STRISCIONE CONTRO HYSAJ I LAZIALI NON CI STANNO

Striscione a Roma Nord spacca la tifoseria biancoceleste: gesto ignobile, i laziali sono con il giocatore

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Gesto assurdo della tifoseria laziale, o meglio di un'esigua minoranza di questa, che però getta fango su tutti. Nella serata di lunedì 19 luglio uno striscione firmato Ultras Lazio è stato esposto da un ponte della tangenziale con su scritto "Hysaj verme la Lazio è fascista". Un'associazione di ideologia e tifo ridicola e fuori luogo, che ha già spaccato e fatto discutere. 

Tutto è nato qualche sera fa nella sede del ritiro biancoceleste ad Auronzo di Cadore dove nel corso del solito rito di Benvenuto ad un nuovo giocatore, questi canta da solo in mezzo ai suoi nuovi compagni. Hysaj è "colpevole" per alcuni di aver cantato Bella Ciao, video ripreso e postato dai compagni. Immediata la reazione, imbarazzante e scomposta: a quanto pare, una delegazione di tifosi presenti ad Auronzo, hanno chiesto "spiegazioni" per quanto accaduto, confrontandosi con giocatore e dirigenti biancocelesti. Il video è stato rimosso e la società si è vista costretta a pubblicare una nota ufficiale:

"È compito della Società tutelare un proprio tesserato e sottrarlo a strumentalizzazioni personali e politiche che certamente in questo caso nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio. Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che si è respirato fino ad oggi".

Poco importa se Bella Ciao è tornata alla ribalta con la Serie Tv La Casa di Carta, ferma restando la libertà di un giocatore di intonare qualsiasi canzone preferisca ed è stata ignorata la  frase del neo biancoceleste che chiudeva la sua performance esclamando "quest'anno vinciamo qualcosa".

La politica, le ideologie personali, sono più forti e in serata la spaccatura definitiva.

Prima l'intervista ad un noto esponente della Curva Nord che ancora si scagliava contro il giocatore, poi l'incommentabile striscione. Potrebbe essere fake, non voluto dal tifo organizzato biancoceleste, di qualche "infiltrato", ma poco importa: il danno è fatto e a rimetterci per l'ennesima volta è la Lazio. In un' estate in cui i motivi per godersi il momento erano tanti, la società biancoceleste e i suoi tifosi, quelli veri e liberi da condizionamenti, si ritrovano su tutti i giornali per cose che con lo sport, il calcio, il sarrismo, il calciomercato non hanno nulla a che fare.

I Social si sono espressi. Chissà se Hysaj leggerà l'hastag che i suoi nuovi tifosi hanno mandato in tendenza, #iostoconhysaj, che dovrebbe essere la normalità e invece deve essere specificato. I laziali vorrebbero andare da Hysaj e dirgli che in realtà non siamo così, che quello striscione è frutto della mentalità assurda di qualche isolato ed esaltato elemento, che la Lazio e i laziali sono ben altro, capaci di grandi cose e grande sostegno. Capaci di criticare, fischiare e poi cambiare idea, ma per quello che accade sul campo, non per ideologie personali. Oggi l'obiettivo della Lazio e di ogni laziale è prendere le distanze da quello striscione, isolare questi elementi che non portano nulla di buono alla causa biancoceleste e permettere alla squadra con il suo nuovo Comandante di esprimersi al meglio.

Enrica Di Carlo 

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