ma la respinta del portiere è troppo centrale e i difensori dell’Inter non abbastanza reattivi per impedire che Ibrahimovic possa arrivare di nuovo per primo sul pallone e metterlo in rete. Il vantaggio regala grande fiducia al Milan che negli istanti di gioco successivi alza notevolmente il pressing offensivo e non passano neanche due minuti che i rossoneri riescono a trovare il raddoppio. Questa volta ad essere decisivo è l’uno contro uno perso da D’Ambrosio nei confronti di Rafael Leão che arriva sul fondo e mette un pallone teso in mezzo che Ibrahimovic converte in rete anticipando il tentativo di opposizione da parte di De Vrij. Dopo il raddoppio del Milan i rossoneri abbassano scientemente i ritmi di gioco mentre l’Inter prova obbligatoriamente ad alzare il proprio baricentro cercando con maggior convinzione le combinazioni tra Lukaku e Lautaro per vie centrali e gli inserimenti offensivi degli esterni Hakimi e Perisic. Questo cambio di atteggiamento porta buoni frutti nell’immediato e i nerazzurri trovano la via del gol al 29º quando Perisic supera nell’uno contro uno Calabria e mette in mezzo un pallone che Lukaku gira in modo vincente verso la porta. I nerazzurri riaprono dunque la partita che nei minuti successivi cercano di controllare, alzando i ritmi di gioco. Ci provano prima Lautaro, poi Lukaku ed infine Barella ma complessivamente sono comunque poche le occasioni in cui i nerazzurri riescono ad andare in modo pulito al tiro verso la porta difesa da Donnarumma. Il primo tempo si chiude dunque con il Milan in vantaggio e le proteste dei nerazzurri per un’ipotetica doppia ammonizione mancata per Kjær.

Il secondo tempo comincia su ritmi leggermente più blandi e con diversi falli soprattutto a centrocampo che da una parte e dall’altra impediscono al gioco di scorrere in modo fluido. Al 55º ci prova Lautaro Martínez con un tiro che però finisce ampiamente fuori bersaglio. Sul successivo ribaltamento di fronte prova a concludere invece Rafael Leão che però non impensierisce Handanovic. L’Inter non riesce ad avere una reazione che sia offensivamente apprezzabile e dunque il Milan può gestire i ritmi di gioco a proprio piacimento anche grazie all’esperienza di Ibrahimovic e di alcuni giocatori rossoneri abili ad evidenziare oltremisura ogni contatto che l’arbitro decide scientemente di sanzionare. Al 72º un errore in impostazione da parte dei giocatori nerazzurri regala una grande occasione al Milan che con un filtrante di Çalhanoğlu mette in posizione favorevolissima per concludere a rete il centrocampista bosniaco Krunic, entrato in campo da pochi minuti ma incredibilmente l’ex giocatore dell’Empoli spreca questa grande occasione. Sul successivo ribaltamento di fronte è Eriksen a propiziare una grande occasione con un filtrante dal limite dell’area di rigore: sul pallone si avventa Lukaku che riceve il pallone da Kjær, in un secondo momento entra in contatto con Donnarumma. L’arbitro inizialmente concede il calcio di rigore ma poi torna sui suoi passi non considerando “giocata volontaria” il tocco del difensore danese e conseguentemente valuta irregolare la posizione di partenza di Lukaku e dunque annulla la concessione del calcio di rigore. L’Inter prova una reazione di nervi nel finale ma il solo ingresso di Eriksen e di Sanchez, con il cileno peraltro non in perfette condizioni, non basta per dare la scossa necessaria ai nerazzurri. L’Inter ci prova con azioni arrembanti nel finale ma manca di lucidità e fortuna per concretizzare questa volontà. Il Milan fa dunque suo questo derby approfittando appieno della congiuntura sfavorevole che ha visto parecchi nerazzurri non disponibili per questa partita e soprattutto ha saputo trarre giovamento dalla grandissima esperienza di Ibrahimovic. Per l’Inter dunque è il secondo passo falso consecutivo: dopo la mancata vittoria con la Lazio arriva una sconfitta piuttosto pesante non tanto per quanto espresso sul campo ma perché i nerazzurri hanno dimostrato di mancare nuovamente sotto l’aspetto del temperamento.

Al Milan basta Ibrahimovic per demolire l’Inter: nerazzurri inconsistenti dietro e imprecisi davanti.

Federico Ceste

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