Davide Nicola E La Salvezza Che Consiste In Un Piccolo Capolavoro

Davide Nicola E La Salvezza Che Consiste In Un Piccolo Capolavoro

Giunto al capezzale di un Toro invischiato nella zona retrocessione, il tecnico piemontese ha guidato i granata verso una salvezza nella quale pochi credevano

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Quando accettò l'incarico di guidare il Torino, ben pochi credevano potesse riuscire nell'impresa di salvare i granata dalla retrocessione: lui, invece, da autentico “Cuore Toro”, ci ha sempre creduto, raggiungendo l'obiettivo con una giornata di anticipo.

Torinese di nascita (per la precisione di Luserna San Giovanni), Davide Nicola arriva al capezzale di un Toro malmesso lo scorso 19 gennaio, succedendo a Marco Giampaolo: la classifica vede i torinisti invischiati nella zona retrocessione (terzultimo posto), con soli 13 punti racimolati in 18 giornate, ancora a secco di vittorie casalinghe e spesso rimontati in partite nelle quali erano riusciti a passare in vantaggio.

L'esordio, tre giorni dopo (venerdì 22 gennaio), vede già un'inversione di tendenza, coi piemontesi in grado di recuperare dallo 0-2 sul campo di un Benevento allora “rivelazione” del campionato: il 2-2 consente di muovere la classifica.

Le due partite successive vedono i granata conquistare altri pareggi in rimonta, rispettivamente con Fiorentina (1-1 in casa) e Atalanta (3-3 in trasferta, risalendo dallo 0-3), per poi conseguire una quarta “X” nell'incontro casalingo col Genoa, conclusosi sullo 0-0.

Il primo successo arriva il 19 febbraio, espugnando per 1-0 (rete di Gleison Bremer al 76') il campo del Cagliari: issatosi a +5 sulla “zona calda”, il Toro sembra ormai avviato verso la tranquillità, ma la Dea bendata non è d'accordo.

Infatti, i casi di positività al COVID-19 di alcuni componenti della rosa torinista costringono al rinvio della gara casalinga col Sassuolo e di quella esterna con la Lazio: al ritorno in campo, giungono i K.O. con Crotone (2-4 in trasferta) e Inter (1-2 in casa), facendo nuovamente intravedere il baratro.

Invece, proprio nel momento più cupo, il Torino risorge: la data da segnare sul calendario è il 17 marzo 2021, quando allo stadio Olimpico Grande Torino va in scena il recupero col Sassuolo, incontro in cui accade di tutto.

Dopo aver chiuso la prima frazione sullo 0-2 (doppietta di Berardi, a segno al 6' e al 38') e aver rischiato addirittura d'incassare la terza rete, gli uomini di Nicola risorgono nell'ultimo quarto d'ora.

Al 77' Zaza sigla l'1-2, all'86' Mandragora impatta, all'87' Sirigu evita un nuovo svantaggio respingendo da campione una conclusione “a botta sicura” Obiang, quindi al 92' ancora Zaza incorna in rete un traversone di Ansaldi, consegnando al Torino la prima vittoria casalinga stagionale, che vale l'uscita dalla zona retrocessione.

Il 3-2 sui sassolesi è la svolta della stagione dei torinisti, passati nel volgere di una partita dall'inferno (lo 0-2) al purgatorio (il 2-2), a un passo dall'inferno (la grande parata di Sirigu su Obiang) e quindi in Paradiso.

Successivamente, arrivano la sconfitta esterna per 0-1 con la Sampdoria, il bel 2-2 nel derby casalingo con la Juventus, le vittorie con Udinese (1-0 in Friuli) e Roma (3-1 in casa in rimonta) e il pareggio di Bologna (1-1, anch'esso in rimonta, a dimostrazione dell'inversione di tendenza).

Il successivo 0-2 casalingo col Napoli è compensato dall'affermazione interna per 1-0 sul Parma e dall'1-1 strappato sul campo dell'Hellas Verona, risultati che consentono di “vedere” la salvezza.

Tuttavia, i brutti rovesci con Milan (0-7 in casa) e Spezia (1-4 in Liguria) mettono il Torino con le spalle al muro: fortuna (una volta tanto) vuole che il Benevento impatti (1-1) in casa col già retrocesso Crotone, consegnando ai granata due opportunità per conquistare la salvezza, vale a dire il recupero della venticinquesima giornata (Lazio-Torino, in programma il 18 maggio) e lo scontro diretto interno del 23 maggio coi beneventani.

In pratica, una sconfitta nel recupero con la Lazio costringerebbe il Toro a giocarsi la permanenza in una sorta di “spareggio” col Benevento (che vincendo si salverebbe per via degli scontri diretti favorevoli), mentre un pari consentirebbe di raggiungere l'obiettivo con una giornata d'anticipo.

In una vera e propria “battaglia” (due pali dei laziali -uno dei quali colpito da Immobile su rigore-, uno del Torino), i granata riescono a tornare dalla Città Eterna con uno 0-0 che vale il punto decisivo per la permanenza in Serie A e che trasforma il successivo Torino-Benevento in una sorta di passerella, conclusasi sul risultato di 1-1.

Il ruolino di marcia di Davide Nicola consiste in ben 24 punti conquistati in 20 partite, frutto di 5 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte: oltre al fattore tecnico, il lavoro dell'allenatore granata è stato straordinario sul piano mentale, trasformando un ambiente depresso in un gruppo coeso e compatto, conscio dei propri mezzi e convinto di potercela fare.

Sostanzialmente, Nicola ha trasmesso al gruppo il suo essere “Cuore Toro”, infondendo fiducia praticamente a tutti.

Protagonista in granata da calciatore (addirittura segnando la terza rete nella vittoriosa finale di ritorno dei play-off di Serie B del 2005-2006), Davide Nicola lo è stato anche da tecnico, guidando il Toro verso una salvezza che prima del suo arrivo pareva consistere in una chimera.

Le strade dell'allenatore piemontese e del Torino ora si dividono, poiché la panchina dei granata è stata assegnata a Ivan Juric: non si scioglierà, però, il legame d'affetto, di stima e di rispetto tra Davide Nicola e il “mondo torinista”, che lo ha apprezzato non solo quale allenatore, ma anche come uomo, sempre pronto a metterci la faccia nei momenti bui e senza mai esaltarsi nei momenti positivi.

Senza esagerare, si può affermare che la salvezza del Toro consiste in un piccolo capolavoro di Davide Nicola.

Giuseppe Livraghi

Fonte della fotografia: dipinto dell'artista Giovanni Maurizio De Rose

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