Atalanta - Inter - Una Partita Tutt’altro Che Indimenticabile

Atalanta - Inter - Una Partita Tutt’altro Che Indimenticabile

Se la strada mostrata in questa partita sarà percorsa a lungo, difficilmente in questa stagione l’Inter porterà a casa risultati apprezzabili.

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LE FORMAZIONI UFFICIALI:

ATALANTA (3-4-2-1): 57 Sportiello; 2 Toloi, 17 Romero, 19 Djimsiti; 33 Hateboer, 11 Freuler, 88 Pasalic, 40 Ruggeri; 10 Gomez, 18 Malinovskyi; 91 Zapata.
A disposizione: 31 Rossi, 95 Gollini, 4 Sutalo, 7 Lammers, 9 Muriel, 26 Mojica, 27 De Paoli, 32 Pessina, 42 Scalvini,59 Miranchuk, 72 Ilicic, 79 Diallo. 
Allenatore: Gian Piero Gasperini.

INTER (3-4-1-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni; 36 Darmian, 77 Brozovic, 22 Vidal, 15 Young; 23 Barella; 7 Sanchez, 10 Lautaro.
A disposizione: 35 Stankovic, 97 Radu, 2 Hakimi, 5 Gagliardini, 9 Lukaku, 14 Perisic, 24 Eriksen, 33 D'Ambrosio, 42 Moretti, 44 Nainggolan, 99 Pinamonti.
Allenatore: Antonio Conte.

LA SQUADRA ARBITRALE:

Arbitro: Doveri.
Assistenti: Longo, Del Giovane.
Quarto Uomo: Ghersini.
VAR: Mariani.
Assistente VAR: Lo Cicero (sostituisce Bindoni).

LA GARA:

La gara soprattutto nel primo tempo risulta particolarmente povera di occasioni con pochi guizzi interessanti. Le squadre si schierano a specchio e questo neutralizza sostanzialmente la pericolosità di entrambe. Il primo potenziale pericolo nasce dopo una decina di minuti quando Zapata conquista un calcio di punizione dal limite dell’area ma la barriera si oppone al successivo tentativo di conclusione da parte di Gomez. Sono davvero pochissime le occasioni in cui i giocatori in campo sembrano poter rappresentare un pericolo per gli avversari, non mantenendo fede alle aspettative in una grande partita che perlomeno nella prima frazione di gioco si rivelerà una gara a scacchi. Forse l’unico spunto degno di nota è un tentativo di inserimento da parte di Vidal che colpisce di testa ma manda la palla di poco alta sopra la traversa quando il cronometro segna il 24º minuto. Partita che si segnala decisamente di più per il tatticismo e i falli sistematici della difesa dell’Atalanta che non per le occasioni offensive create. Quasi inevitabilmente finisce dunque senza reti la prima frazione di gioco perché davvero nessuna delle squadre in campo ha saputo creare occasioni significative.

La ripresa sembra svilupparsi sullo stesso canovaccio tattico almeno nelle prime fasi ma poi quasi casualmente con un’azione manovrata l’Inter riesce a liberare al cross Young che mette in mezzo un pallone su cui si avventa Lautaro Martínez che di testa devia la palla alle spalle di Sportiello, sbloccando una partita fino a quel momento tutt’altro che indimenticabile. La reazione dell’Atalanta è quasi immediata ma lo svantaggio costringe i bergamaschi a lasciare ampi spazi per il contropiede che l’Inter prova a sfruttare pochi minuti più tardi con Vidal che approfitta del lavoro di sponda di Lautaro Martínez per lanciarsi nello spazio e presentarsi a tu per tu con il portiere dell’Atalanta che è bravissimo a rimanere in piedi senza liberare specchio della porta per la conclusione del cileno, riuscendo invece a respingere questo tentativo e quello immediatamente successivo di Barella. Dal potenziale raddoppio che avrebbe chiuso ogni discorso, al cambio radicale della partita attraverso le sostituzioni di Gasperini, il passo è davvero breve. Il tecnico piemontese dei bergamaschi attinge a piene mani dalla panchina inserendo tra gli altri Lammers, Miranchuk e Muriel mentre l’Inter risponde come al solito piuttosto tardivamente con le sostituzioni. Entra infatti Lukaku al posto di Lautaro, Perisic al posto di Sanchez e Gagliardini al posto di Vidal. Il cambio di passo portato dall’Atalanta diventa sempre più evidente e i nerazzurri si schiacciano impostando una tattica di difesa e ripartenza. Strategia che però non paga e consente ai padroni di casa di giocare con continuità in zona offensiva e pochi minuti dopo il suo ingresso in campo il russo Miranchuk disegna un tiro preciso all’angolino che Handanovic non riesce a togliere dallo specchio della porta e dunque il risultato torna in equilibrio quando il cronometro segna il 79º minuto. Come al solito quando la situazione si fa difficile Antonio Conte prova a rimescolare le carte dalla panchina ma lo fa come sembra troppo tardi. Finale di gara in cui entrambe le squadre provano a trovare quel guizzo necessario per poter portare a casa l’intera posta in palio. Entrambe nei minuti di recupero protestano per un eventuale concessione di un calcio di rigore. È prima l’Atalanta a lamentarsi per un tocco ai danni di Miranchuk e pochi istanti dopo nell’ultima azione utile nella gara Hakimi arriva sul fondo e serve Lukaku che viene contrastato dal portiere avversario. In entrambi i casi l’arbitro decide di non intervenire e sembra prendere la decisione giusta.

Termina dunque in parità una partita tutt’altro che indimenticabile che i nerazzurri erano riusciti quasi fortunosamente a sbloccare ma ancora una volta hanno dimostrato tutti i limiti di un gioco monocorde ormai diventato prevedibile e troppo facile da neutralizzare. Se la strada mostrata in questa partita sarà percorsa a lungo, difficilmente in questa stagione l’Inter porterà a casa risultati apprezzabili.

Federico Ceste

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