Inter Roma Serie A Tim 2020 2021

Nonostante tutto una buona Roma che se la gioca, combatte, ci crede ma non concretizza; contro un'Inter che quando spinge sull'acceleratore ferisce senza rimorsi. Una differenza sostanziale che aveva comunque aperto a qualche speranza.

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Come si dice?

Tentar non nuoce; ed è forse questo che il popolo giallorosso avrà pensato poche ore prima del calcio di inizio. Tante chiacchiere ma poi alla Roma questi tre punti servirebbero davvero, un po' per caricarsi in vista del derby, un po' per scacciare il fantasma Sassuolo che aggredisce alle spalle e rischia seriamente di affondare un colpo definitivo ad una stagione già deludente. Conte non ha nulla da perdere, se la gioca con serenità, giusto il gusto di far bella figura davanti al tuo predecessore, seppur di vecchia data e non ancora avversario diretto... un po' come quando sfoggi l'auto nuova davanti all'ex della tua ragazza...robe da maschi...

Così l' INTER si presenta con il (3-5-2) Radu in porta; Skriniar, Ranocchia, D'Ambrosio; Darmian, Barella, Brozovic, Vecino, Perisic; Alexis Sánchez, Lukaku, a cui risponde Fonseca che ripropone un modulo non troppo collaudato, cercando di far leva su una difesa più complessa ma sulla carta più dinamica un (4-2-3-1): con Fuzato tra i pali; Karsdorp, Mancini, Kumbulla, Santon; Darboe, Cristante; Pedro, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.

Ritmi accesi con la Roma spesso in avanti grazie anche al movimento delle fasce coadiuvato da Karsdorp e Santon che non lesinano chilometri per creare densità in area nerazzurra; ottimo fin da subito il contributo di Darboe, deciso e imperterrito nello sfondare in avanti e anche troppo insistente nel cercare palla tanto da rimediare subito un giallo.

Azione dell'Inter, contropiede centrale con Darmian che solo scappa sulla destra, cross rasoterra per Brozovic che nonostante la difesa affollata sferra un missile che spiazza Fuzato 1-0. Roma che appena dopo dieci minuti è costretta a rincorrere, nonostante una buona impostazione ed un possesso palla importante. Il modulo scelto da Fonseca sembra quindi perdere di efficacia, visto il pressing dell'Inter e il suo centrocampo che danza, palla al piede, tra le linee.

Bella palla per Pellegrini che si avvia verso la porta ma supera la linea di porta di un soffio; ancora un contropiede nerazzurro, Darmian, Alexis, Brozovic e Vecino che sfiora il secondo palo. Senza respiro, rapido e semplice, l'arrembaggio in porta degli uomini di Conte è sicuramente più collaudato del meccanismo piuttosto prevedibile degli uomini di Fonseca.

Neanche venti sul cronometro, Lukaku si porta dietro Mancini per tutta la metà campo, il difensore tenta il disimpegno coadiuvato da Darboe, palla indietro per Vecino scoperto e tiro diretto in porta per il 2-0 fulmineo. Lo schema è una memoria storica nel gioco interista, con l'uomo che fugge da solo, mentre gli altri arrivano a supporto, al momento giusto e con il piede giusto; tiro in porta anche per Cristante con un Radu ben piazzato che non fatica a trattenere. Sebbene fiaccata dal doppio vantaggio, la Roma in qualche modo cerca di contrastare i nerazzurri; Pedro si consuma nel portare palla, e Kumbulla stavolta si mangia Vecino, interponendo corpo e anima tra lui e la porta.

Pellegrini da corner, palla in mezzo e contropiede di Sanchez fermato da Santon in modo irregolare, punizione dal limite, ottima posizione, sul pallone Sanchez che manda alto sopra la barriera deviata dal muro, angolo di Alexis in mezzo, mischia in area tentativo di D'Ambrosio e Fuzato che para.

Stavolta il contropiede premia la Roma, palla a Dzeko, apertura per Mkhitarian che sfugge all'attenzione di Darmian e D'Ambrosio e palla in porta 2-1, per riprendere coraggio.

Tra le fila nerazzurre spicca Darmian, un impeto nel gestire la fascia impressionante, palla ad Alexis Sanchez per Vecino che va diretto in porta ma è ancora Fuzato a dire no.

Fuori Alexis Sanchez per infortunio dentro Lautaro Martinez.

Ancora una punizione per l'Inter resa inefficace dall'uscita sicura del portiere giallorosso, fraseggio a centrocampo nel cercare spazi utili ad innescare l'azione mantenendo anche il possesso palla, Darboe e Cristante, ma anche l'armeno a cercare palla oltre la metà campo ,nel tentativo di portarsela poi verso la porta avversaria, con un'Inter che non molla di un centimetro, palla a Perisic che stavolta attacca dalla destra prova a rientrare con un tiro diretto in porta, la palla devia in mezzo alla mischia ed il miracolo di Fuzato che si butta sul pallone.

Ancora angolo Inter, insidioso il tentativo di Perisic dalla distanza che va oltre la traversa. Squadre negli spogliatoi, una Roma abbastanza concentrata che resiste al contrattacco avversario in più di un'occasione, ma che ha poche armi da poter sfoggiare.


Dentro El Shaarawy, fuori Pedro.

Azione di Barella per Vecino, smorzata da Fuzato. Gran match per Vecino e Brozovic, l'interpretazione della tattica di Conte viene esplicata in maniera eccellente dai due giocatori che riescono a coinvolgere anche gli altri compagni nella costruzione del gioco, sempre un passo avanti e troppo spesso in maniera pericolosa. Pellegrini trova due occasioni per cercare il pareggio, ma la poca precisione sembra non aiutare il capitano giallorosso, di contro Dzeko subisce la marcatura ed è continuamente osteggiato nei movimenti tanto da venir quasi annullato l'intervento sul pallone, Karsdorp per il bosniaco, tiro a giro in mezzo a due e il numero nove che trova l'incrocio dei pali, un'occasione mancata, come quella su assist di El Shaarawy che vede Dzeko rovinare davanti al portiere, chiuso da Radu che la manda in angolo. Gran giocata di Karsdorp per Mkhitaryan, palla deviata in angolo, la Roma vince per intensità e cattiveria, cerca il pareggio con tutte le forze, creando azioni e tenendo il baricentro alto, ancora Mkhitaryan per Cristante, cross alto sulla testa del compagno, la palla sfila al lato della porta.

Una partita piena di grinta contro un'Inter forse abbastanza appagata dalla vittoria del campionato e dal passivo a favore, impetuosa nel primo tempo sembra aver perso mordente, quasi a risparmiare le forze in vista del big match di domenica, ma anche meno incisiva dopo l'uscita di Sanchez, laddove proprio il subentrato Lautaro Martinez, fatica a trovare il ritmo .

Pasticcio in attacco, batti e ribatti giallorosso, Sensi appoggia su Hakimi ma trova Mancini sulla destra che devia in corner.

Fuori Cristante, dentro Villar.

Fuori Lukaku e Darmian dentro Pinamonti e Young.

Ancora Roma in avanti, tante le occasioni create, contro un'Inter che cerca però la fiammata degli ultimi minuti sfiorando il gol in tre nette occasioni.

Karsdorp e Darboe per Bruno Peres e Carles Perez.

E dopo l'assalto alla milanese prima in classifica è bastato un passaggio al 90', senza senso che manda Lukaku in porta, solo, contro un Fuzato troppo fuori dai pali: 3-1.

Un 3 a 1 che lascia tanto amaro in bocca, stavolta si è vista la voglia che, se ben convogliata, porta almeno alla creazione di un gioco efficace e concreto. Pellegrini ha contribuito a pulire tanti palloni ma troppe sono le variabili che hanno influenzato questa e molte altre partite, come la difesa, in evidente difficoltà, ragazzi che cercano di spingere la squadra in avanti anche con discreta soddisfazione ma che peccano nel rientrare, nell'aggredire l'avversario senza cadere nel fallo grossolano, insicuri e poco appoggiati dal portiere; Pedro, sicuramente uno dei migliori in campo ma che perde la sua bellezza perché non ha sponde adeguate a cui affidare l'azione. La sensazione generale è di caos, un caos che rischia di fare del male anche a chi in realtà ha veramente dato tutto.


Nonostante tutto una buona Roma che se la gioca, combatte, ci crede ma non concretizza; contro un'Inter che quando spinge sull'acceleratore ferisce senza rimorsi. Una differenza sostanziale che aveva comunque aperto a qualche speranza. Ma i vincitori restano vincitori e gli altri possono solo guardare.


Laura Tarani

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