Milan 0 - 3 Inter 21.02.2021

Prove di fuga per i nerazzurri, dominatori di un derby quasi mai in discussione

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Torna il derby della Madonnina e, per la prima volta dopo dieci anni, si presente come partita decisiva per le posizioni che contano in campionato. Ad arrivarci col sorriso è l'Inter, riuscita a compiere il sorpasso nella giornata precedente dopo una lunga rincorsa, mentre il Milan sta vivendo il momento più difficile dell'ultimo anno, non tanto a livello di risultati, quanto ambientale. La sconfitta contro lo Spezia, infatti, è arrivata a culmine di un periodo in cui la squadra rossonera era già parsa distratta: una sensazione confermatasi anche nell'ultimo quarto d'ora della partita di Europa League a Belgrado giovedì scorso.

Nessun prolema per Conte, che ha potuto preparare la partita con calma per una settimana e può schierare la formazione titolare senza alcuna eccezione, scegliendo ancora una volta di puntare sulla qualità a centrocampo, con Brozovic ed Eriksen insieme a Barella. Qualche gatta da pelare in più per Pioli, che deve rinunciare ancora una volta a Bennacer, al cui posto gioca Tonali e davanti sceglie Rebic per affiancare Calhanoglu e Saelemaekers alle spalle di Zlatan Ibrahimovic, tenendosi la carta Leao per un eventuale ingresso nel secondo tempo.

Il primo quarto d'ora del match è una specie di assalto a Fort Apache da parte dell'Inter nei confronti di un Milan che, a livello di condizione psicofisica, appare due categorie inferiore. Non è un caso se dopo cinque minuti la squadra di Conte passa in vantaggio con Lautaro Martinez, dopo un'azione di potenza di Lukaku, che vince il duello con Kjaer, mette il pallone in mezzo dove un disattento Romagnoli permette all'argentino di metterla facile facile alle spalle di Donnarumma. Ci vogliono altri dieci minuti prima di vedere i rossoneri mettere fuori la testa dalla propria metà campo e provare a rendersi pericoloso dalle parti di Handanovic, ma dopo un batti e ribatti è proprio quest'ultimo ad impossessarsi della sfera.

É una specie di pausa concessa dai nerazzurri, che poi ricominciano a dominare. Il Milan messo male in campo, spaccato in due e costretto a portare troppi uomini avanti per creare qualcosa, scoprendo il fianco ai velocissimi contropiedi avversari, che si rendono pericolosi praticamente ogni volta che prendono possesso della palla, graziando gli avversari in un paio di occasioni a causa di scelte sbagliate nei pressi dell'area. Con il match ancora aperto, poco dopo la mezz'ora un altro lampo rossonero illumina San Siro: è Theo Hernandez a trovare sul piede in piena area il pallone del pareggio, ma per non perdere tempo decide di calciare col destro e la manda di poco a lato con Handanovic fermo a guardare dall'altra parte.

Nel finale della frazione cala leggermente il ritmo, con l'Inter che permette ai rossoneri di mantenere di più la palla, ma nei fatti la squadra di Pioli non riesce mai a rendersi pericolosa, anche a causa dei troppi errori dei suoi uomini offensivi, tra i quali si salva soltanto Ibrahimovic, mentre il peggiore è indubbiamente Rebic.

L'inizio della ripresa è l'esatto opposto di quanto si era visto nel primo tempo, con una partenza razzo dei rossoneri che permette a Samir Handanovic di rispondere alle critiche e mettere a segno una tripla parata decisiva: prima su Ibrahimovic, per ben due volte e poi deviando la conclusione potente di Tonali dalla distanza che pareva essere destinata in porta. É il momento decisivo del match perché il Milan, profuso nel tentativo di arrivare al pareggio, si sbilancia in avanti e scopre il fianco alle ripartenze avversarie ed è su una di queste che arriva il raddoppio dell'Inter, che di fatto chiude la partita. Bella l'incursione a destra di Hakimi, che serve Eriksen al limite dell'area, con quest'ultimo che trova Perisic nello spazio, bravo a servire subito il pallone in mezzo per Lautaro Martinez che buca Donnarumma.

Nonostante il doppio svantaggio, Pioli non accenna a fare cambi e non si dà per vinto il Milan, ma è proprio questo atteggiaemento propositivo a risultare un'arma a doppio taglio per i rossoneri, che a metà ripresa subiscono anche la terza rete. Questa volta è Lukaku che decide di fare tutto da solo, sfonda in posizione leggermente decentrata sulla sinistra e con una bordata mette il pallone nuovamente alle spalle del portierone rossonero, quest'oggi inerme di fronte al bombardamento avversario.

Il finale merita giusto una citazione, con la classica girandola dei cambi, per entrambe ormai volti a risparmiare forze per i successivi impegni e qualche tentativo dei padroni di casa di segnare almeno il goal della bandiera contro una difesa attenta e ben schierata. Dove non arriva il trio di centrali, ci pensa ancora una volta Handanovic a salvare tutto: nello specifico andando a deviare una conclusione di Rebic diretta in porta poco prima dello scadere.

L'Inter vince, convince e si porta a quattro lunghezze di vantaggio in classifica su quella che ormai pare diventata l'ombra del bel Milan che aveva meritatamente chiuso al primo posto il girone d'andata. Col passare del tempo, come quasi sempre accade, le due squadre si stanno avvicinando maggiormente agli obiettivi di inizio stagione ed è ora che a Milanello si torni a parlare di quarto posto, più che di scudetto, dato che dietro corrono, i punti di vantaggio sono sempre meno e pare arrivato il momento di cambiare qualcosa per evitare il peggio.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjær, Romagnoli, Theo Hernández; Tonali (67' Meité), Kessié; Saelemaekers (67' Leao), Çalhanoğlu, Rebić; Ibrahimović (75' Castillejo). All.: Pioli.

INTER (3-5-2): Handanović; Škriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi (83' Young), Barella (86' Vidal), Brozović, Eriksen (79' Gagliardini), Perišić (78' Darmian); Lautaro Martínez (79' Sanchez), Lukaku. All.: Conte.

 Matteo Tencaioli

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