Milan 4 - 2 Celtic 03.12.2020

Risplende la stella Hauge nella fredda serata milanese e i rossoneri vincono in rimonta

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Quinta partita del girone di Europa League per il Milan, che in casa contro il Celtic prova a guadagnarsi il pass qualificazione con un match di anticipo. Classico turnover per Pioli, che ripropone in difesa Dalot e Gabbia al posto di Calabria e Romagnoli, . Krunic a centrocampo affianco a Kessié e sulla sinistra in posizione avanzata Hauge, con Calhanoglu, Castillejo e Rebic a completare l'attacco. Solita formazione a specchio per il Celtic, con Edouard unica punta supportato da Christie, Rogic e Frimpong. Terzino sinistro è ancora una volta Laxalt, ex della partita e pronto ad essere riscattato dagli scozzesi.

Inizio in salita per il Milan, che nonostante la consueta voglia di giocare in maniera propositiva si trova sotto dopo nemmeno dieci minuti senza rendersi conto del perché. La rete degli scozzesi nasce da confusione in area rossonera, nella quale Krunic non riesce a sbrogliare la matassa e regala la palla a Rogic che non si fa pregare per buttarla alle spalle di Donnarumma. Piove sul bagnato per i rossoneri, che poco dopo perdono anche Kjaer a causa di un problema muscolare e sono costretti a mandare in campo Romagnoli.

Il Celtic è carico e domina la partita, approfittando di qualche problema dei rossoneri nel ritrovare un assetto e dopo una buona occasione con McGregor trovano addirittura il goal del raddoppio con Edouard, su assist di Christie, mentre i due centrali difensivi paiono più impegnati a capire dove piazzarsi che a fare il loro lavoro.

Il contraccolpo è pesante sul Milan, che ci mette una decina di minuti a riprendersi mentalmente, ma intorno alla metà della frazione arriva la svolta con Rebic che va a guadagnarsi una punizione importante dal limite dell'area, esattamente sulla mattonella di Calhanoglu che batte magistralmente e accorcia le distanze. L'episodio cambia tutto, perché poco dopo arriva subito il goal del pareggio con Castillejo, al termine di una bella azione propiziata da Hauge e conclusasi dopo un batti e ribatti davanti al portiere.

Dopo le scintille iniziali si abbassa il ritmo della partita, col Celtic che torna ad essere guardingo e lasciare le iniziative ai rossoneri, che ci provano nuovamente con Calhanoglu dalla distanza. La risposta degli ospiti è affidata a McGregor, che dopo un'azione tambureggiante della propria squadra riceve il pallone al limite dell'area, ma la sua conclusione non impensierisce Donnarumma. Sono le ultime battute della prima frazione, con le squadre che scendono negli spogliatoi con due reti segnate a testa.

Ad inizio ripresa il Milan ci mette soltanto cinque minuti per concludere il ribaltone e lo fa nel modo più bello possibile: è Hauge a salire in cattedra con una stupenda azione personale, dove fa fuori due avversari e poi va a piazzare il pallone sul secondo palo dove Barkas non può arrivare. Impressionante la personalità di questo ragazzo, che sembra essere nato pronto. Allo scattare dell'ora di gioco si rivede il Celtic con Frimpong, che va alla conclusione da posizione defilata in area e la sua conclusione esce di poco a lato.

É un buon Celtic quello della seconda metà della ripresa e va a prendersi una punizione da posizione invitante con Frimpong. Christie si prende la responsabilità di battere e lo fa molto bene, direzionando il pallone nel sette, ma Donnarumma è strepitoso nell'intuire il tutto con quel briciolo di anticipo sufficiente per andare a deviare in angolo. Il Milan, da parte sua, cerca di trovare il goal del pareggio col possesso palla e senza strafare, riuscendoci ancora una volta grazie ad una bella azione di Hauge, che mette Brahim Diaz nelle condizioni di andare a segnare nel più facile dei modi e chiudere la partita.

Nel recupero c'è tempo per vedere ancora una volta il portierone rossonero mettersi in mostra prima del triplice fischio che, complice la vittoria in rimonta del Lille sullo Sparta Praga, significa qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League per il Milan, che ora dovrà concentrarsi soprattutto su come risolvere il problema creato dall'infortunio di Kjaer.

TOP E FLOP DEL MILAN:

Il migliore in campo è Hauge, che nel secondo tempo prende in mano la squadra e la conduce alla vittoria, esattamente come Calhanoglu aveva contribuito in maniera decisiva a riportare in equilibrio il risultato nel primo tempo. Bene anche Diaz e Castillejo, molto male Krunic al ritorno da titolare. Come sempre, Donnarumma è decisivo nei momenti che contano.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Milan (4-2-3-1): G. Donnarumma; Dalot, Kjaer (11' Romagnoli), Gabbia, Theo Hernandez; Kessie (61' Bennacer), Krunic (46' Tonali); Castillejo, Calhanoglu (61' Diaz), Hauge; Rebic (83' Colombo). All. Pioli.

Celtic (4-2-3-1): Barkas; Elhamed, Bitton, Ajer, Laxalt; Brown (78' Soro), McGregor; Christie (86' Klimala), Rogic (67' Ntcham), Frimpong; Edouard. All. Lennon.


 Matteo Tencaioli

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