ENNESIMO GRAFFIO DELLA PANTERA

FELIPE CAICEDO ANCORA DECISIVO SUBENTRANDO NEL SECONDO TEMPO, ORAMAI ESISTE SOLTANTO LA ZONA CAICEDO.

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Caicedo colpisce ancora nella sua zona, quella degli ultimi minuti, quella della disperazione nel cercare il risultato a tutti i costi, la sua oramai si può dire, confort zone.  Ci vuole sangue freddo anche nel prendere il pallone al 89’ per battere un rigore decisivo se si vuol continuare ad avere sogni di Champions League, segnare il penalty e mettere il solito cuoricino nella telecamera come se fosse una cosa normale segnare gol quasi a tempo scaduto facendo battere migliaia di cuori biancocelesti.

Felipe Caicedo è un vero professionista, possiamo tranquillamente aggiungere che è una persona seria e mai banale come nel calcio se ne vedono pochi, se c’è da dire qualcosa lo dice senza polemica e senza vendette o rivincite, ha capito bene che deve farsi trovare pronto a partita in corsa e che il suo apporto è fondamentale nella squadra. È stato il primo a parlare di scudetto l’anno passato alla cena di Natale, poteva essere ceduto nella scorsa finestra di mercato, ma è rimasto sapendo che comunque la Lazio aveva fatto un grande investimento economico su Muriqi, ha un rapporto ottimo con il proprio allenatore e i compagni stravedono per lui, certo è, che il posto da titolare, lo vorrebbero tutti e lui lotta per conquistarlo, poi però resta pronto per quando il mister da l’ok per entrare in campo e spaccare le partite.

Ci sono giocatori, Correa per esempio, che quando subentrano non sono mai decisivi e addirittura faticano ad entrare in partita anche in maniera mentale, di concentrazione, Caicedo sembra nato per essere determinante nei minuti finali, dal gol alla Sampdoria nel 2018, al Sassuolo, Juventus e Cagliari nella stagione successiva fino ad arrivare nella stagione in corso con i gol ancora alla Juventus, al Torino e oggi pomeriggio allo Spezia, numeri pazzeschi e irripetibili per nessun altro, quando c’è da spingere in rete il suo ottimo sinistro, il suo sufficiente destro e un buon colpo di testa sono sempre pronti a colpire. Non ce ne voglia Cesarini, storica mezzala della Juventus degli anni 30, la sua zona oramai è ampiamente superata dalla pantera Caicedo.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO EMANUELE GAMBINO

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