INTER C’È SIMONE INZAGHI MA LE NUBI RESTANO

Confermare in blocco i titolari un dovere per chi ha vinto e per l’amore dei tifosi.

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Sarà Simone Inzaghi a guidare l’Inter per le prossime due stagioni. È questa la scelta maturata al termine di due giornate convulse che hanno visto l’Inter prendere parte attivamente hanno un vero e proprio turbinio di movimenti in panchina che ha ridisegnato completamente il massimo campionato. Inzaghi sembrava sul punto di rinnovare con la Lazio ma l’Inter. dopo aver perso Allegri nel duello con la Juventus, ha scelto l’allenatore piacentino come erede di Antonio Conte. firmando con l’ex tecnico biancoceleste un biennale da 4 milioni di euro più bonus.

Certamente la prima scelta dei nerazzurri era Massimiliano Allegri che durante i due anni di gestione Conte è stato sempre accostato ai nerazzurri ogniqualvolta il tecnico leccese faceva balenare l’idea di cambiare aria, ma alla fine il tecnico livornese ha scelto di tornare a Torino per riprendere il discorso interrotto due anni fa.

Una scelta quella di puntare su Inzaghi che è certamente nel segno della continuità dal punto di vista tecnico che potrebbe portare i nerazzurri a continuare con la base attuale della rosa con un 3-5-2 ben conosciuto da Inzaghi che almeno a prima vista necessiterebbe di pochi interventi sul mercato. Tra i ruoli da puntellare in entrata dovrebbe esserci certamente almeno un centrocampista centrale qualora dovessero partire uno o più tra Sensim Vecino e Vidal, e un esterno da mettere sul lato opposto rispetto ad Hakimi oltre al ritorno di Dimarco che sembra destinato a prendere in rosa il posto di Young. Altro tassello importante sarà trovare un vice Lukaku all’altezza e chissà che non possa essere Caicedo ad occupare quella casella di jolly per le fasi finali di gara che tante volte hanno tolto le castagne dal fuoco ad Inzaghi nelle ultime stagioni laziali.

A preoccupare comunque in questo momento e la posizione di diversi giocatori tra i titolari della scorsa stagione che potrebbero finire sul mercato a fronte di offerte significative. Se la società volesse dimostrare di voler effettivamente continuare a vincere almeno otto degli undici titolari della passata stagione dovrebbero essere dichiarati incedibili per dare continuità ad alto livello ma non sembra questa l’aria che si respira vicino all’ambiente nerazzurro. Ed in questo senso se da un lato c’è un aspetto che può tranquillizzare ce ne sono altri che lasciano perplessità. A rassicurare dovrebbe essere proprio il prestito avuto dai nerazzurri dal fondo americano Oaktree che certamente non ha nessun interesse a veder svalutata la rosa perché il principale asset di una società è certamente rappresentato dal valore dei giocatori e una rosa impoverita non farebbe gola a nessuno dei potenziali compratori.

Una lettura invece opposta arriva proprio dal rifiuto di Allegri perché potrebbe significare che i piani prospettati al tecnico siano effettivamente di ridimensionamento pesante e in questo caso sarebbe una grave presa in giro per l’Inter, per la sua storia e per l’affetto dei tifosi che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno riempiendo San Siro in ogni ordine di posto quando era possibile. Questo dev’essere molto chiaro alla proprietà e alla dirigenza perché l’Inter merita rispetto e la passione delle persone che la seguono sopravviverà a chiunque sieda in panchina o alla guida della società ma nessuno può permettersi di ridurre l’Inter ad una succursale di provincia o trasformarla in una fonte di ricavi per ripianare conti in altri contesti perché in caso contrario la strada per l’uscita sarà indicata piuttosto velocemente anche più velocemente della strada di entrata.

Foto Copertina di Roberto Proietto

Federico Ceste

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