Italia, Un Trionfo Continentale Atteso Per Oltre Mezzo Secolo

Italia, Un Trionfo Continentale Atteso Per Oltre Mezzo Secolo

L'ultimo successo degli Azzurri nel Campionato Europeo risaliva al remoto 1968

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Piegando l'Inghilterra in quel di Wembley, l'Italia si è laureata campione d'Europa, riportando la Coppa a Roma dopo un'attesa che durava da ben cinquantatré anni, in quanto il precedente successo Azzurro nella manifestazione continentale risaliva all'edizione del 1968 disputata in casa.

L'Italia giunge a tale rassegna europea di fine anni Sessanta dopo aver vinto il girone eliminatorio 6 (primeggiando su Romania, Svizzera e Cipro) e aver estromesso la Bulgaria nei quarti di finale (sconfitta per 2-3 all'andata a Sofia rimediata con un successo per 2-0 al ritorno a Napoli): la situazione sociale italiana è difficile, con varie contestazioni passate alla storia come (appunto) "il Sessantotto" e con alle porte la strategia della tensione e i famigerati "anni di piombo".

La fase finale del Campionato Europeo, assai diversa dall'attuale, consiste nell'organizzazione delle semifinali e delle due finali (è ancora in vigore la "finalina" per il terzo posto) da parte di una delle quattro semifinaliste: la scelta cade, appunto, sull'Italia.

Nella semifinale del 5 giugno a Napoli, gli Azzurri guidati dal CT Ferruccio Valcareggi hanno ragione dell'Unione Sovietica: 0-0 al novantesimo, rimasto invariato nei supplementari, con la qualificazione decisa dal sorteggio, con la monetina che sorride a capitan Giacinto Facchetti.

L'avversario nell'atto conclusivo, in programma l'8 giugno a Roma, è la Jugoslavia, che in semifinale ha piegato per 1-0 l'Inghilterra campione del mondo in carica.

La sfida dell'Olimpico vede gli slavi passare a condurre al 39' con un acuto di Dragan Dzajic, sfiorando addirittura il raddoppio a inizio ripresa: l'Italia, però, trova la forza di pareggiare all'80' con Angelo Domenghini, il cui calcio di punizione si insacca dopo essere transitato tra un nugolo di gambe in barriera.

L'1-1 dei tempi regolamentari resta invariato nei trenta minuti aggiuntivi: non essendo ancora contemplati i tiri di rigore, la partita viene ripetuta due giorni più tardi.

Il 10 giugno 1968 non c'è storia.

Memore della deludente prestazione di due giorni addietro, Valcareggi cambia ben cinque undicesimi della formazione titolare, togliendo Pierino Prati, Ernesto Castano, Giorgio Ferrini, Antonio Juliano e Giovanni Lodetti, sostituendoli con Gigi Riva, Sandro Salvadore, Roberto Rosato, Giancarlo "Picchio" De Sisti e Sandro Mazzola e i risultati si vedono: dopo poco più di mezz'ora di gioco gli Azzurri sono, infatti, già avanti per 2-0 grazie ai centri di "rombo di tuono" Riva al 12' e di Pietro Anastasi al 31'.

Nella seconda frazione il risultato non cambia, sicché l'Italia si aggiudica il suo primo alloro continentale, tornando a imporsi in una grande manifestazione dopo ben trent'anni di digiuno, vale a dire dal trionfo nel Mondiale del 1938 (disputato in Francia).

Per rivedere la Nazionale Azzurra in una finale del Campionato Europeo bisogna attendere il 2 luglio 2000, quando i ragazzi guidati dal CT Dino Zoff sono beffardamente battuti per 1-2 dopo i tempi supplementari dalla Francia in quel di Rotterdam, nell'edizione organizzata congiuntamente da Olanda e Belgio.

Passati in vantaggio al 55' con una prodezza di Marco Delvecchio, gli Azzurri vengono raggiunti nel recupero (94') da una rete di Sylvain Wiltord, per poi cedere a un golden goal di David Trezeguet (103').

Nuova finale e nuova sconfitta nel 2012, ma in tal caso senza appello: la Spagna (campione d'Europa e del mondo in carica) ha ragione degli uomini di Cesare Prandelli con un netto 4-0 nella finale di Kiev del 1° luglio 2012, nell'edizione ospitata da Polonia e Ucraina.

Si giunge, infine, all'attualità, col gruppo guidato dal CT Roberto Mancini che riporta la Coppa Europa a Roma piegando (nell'ordine) Turchia, Svizzera e Galles nel girone del primo turno, l'Austria negli ottavi di finale, il Belgio (numero 1 del ranking FIFA) nei quarti di finale, la Spagna in semifinale e la padrona di casa Inghilterra nell'atto conclusivo di Wembley.

A voler essere precisi, l'Italia ha disputato un'ulteriore finale in un Campionato Europeo: la "finalina" per il terzo posto di Euro 1980 giocatosi in casa, nella quale venne piegata ai tiri di rigore (8-9, dopo l'1-1 del 90') dalla Cecoslovacchia in quel di Napoli il 21 giugno 1980.

Giuseppe Livraghi


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