Sassuolo Roma Serie A Tim 2020 2021

Le assenze denotano la difficoltà della Roma nel gestire i match, la mancanza di simmetria tra i giocatori in campo determina sbilanciamenti importanti seppur si cerchi di condurre il gioco con intelligenza; il carico di compensazione però, sul lungo corso, porta a perdere l'orientamento

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La Nazionale, un impegno da onorare ma che crea sempre problemi alle formazioni al rientro dei giocatori.

Fuori Smalling, Ibanez e Villar, oltre a Mkhitaryan e Fonseca alle prese con decisioni azzardate dando uno sguardo anche all'impegno in Europa.

Una difesa a tre che si muove e si delinea fino a presentarsi in alcuni momenti a cinque, con Spinazzola ,Cristante e Mancini; Karsdorp, Diawara, Pellegrini e Bruno Peres a centrocampo, Carles Perez ed El Shaarawy sulla trequarti con Borja Mayoral in attacco.


Anche il Sassuolo soffre diverse assenze, una formazione priva di Berardi, Locatelli e Caputo ma con un 4-2-3-1 che vede Consigli in porta, Toljan, Chiriches, Marlon e Rogerio in difesa; Obiang, Lopez, Taore,a centrocampo, Djuricic, Boga a guardare le spalle all'attacco guidato da Raspadori.


La difesa si presenta piuttosto incerta con Karsdorp a ricoprire spesso anche il ruolo di centrale, un lavoro durissimo di attacco e copertura che mette spesso la Roma in pericolo, con il Sassuolo determinato nel cercare occasioni nei primi dieci minuti, prima con Djuricic che trova pronto Pau Lopez in uscita, poi con Taore che fortunatamente non gode di una buona mira pur trovandosi in buona posizione, al 12' è Maxime Lopez che colpisce il palo alla destra di Pau Lopez, lasciando la Roma con un forte brivido addosso.

Nelle ripartenze però, potrebbe fare di più visto che i neroverdi lasciano grandi spazi di manovra, purtroppo è il fraseggio poco fluido a lasciare gli uomini di Fonseca con la gioia del gol strozzata in gola, perché tutto sommato Carles Perez ci prova trovando un attento Obiang sulla traiettoria del tiro e un agile Consigli a parare in tuffo un tiro che sembrava già gonfiare la rete; ma è al 24' che l'attaccante impegna Marlon in un intervento falloso che costringe l'arbitro a decretare il calcio di rigore. Sul dischetto Pellegrini, che a botta sicura sigla il suo quinto gol e quello da ex che fa più male.

La Roma si rilassa e comincia a prendere meglio le misure, si allunga bene tenendo sempre un occhio attento alla copertura tanto da andare vicina al gol in altre due occasioni mentre gli uomini di De Zerbi cercano di riassestarsi provando sullo scadere a mettere paura alla Roma con Raspadori.


Le assenze denotano la difficoltà della Roma nel gestire i match, la mancanza di simmetria tra i giocatori in campo determina sbilanciamenti importanti seppur si cerchi di condurre il gioco con intelligenza; il carico di compensazione però, sul lungo corso, porta inevitabilmente a perdere il senso dell'orientamento, bucando nelle triangolazioni e subendo un pressing piuttosto studiato.


Il secondo tempo trova un Sassuolo più convinto, tanto che è ancora Raspadori a scaldare i guanti di Pau Lopez in due occasioni, senza contare il tentativo di Boga, a porta vuota, su assist di Taore.

Insomma, come dicevamo, le fiammate della Roma subiscono molto spesso un arresto improvviso, si tende a lasciare campo agli avversari specialmente sulle fasce nel tentativo di spingere i giocatori a dare supporto davanti, dove gli attaccanti sembrano non riuscire ad essere puntuali e decisivi.

Si, il grosso danno della squadra giallorossa è proprio questo gioco che non trova definizione, complici le continue assenze tra infortuni e defezioni ma anche la mancanza di determinazione.

Ed il pareggio arriva quasi inaspettato, grazie ad una deviazione di Taore che, su colpo di testa di Djuricic si trova la palla addosso e non può fare altro che spingerla in rete: 1-1.

Come da copione, Pellegrini e compagni provano a suonare la carica ribaltando di nuovo le gerarchie in campo, il Sassuolo sembra rinfrancato dal pareggio ed abbassa i ritmi, tanto da lasciare alla Roma il tempo per spingere sulle gambe; si rivede El Shaarawy, un pizzico sottotono fino a quel momento, chiamato per dare un supporto concreto alla squadra, sembra ancora non trovare la forma perfetta, ma è Spinazzola a suonare la carica, recupera un buon pallone e palla al piede falcia il campo, taglio per Carles Perez che lascia a Bruno Peres, tiro angolato e sfera in rete. 1-2 di pancia, sofferto a cui la squadra cerca di aggrapparsi riportando la linea difensiva a cinque, ma che purtroppo sembra un passivo troppo misero per pensare di arrivare al 90' senza subire.

Così De Zerbi apre ai cambi, per lui difesa a tre, si prova il tutto per tutto in avanti ed è proprio grazie ad una verticalizzazione del subentrato Oddei che Raspadori coglie l'assist per il pari. 2-2.

Non c'è più tempo né animo, né energia, il gol che ti taglia le gambe che spegne le speranze e la voglia.

Si precipita al settimo posto con tanto rammarico. Non ci sono responsabilità dirette, Fonseca ha dovuto schierare le pedine senza poter dare loro un senso logico e i giocatori hanno cercato di fare il possibile, qualcuno con più merito, qualcuno purtroppo per mancanze tangibili di tecnica calcistica.


Laura Tarani

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