José, La Sfida E La Grande Bellezza

Tutto possibile, tutto in divenire, ma ora per qualche settimana lasciateci sognare

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La notizia. Il panico.L'incredulità.

Il titolo in Borsa che schizza in alto, il tam, tam delle agenzie di stampa, i media che rimbalzano la notizia e l'ufficialità della Roma.

José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della AS ROMA.

Gli ultimi anni per la Roma sono stati un calvario, tra sogni e speranze sempre disattese. Dopo l'ultimo scudetto vinto durante la gestione Sensi, si è assistito ad una parabola discendente senza paragoni; l'avvento della proprietà americana guidata da Pallotta verrà ricordata per il numero infinito di allenatori che si sono succeduti sulla panchina giallorossa e sul numero di promesse, proclamate dal Presidente e mai mantenute.

A condire ancor più negativamente il tutto, i risultati della squadra, i giocatori, gli infortunii, le plusvalenze e gli acquisti mai del tutto azzeccati, fino ad arrivare all'attuale stagione calcistica che ha visto i giallorossi spegnersi lentamente, tenuti a galla e sostenuti da un allenatore che ha fatto tutto il possibile per compattare l'ambiente, inventando ruoli e schemi e che si è dovuto arrendere al fato, alla sfortuna ed all'arrendevolezza di alcuni giocatori.

Fonseca non sarebbe nemmeno dovuto rimanere, l'avvicendamento dei Friedkin alla Roma, durante una pandemia e con l'imminente inizio del campionato, ha spiazzato un po' tutti e vista la situazione si è cercato di mantenere un profilo basso e di contenimento, senza creare scompensi nella squadra.

E Fonseca, si può ben dire, è riuscito in un'impresa che forse in pochi, pochissimi sarebbero riusciti a portare avanti, una semifinale di Europa League condita da milioni di problemi, un allenatore che ha sempre mantenuto un profilo professionale di grande umiltà, un “signore” nei modi e nelle espressioni, una gran persona ma, non è bastato per cullare il sogno romanista, per tenere a bada il malcontento e le ambizioni.

Sembra un ragionamento forte, ma l'opinione pubblica, la “piazza”, come viene spesso definita a Roma, ha un peso specifico non indifferente che forse funge anche da termometro nel cacio della Capitale.

E allora, dopo aver confermato la chiusura del rapporto con Paulo Fonseca e dopo settimane in cui le voci si stringevano intorno al nome di Maurizio Sarri come nuovo imminente allenatore della Roma; ecco la bomba che ha fatto scoppiare il tifo romanista; le 15:00, o giù di lì ora locale, per un momento il cuore di ogni singolo romanista si è fermato, si è cercato di realizzare con fatica un qualcosa che nella realtà calcistica degli ultimi tempi poteva sembrare solo un'altra fake news, uno sfottò inventato ad hoc dopo l'ennesima pesante sconfitta, per poi rivelarsi una dolcissima verità.

Tre anni di contratto, fino al 2024, a 7 milioni a stagione più bonus -che diventato 10 lordi con il decreto crescita- e la notizia oltre a prendere piede ovunque in Italia e all'estero, comincia a gonfiarsi con le prospettive implicite che evoca  questo annuncio: il mercato, su cui ormai si fantastica tirando in ballo nomi da fantacalcio, i collaboratori a cui potrebbe affidarsi- e il nome di Daniele De Rossi colora ancor di più la fantasia dei tifosi dove, i più audaci, vedrebbero addirittura un trio delle meraviglie con Francesco Totti coinvolto-.

Non si sognava così dall'arrivo di Batistuta, non si parlava più di Roma con tanto entusiasmo; la mossa di Dan e Ryan Friedkin, a prescindere da come andrà a finire, ha segnato fortemente il rapporto tra la nuova presidenza e la realtà romana sponda giallorossa, restituendo quello scintillio negli occhi e quell'entusiasmo che i tifosi meritavano .

L'attaccamento alla maglia, ai colori, al significato intrinseco che evoca questo sport in questa città deve essere arrivato forte e chiaro, tanto da fargli considerare l'AS Roma, non solo un marchio, un brand o un investimento, ma qualcosa capace di andare oltre.

Assistente e allenatore in seconda di Bobby Robson e Louis van Gaal, vince successivamente come allenatore la Primeira Liga portoghese, 1 Coppa del Portogallo , 1 Coppa del Re, 1 Coppa Italia, 2 Coppa di Lega, 2 Coppa UEFA/ UEFA Europa League,la Supercoppa Portoghese con il Porto e ancora due UEFA Champions League, più una decina di campionati.

Numeri alla mano e un'anima che sa esattamente quello che vuole.

Sicuro, diretto e determinato.

C'è chi prova a smontare il personaggio definendolo ormai passato, agli sgoccioli della sua brillante carriera, paventando una prestazione alla Helenio Herrera sul finire degli anni '70.

Tutto possibile, tutto in divenire, ma ora per qualche settimana lasciateci sognare.


Tarani Laura

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