I Nerazzurri Piegano Per 5-1 L'Udinese: Inter, è Qui La Festa!

I Nerazzurri Piegano Per 5-1 L'Udinese: Inter, è Qui La Festa!

Il 5-1 sull’Udinese è il miglior finale di stagione possibile per la squadra di Conte che può festeggiare il tricolore

stampa articolo Scarica pdf

Tutto già deciso per Inter e Udinese che si affrontano a San Siro per l’ultimo atto di un campionato che i nerazzurri hanno meritatamente conquistato.

LE FORMAZIONI UFFICIALI:

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 13 Ranocchia, 95 Bastoni; 2 Hakimi, 8 Vecino, 12 Sensi, 5 Gagliardini, 15 Young; 99 Pinamonti, 10 Lautaro.

A disposizione: 27 Padelli, 97 Radu, 6 de Vrij, 7 Sanchez, 9 Lukaku, 14 Perisic, 22 Vidal, 23 Barella, 24 Eriksen, 37 Skriniar.

Allenatore: Antonio Conte.


UDINESE (3-5-2): 1 Musso; 3 Samir, 50 Becao, 14 Bonifazi; 19 Larsen, 90 Zeegelar, 11 Walace, 10 De Paul, 16 Molina; 37 Pereyra, 7 Okaka.

A disposizione: 31 Gasparini, 96 Scuffet, 5 Ouwejan, 6 Makengo, 24 Battistella, 32 Llorente, 45 Forestieri, 64 Palumbo, 65 Rigo, 68 Basha.

Allenatore: Luca Gotti.

LA SQUADRA ARBITRALE:

Arbitro: Volpi.

Assistenti: L. Rossi, Perrotti. Quarto Uomo: Amabile.

VAR: Banti. Assistente VAR: Vivenzi.


LA PARTITA:

Come ampiamente prevedibile i ritmi di gioco sono piuttosto bassi fin dalle prime battute e sono comunque i nerazzurri ad essere più propositivi: il gol del vantaggio arriva all’ottavo minuto quando Lautaro aggancia un pallone in area e cerca la conclusione la palla sbuca poi dalle parti di Young che con tocco sotto porta segna il suo primo gol stagionale. Aver sbloccato la partita accentua ulteriormente la sensazione che i nerazzurri controllino ampiamente lo sviluppo della gara. Gli unici momenti di tensione arrivano per i continui contrasti tra Lautaro Martínez e Becão che a più riprese non si risparmiano colpi al limite del regolamento. Sono comunque pochi i guizzi significativi del primo tempo giocato decisamente sotto ritmo da entrambe le formazioni e senza un’azione di pressing che possa alzare l’intensità delle giocate. Da segnalare l’infortunio di Sensi costretto ad uscire anzitempo dal terreno di gioco al 39º minuto sostituito da Eriksen; il danese pochi minuti più tardi sfrutta una punizione dal limite conquistata da Gagliardini per battere a rete e anche grazie alla deviazione di un membro della barriera predisposta da Musso trova il raddoppio poco prima della pausa. Si chiude dunque la prima frazione di gioco che ha certamente rispecchiato le aspettative di una gara in cui entrambe le compagini non avevano più nulla da chiedere.

La ripresa prende il via con l’ingresso di Padelli in luogo di Handanovic e subito l’Udinese prova a rendersi pericoloso con De Paul ma la chiusura in extremis di Bastoni mantiene la porta nerazzurra inviolata. Anche l’Inter è comunque decisamente determinata ad arrotondare il punteggio e ci prova con un paio di conclusioni pregevoli dalla distanza con Eriksen e Lautaro ma in entrambi i casi Musso si fa trovare pronto ed evita all’Udinese un passivo ancor più pesante. Nerazzurri che nella seconda frazione di gioco cercano con maggior frequenza le ripartenze ed è proprio questa situazione tattica ad originare un calcio di rigore concesso per un fallo di Zegelaar ai danni di Hakimi. Sul dischetto si presenta Lautaro Martínez che batte Musso e trova il suo 16º gol in questo campionato. Con un punteggio che sembra assolutamente definito i ritmi si abbassano ulteriormente e la gara vive di alcune fiammate. C’è gloria anche per Ivan Perisic che subentrato da poco ad Hakimi finalizza ottimamente un contropiede spinto da Vecino e può certamente festeggiare nel migliore dei modi uno scudetto lo ha visto protagonista inatteso dopo la bocciatura dello scorso anno. L’ultima parte di gara vede l’ingresso di Lukaku, inizialmente risparmiato, e sempre sugli sviluppi di un contropiede Lukaku trova il gol numero 100 dell’Inter in campionato trovandosi nel posto giusto per ribadire in rete un tiro di Sanchez finito sul palo. L’attaccante belga ci prova nuovamente con un colpo di testa da distanza ravvicinata pochi minuti più tardi ma la palla termina alta. I minuti finali sono solo un’attesa per la festa che verrà dopo il fischio finale anche se c’è ancora spazio per il gol dei friulani che in una delle rare iniziative offensive della gara conquistano un calcio di rigore per un tocco con la mano di Eriksen in area di rigore; sul dischetto si presenta Roberto Pereyra e spiazza Padelli. Dopo i minuti finali di pura accademia inizia ufficialmente la festa nerazzurra per un titolo ampiamente meritato e forse mai realmente in discussione, perlomeno dopo il momento chiave della vittoria nel derby di ritorno. Con la vittoria sull’Udinese si scrive anche un’altra piccola pagina del libro di questo campionato che ha visto i nerazzurri battere almeno una volta tutte le avversarie di questo torneo.

FEDERICO CESTE

© Riproduzione riservata