Sampdoria Roma Serie A Tim 2020 2021

C'è poco da raccontare e poco da commentare. Difficile trovare spunti positivi che possano in qualche modo rendere meno amara la sconfitta. Non ci crede più nessuno veramente; ed è questo che fa più male

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L'Inter vince lo scudetto e la lotta per la Champions entra più che mai nel vivo.

Fonseca in conferenza stampa ribadisce la solidità della squadra e la volgia di portare a termine una stagione quantomeno soddisfacente, al netto delle polemiche sul “caso Pellegrini”.

Così stasera in campo Fonseca si gioca la carta Fuzato con Mancini, Smalling e Kumbulla in difesa, Cristante torna al centro con Villar ma spazio a Santon sulla destra e a Bruno Peres sulla sinistra, un attacco con Dzeko apparente prima punta, l'idea di Mkhitaryan come trequartista unico fa storcere il naso, ma Mayoral sarà sicuramente più propenso a fungere da spalla per il numero 9 giallorosso.

Ranieri non vuole farsi coinvolgere dai sentimentalismi e la sua formazione appare subito compatta e molto motivata, un 4-4-2 con Audero tra i pali, Bereszynski,Tonelli,Colley,Augello in difesa; Damsgaard, Thorsby,Silva e Jankto a centrocampo,Verre alle spalle di Gabbiadini in attacco.


L'ex allenatore della Roma si muove sfruttando la conoscenza di alcuni giocatori avversari e l'imperativo appare subito chiaro: chiudere tutte le opportunità di fuga sulle fasce, bloccando di fatto la propensione degli ospiti a sfruttare la catena di sinistra per poi dare spazio a Mkhitaryan e Mayoral di convergere al centro per chiudere con Dzeko in porta. La tattica attuata dai blucerchiati si mostra da subito efficace, permettendogli di guadagnare metri ed agire al centro tenendo un baricentro piuttosto alto, Tonelli chiude bene per ben due volte su Mayoral ed è proprio grazie a questa manovra che cominciano a concretizzare le azioni, tanto che al 34' arriva il primo vero pericolo per i romanisti, Damsgaard serve Verre che a botta sicura sfiora il palo, la Roma riparte e punta su una buona progressione di Dzeko, il bosniaco salta Audero in uscita, dopo un bell'assist dell'armeno, ma gonfia solo l'esterno della rete, ancora Dzeko in avanti, Mayoral lo serve con precisione, colpo di testa e Colley a fare da scudo, tentativo sporcato da un fuorigioco di Mkhitaryan ma abbastanza pericoloso da provocare la reazione della Dea che proprio sullo scadere si lancia in avanti con Silva, Fuzato sbaglia il rinvio, Thorsby intercetta, salta Kumbulla e serve il portoghese che di destro supera Fuzato. 1-0

Gol regalato dal portiere, -”ancora” un gol regalato dal portiere- il nostro terzo portiere: frenesia, imprecisione, scarsa concentrazione. Sostantivi diplomatici perché infierire ormai non ha più nessun effetto.


Il secondo tempo comincia con un fraseggio abbastanza dinamico, benché la Sampdoria cerchi più spesso di avvicinarsi all'are romanista con Kumbulla abbastanza attento e Smalling e Mancini a fare il lavoro più duro nel contenere Gabbiadini e Jankto.

Cristante diventa sponda per Mayoral e Dzeko, cercando la verticalizzazione centrale ma il palleggio risulta sempre troppo prevedibile e la difesa blucerchiata risulta molto organizzata tanto da respingere sempre in contropiede i suoi.

Poca l'intesa Mayoral/Dzeko,i due non trovano nessun punto d'incontro e ciò favorisce solo un gioco frammentato a chi arriva prima, a chi la tocca in anticipo, senza creare quella fluidità che potrebbe davvero fare la differenza.

Esce Kumbulla per infortunio ed entra Ibanez.

Una maledizione per il giovane difensore che lo vede sempre al centro delle situazioni più delicate, rimpallo favorevole per la Dea a centrocampo, intuizione di Verre che raccoglie favorendo l'assist per Jankto che si mangia la difesa e Fuzato 2-0. Poi tocca a Mayoral che supera Audero da buona posizione andando a rete, un gol però annullato dalla posizione iniziale di Dzeko che serve il compagno in netto fuorigioco. Nulla di fatto.

Una sofferenza, forse anche un pizzico di arrendevolezza, non si vede più lo scintillio, quella sana cattiveria mista ad agonismo, ci si trascina sul prato rincorrendo un pallone senza uno scopo preciso.

Dzeko prende palla, brucia tutti ma l'involata è troppo rapida ed il gol siglato ad Audero è in nettissimo fuorigioco.

Pochi minuti ed un cross in area di Mancini viene gestito con la mano da Silva. Rigore per la Roma che potrebbe riaprire la partita,sul dischetto Dzeko che tira rasoterra sulla traiettoria intercettata dal portiere e... Audero para senza esitazione. Poi è la volta di Mayoral che supera Audero e la infila

Lo stato confusionale e di totale abbandono persevera nonostante i cambi, entra anche Pastore al posto di Mayoral, Darboe -all'esordio al posto di Villar - e Karsdorp al posto di Santon, ma non basta anzi il gioco diventa ancora più macchinoso. I giallorossi provano a trovare la motivazione spingendo sulle fasce avversarie, ma ormai la Sampdoria è chiusa nella propria metà campo senza l'ulteriore volontà di affondare altri colpi, ovviamente se poi si trovano quei varchi irresistibili che lascia la difesa, l'istinto dell'attaccante diventa predominante.

Un match condotto dagli avversari in purezza, senza troppa spinta, ma solo con la consapevolezza di fare il proprio dovere: vincere e portare a casa il risultato. 2-0. Semplice corretto e senza sbavature.

C'è poco da raccontare e poco da commentare. Difficile trovare spunti positivi che possano in qualche modo rendere meno amara la sconfitta. Non ci crede più nessuno veramente; ed è questo che fa più male.


Laura Tarani

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