IM SCUDETTO! Inter Campione D' ITALIA

È arrivata anche la conferma della matematica. Per l’Inter è il momento di festeggiare il 19º scudetto della sua storia.

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Si chiude dunque con questa giornata la lotta scudetto che sancisce in modo inequivocabile la supremazia in questo campionato per la formazione di Conte. Nerazzurri che si sono resi protagonisti di un ottimo percorso in campionato che ha avuto l’accelerazione decisiva all’inizio del girone di ritorno. La striscia di 11 vittorie consecutive ha di fatto posto fine alle ambizioni dei rivali, caduti man mano di fronte alla continuità mostrata dai nerazzurri durante tutto il torneo, e sancita da un girone di ritorno che sta vedendo la formazione nerazzurra protagonista di un percorso privo di sconfitte e con solo due pareggi a negare il percorso netto alla squadra presieduta da Steven Zhang. Una vittoria che pone fine al ciclo di vittorie consecutive della Juventus che trionfava ininterrottamente da nove stagioni, ed è stato proprio l’allenatore che quel ciclo bianconero lo cominciò, ad interromperlo con un’affermazione perentoria.

Si tratta di una vittoria di gruppo dove tante sono le persone ed i calciatori che hanno contribuito ad un successo lungamente atteso dai tifosi e mai realmente in discussione. La classifica ha lungamente proposto un duello con il Milan ma la vittoria nerazzurra nel derby di ritorno ha indirizzato in modo definitivo la stagione verso i colori nerazzurri.

Prima affermazione in carriera per tanti dei protagonisti di questo successo fortemente voluto da tutto l’ambiente nerazzurro, con una programmazione avveduta e con la sapiente regina di Giuseppe Marotta che in poco più di due stagioni ha costruito questa squadra, portando a Milano tanti giovani che possono essere il presente ma potranno altrettanto certamente garantire una base assolutamente solida per un futuro radioso ed altrettanto vincente.

Una vittoria questa che ha tanti protagonisti a partire dalla coppia d’attacco che per larghi tratti della stagione è stata devastante anche se nell’ultimo periodo le polveri sembrano essere bagnate.

È anche la vittoria del reparto difensivo che dopo l’iniziale sbandamento dovuto agli esperimenti poco riusciti per quanto riguarda le alternative ai titolari proposte ad inizio stagione da Conte e bocciate dai risultati, la quadratura del cerchio è arrivata quando il trio Bastoni-Skriniar-De Vrij è diventato lungamente un muro invalicabile per qualsiasi attacco nel nostro campionato. Tra i protagonisti della difesa c’è anche capitan Handanovic, che ha saputo rendersi protagonista nel momento sliding door della stagione del derby di ritorno di campionato. Quella tripla parata ad inizio ripresa con gli attaccanti rossoneri e la sua firma sullo scudetto, capace di mettere la pietra tombale sulle ambizioni rossonere di tricolore, e riscattare una stagione non sempre irreprensibile ed esente da errori anche grossolani da parte del capitano nerazzurro. Dunque anche in una stagione non perfetta la firma di Handanovic è presente.

La vittoria del centrocampo che ha saputo reggere le sorti della squadra con grande veemenza soprattutto in alcuni momenti chiave della stagione. Le firme del reparto centrale sono quelle degli onnipresenti Brozovic e Barella sempre pronti a dare un importante contributo in entrambe le fasi del gioco. Ma è anche lo scudetto di Christian Eriksen che ha saputo con quella punizione magistrale arrivata nel finale della partita di Coppa Italia con il Milan, svoltare la propria esperienza nerazzurra quando sembrava ormai pronto a fare le valigie ed invece ha saputo ricavarsi un ruolo da protagonista capaci di esprimere tutta la sua qualità. Simbolicamente è anche lo scudetto di Vidal che, pur in una stagione largamente deludente, ha firmato una doppietta dall’elevato valore simbolico contro la Juventus che forse è l’immagine del passaggio di consegne tra bianconeri e nerazzurri. Lo scudetto dei nuovi arrivati Hakimi e Darmian, stantuffo ed arma letale in zona offensiva il marocchino e rincalzo straordinariamente prezioso oltre che bomber inatteso l’ex giocatore del Parma, arrivato idealmente con un ruolo di rincalzo ha saputo ritagliarsi un ruolo di protagonista assoluto, non tanto per i minuti effettivamente spesi sul terreno di gioco ma per l’importanza del suo contributo dato in modo davvero esemplare ogniqualvolta è stato chiamato in causa. Un contributo importante in questo senso l’ha saputo dare anche Ivan Perisic, scartato la scorsa stagione e tornato inatteso protagonista dopo la parentesi in prestito al Bayern Monaco; il croato ha saputo calarsi in un ruolo inedito per lui facendosi sempre trovare pronto per dare dinamismo sulla fascia garantendo qualità in fase di spinta e dedizione in copertura.

Una citazione particolare merita senz’altro l’attacco con Lukaku e Martínez autentici trascinatori della squadra non solo sul terreno di gioco ma anche leader dello spogliatoio in un anno che ha visto la coppia nerazzurra consacrarsi come uno dei reparti offensivi più prolifici d’Europa nei campionati più competitivi del vecchio continente, nonostante le polveri bagnate delle ultime settimane. Meritano una citazione anche coloro che hanno giocato meno ma dato un contributo mantenendo l’armonia dello spogliatoio pur se magari insoddisfatti dal poco impiego.

È anche la vittoria di Antonio Conte che ha saputo isolare la squadra da tutte le vicissitudini che hanno riguardato più o meno da vicino la formazione nerazzurra con avvicendamenti societari veri o presunti all’orizzonte, difficoltà nell’operare sul mercato a gennaio visto il mancato superamento del girone di Champions League e una proprietà che è sembrata talvolta disinteressata alle vicende nerazzurre ma che in realtà ha poi garantito il supporto necessario per terminare al meglio l’opera avviata da Suning.

Da questo momento, dopo la meritata festa servirà programmare il futuro in modo lungimirante perché questo successo non sia un episodio ma l’inizio di un ciclo lungo, vincente e soddisfacente per il popolo nerazzurro, in Italia ed in Europa dove in queste ultime stagioni sono arrivate le pagine più incolori ed amare.

Federico Ceste

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