Spezia Roma Serie A Tim 2020 2021

L'unica nota positiva, se proprio vogliamo trovarne una, è l'accesso ai playoff di Conference League, la neonata terza competizione calcistica continentale organizzata dalla UEFA, a partire dalla stagione 2021-2022.

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L'unica nota positiva, se proprio vogliamo trovarne una, è l'accesso ai playoff di Conference League, la neonata terza competizione calcistica continentale organizzata dalla UEFA, a partire dalla stagione 2021-2022. Una bella sfida per Mourinho; certo non sarà la Champions ma centrare questo obbiettivo per primi, potrebbe portare qualche soddisfazione.

Come si è ottenuto l'accesso a questa competizione resterà invece una delle principali delusioni che abbiano mai accompagnato la squadra negli ultimi anni, sofferta solo dai tifosi, quasi snobbata dai giocatori in campo, alla fine si guarda al risultato, un minimo sindacale giocato con tutta la svogliatezza del caso.


Ieri la conferenza stampa di Fonseca, l'ultima; posata, diplomatica, composta. Ringrazia e si congeda un signore, un uomo di altri tempi che ha fatto molto per la squadra in questi due anni. Non ho mai avuto parole forti contro di lui, ho caldeggiato le sue scelte e compreso le sconfitte perché lucidamente con tutta la buona volontà di più non si poteva fare, ma stasera ho storto la bocca anche io, perché commentare questa partita è difficile, lo è stato per i cronisti, per gli esperti, per chiunque guardi il calcio con passione; e si intuisce subito che qualcosa non va, dentro Mayoral in attacco, fuori in panchina Dzeko. Una trequarti di spinta, con El Shaarawy, Mkhitaryan e Pedro che però si presentano all'appello con scarsissimo appeal, almeno nel primo tempo, lasciando un centrocampo in balia dello Spezia che costruisce, anticipa e gestisce il gioco in maniera impeccabile mettendo alle corde lo stesso Darboe in evidente difficoltà grazie ad un 4-3-3 -ricco di riserve- di un agonismo calcistico fuori dal comune :Rafael in porta, Vignali, Caparadossi, Terzi e Bastoni; Estevez,Agoume, Pobega; Verde, Nzola, Gyasi. Una Roma sbilanciata quindi, incapace di costruire un vero asse tra difesa e attacco, irretita dalla dinamicità degli avversari e ancor più abbattuta dall'atteggiamento di Kumbulla, Mancini e Santon che devono ringraziare un Fuzato ispirato, forse, anzi no, sicuramente il migliore in campo capace di neutralizzare diversi attacchi avversari, ne prende due ma potevano essere molti di più.

Agoume, Nzola e Verde l'asse che spacca la difesa giallorossa in due e che permette all'ennesimo ex di esultare per il primo gol ad appena 6' dal fischio d'inizio, due minuti prima un errore clamoroso di Darboe su Nzola e si subito appare chiaro che la Roma l'avrebbe sudata e invece no, perché gli uomini di Fonseca non si spremono per recuperare il passivo, non mettono cuore ed anima ma buttano un primo tempo tra errori grossolani e sviste clamorose trascinandosi sul tappeto verde quasi come se avessero cominciato a giocare due giorni prima senza mai fermarsi e continuando ad inanellare interventi fallosi che sarebbero costati cari alla squadra, come quello di Cristante su Gyasi in area di rigore. Kumbulla. Parente lontanissimo del giocatore visto ad inizio campionato, trasfigurato, stanco senza motivazione perde palla, si fa continuamente soffiare il pallone allarmando in maniera estrema anche Mancini scoraggiatissimo dall'atteggiamento del compagno e dalla resistenza della squadra alla reazione.

Disordine, ma anche mancanza di punti di riferimento o di un leader capace di trascinare i compagni, poco agonismo cavalcato forse solo da Pedro, tutto il resto lascia una forte delusione mista a stupore per un risultato dato troppo presto per scontato alla vigilia del match.

Lo Spezia se la gioca, tutta la rabbia e la voglia di mettere in campo le abilità, l'idea di fare bene, riuscire nei filtranti arrivando in porta con agevolezza, correre, ripartire e vincere i contrasti Estevez e Agoume su tutti.

La Roma si sveglia ben oltre i venti minuti, El Shaarawy scalda i guanti a Rafael seguito da Mancini, un fuoco di paglia perché la compattezza degli uomini di Italiano riprende subito dopo, Bastoni domina la fascia sinistra, diventata il tallone d'Achille della Roma, trovando una buona intesa con Estevez, ma il gioco dello Spezia può contare su tutto l'organico in campo ed è Pobega a superare Fuzato sullo scadere del primo tempo assegnando alla sua squadra un 2-0 che coglie un po' tutti di sorpresa; doveva essere la partita della Roma per l'accesso sicuro alla Conference League, la partita di commiato per tanti giocatori che avrebbero dovuto riscattarsi, la partita dell'orgoglio. Il primo tempo è stato uno spettacolo che ha fatto pensare a quanti questa maglia, l'abbiano indossata solo per contratto; ma doveva essere l'ultima partita di Fonseca, un cadeau che chiudesse in maniera meno amara la stagione.


La Roma rientra dall'intervallo con qualche cartuccia in più, l'enfasi per il match però è ormai svanito e si guarda più al risultato che alla gara, al 52' la squadra della Capitale accorcia le distanze con il Faraone che approfitta di un passaggio sbagliato di Terzi, rubandogli il tempo un 2-1 che non fa esultare, si sbircia il Sassuolo sperando nel miracolo anche se la Roma comincia una fase di attacco piuttosto serrata, cerca di reggere in mediana ringraziando ancora un gran Fuzato.

Entrano Reynolds,Villar e Dzeko, per Santon, Darboe e Mayoral, timida la reazione, ma pur sempre un cambio che permette di respirare e cercare nuove fonti di gioco che creano un giropalla diverso e rapido, si sfrutta di più la fascia destra e gli spazi diventano meno accessibili; lo Spezia non demorde e continua a creare occasioni ma ora anche la Roma alza la testa e mischia le carte in tavola; la prende male Pedro, sostituito da Pastore che però, appena entrato, comincia a confezionare perle degne dei tempi che furono, palla del Flaco per Cristante rigore in movimento che Rafael para clamorosamente, mancano pochi minuti e forse l'idea dell'Europa comincia a stuzzicare la fantasia degli interpreti, ed è proprio Cristante a servire la palla decisiva a Dzeko che di testa serve a Mkhitaryan per il definitivo 2-2 , gol contestatissimo per un contatto in area tra Dzeko e Caparadossi, ma l'arbitro convalida e la Roma accede alla Conference.

Si salva solo la Conference. Lo dicevamo all'inizio, l'ultima giornata lascia poco spazio alle polemiche per fortuna, nei prossimi giorni spazio al mercato, all'Europeo, a tutto ciò che possa disintossicarci da questa ultima, difficile ed estenuante stagione.


Laura Tarani

fonte immagine emanuele gambino 

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