Defensa Y Justicia, Dalle Divisioni Inferiori Al Trionfo In Coppa

Defensa Y Justicia, Dalle Divisioni Inferiori Al Trionfo In Coppa

I giallo-verdi argentini sono un raro caso di compagine partita dalle serie minori e giunta al trionfo in una competizione continentale (la Coppa Sudamericana)

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Quando si tratta di menzionare un sodalizio esempio di “scalata” alle categorie, la scelta ricade (giustamente) sul “nostro” ChievoVerona, sorto in Seconda Categoria quale squadra dell’omonimo quartiere veronese ma poi giunto in Serie A e qualificatosi alle Coppe Europee. Tuttavia, dall’altra parte del globo terracqueo, esiste una società che ha addirittura fatto meglio: si tratta del Defensa y Justicia, compagine argentina espressione di Florencio Varela, cittadina di 120mila abitanti ubicata in Provincia di Buenos Aires. Il club, ufficialmente denominato Club Social y Deportivo Defensa y Justicia, viene fondato il 20 marzo 1935, adottando i colori bianco e blu: la prima promozione giunge nel 1977, col passaggio in Primera D, cioè la quinta divisione.

Nel 1981, in onore di uno sponsor (un’azienda di autobus), avviene la modifica cromatica, col passaggio al giallo-verde: abbinamento subito fortunato, in quanto nel 1982 ha luogo la promozione in Primera C (quarta divisione). Gli anni Ottanta vedono altri due salti di categoria: nel 1985 in Primera B Metropolitana, la stagione successiva in Primera B Nacional (la seconda divisione). La cadetteria, difesa con successo fino all'annata 1992-’93, viene riconquistata nella stagione 1996-’97 e mai più persa: il 2013-’14 vede addirittura la storica promozione in massima divisione (Primera División), grazie a un bottino di 75 punti in 42 partite, valsi il secondo posto alle spalle del Banfield (78) e davanti al duo composto dall'Huracán e dalla “nobile decaduta” (a quei tempi) Independiente, appaiate al terzo posto a quota 67 e poi affrontatesi in uno spareggio vinto per 2-0 dai “diavoli” di Avellaneda. L’esordio in prima divisione ha luogo il 9 agosto 2014, affrontando fra le mura amiche del “Norberto Tomaghello” il Racing Avellaneda (vittorioso per 3-1). Il Defensa y Justicia è, quindi, giunto nell’Olimpo del calcio argentino, ma il meglio deve ancora arrivare.

Infatti, dopo alcune stagioni di “assestamento” (con salvezze relativamente tranquille), il quarto posto nel girone B del massimo campionato argentino 2016 consente ai giallo-verdi di qualificarsi per la prima volta nella loro storia a una competizione internazionale: la Coppa Sudamericana 2017. L'esordio continentale ha luogo il 5 aprile 2017: 0-0 casalingo al cospetto dei brasiliani del San Paolo. L’1-1 del ritorno in trasferta (11 maggio 2017) vale l’accesso alla seconda fase, dove gli argentini si trovano la strada sbarrata dai brasiliani della Chapecoense, battuti per 1-0 all’andata in Argentina, vittoriosi col medesimo risultato al ritorno in casa propria e poi qualificatisi dopo i tiri dagli undici metri (4-2). La crescita del Defensa y Justicia continua sia a livello continentale (quarti di finale della Coppa Sudamericana 2018) sia in Argentina: al nono posto della Primera División 2017-’18 (a due sole lunghezze dalla qualificazione alla Coppa Libertadores) fa seguito l'ottimo secondo posto del 2018-'19 (con 53 punti in 25 partite, a quattro lunghezze dal Racing Avellaneda campione), piazzamento che apre le porte della Coppa Libertadores, massima competizione sudamericana per società. Secondo posto a livello nazionale, appunto, poiché a livello sudamericano arriverà la gloria.

Si parte dalla Coppa Libertadores 2020, in un girone coi brasiliani del Santos, gli ecuadoriani del Delfín Manta e i paraguaiani dell’Olimpia Asunción. L’esordio è datato 3 marzo 2020: 1-2 casalingo col Santos, mentre gli unici risultati positivi (entrambi casalinghi) sono il 3-0 del 17 settembre al Delfín Manta e il 2-1 del successivo 23 settembre sull’Olimpia. Il terzo posto (sei punti in sei partite) alle spalle, nell’ordine, di brasiliani ed ecuadoriani (ma dinanzi ai paraguaiani), consente il “dirottamento” in Coppa Sudamericana.

La strada nella seconda competizione dell’America meridionale, iniziata dalla seconda fase, si conclude in gloria, superando (nell’ordine) i paraguaiani dello Sportivo Luqueño (2-1 all’andata a Luque e 1-1 al ritorno in casa), i brasiliani del Vasco da Gama (1-1 a Rio de Janeiro seguito dal successo 1-0 a Florencio Varela), gli altri brasiliani del Bahia (piegati per 3-2 in Argentina all’andata e per 1-0 al ritorno a Salvador), i cileni del Coquimbo Unido (0-0 all’andata -disputata in campo neutro ad Asunción, per motivi legati al COVID-19- e 4-2 casalingo al ritorno) e i connazionali del Lanús, annichiliti per 3-0 nella finale disputatasi il 23 gennaio 2021 allo stadio Mario Alberto Kempes di Córdoba (Argentina). Le reti di Adonis Frías al 34’, Braian Romero al 62’ e Washington Camacho al 92’ valgono il successo in Coppa Sudamericana, consistente nel primo alloro in assoluto sia per il Defensa y Justicia sia per il suo tecnico Hernán Crespo (ex attaccante di Parma, Lazio, Inter, Milan e Genoa, nonché ex allenatore del Modena).

Inoltre, il trionfo nella manifestazione consente al “DyJ” sia di qualificarsi di diritto alla Coppa Libertadores 2021 sia di giocarsi la Recopa Sudamericana (cioè l’omologo della Supercoppa Europea) con la vincitrice della Coppa Libertadores 2020, vale a dire la compagine brasiliana del Palmeiras di San Paolo. Dalle categorie minori al trionfo continentale: il Defensa y Justicia è un vero e proprio esempio di quanto sia possibile “scalare” le categorie, poiché i giallo-verdi hanno militato in tutte le divisioni argentine.

Giuseppe Livraghi

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