LAZIO, SONO MANCATI I BIG. MILANLAZIO

MILINKOVIC IMMOBILE E LUIS ALBERTO, ASSENTI INGIUSTIFICATI A MILANO.

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Luis Alberto, Ciro Immobile e Milinkovic Savic, sono loro gli assenti di San Siro. Presenti in campo ma completamente fuori dalla partita, atteggiamento sbagliato o momento di forma negativo?

Ciro Immobile non è in un buon momento, in Nazionale e oggi con la Lazio tanto impegno ma nessuno spunto degno di nota, non stoppa bene il pallone, non riesce niente di quello che pensa, resta un’ottima corsa, ma, sempre e costantemente, a vuoto. Non siamo preoccupati, ci sono sempre stati momenti duri per Ciro ma si è sempre riscattato alla grande, lo farà ancora una volta. 

Prima di parlare degli altri due bisogna dire due cose sul Milan: hanno corso dal primo all’ultimo minuto, giocate di fino, cattiveria nella giusta dose, marcature a uomo dove servivano, senza timore di perdere un uomo per costruire il gioco e Pioli ha saputo sfruttare il massimo dal proprio potenziale, un Leao devastante che nemmeno Marusic ha saputo bloccare, Diaz a tutto campo e Rebic sempre imprevedibile. Kessie su Milinkovic fin dagli spogliatoi, calcio anni ottanta che però unito a corsa, pressing e ottime giocate hanno portato il Milan a giocare e vincere una grande partita. 

Torniamo ai singoli della Lazio assenti, Luis Alberto non è andato con la Nazionale, è rimasto a Formello insieme ai compagni per preparare la partita, ma nella realtà non si è mai visto in campo, è rimasto chiuso in mezzo a tante maglie milaniste e non è riuscito a ritagliarsi lo spazio che normalmente si prende con la forza, il pressing milanista non se lo aspettava nè Sarri né il numero 10 e gioco forza ha toccato pochissimi palloni senza mai uscire a testa alta per cercare un lancio o un assist. Probabilmente il mister ha preparato una partita diversa e Luis Alberto è rimasto ingabbiato nella partita sbagliata.

Diverso il discorso per Milinkovic Savic, Pioli gli ha messo Kessie a uomo, dal primo al 96’ minuto, il Sergente ha sofferto la marcatura, non è stato aiutato dai compagni per cercare soluzioni diverse e se non gira il numero 21 la Lazio va in sofferenza. 

Bene, sconfitta giusta, meritata per quello visto in campo, ma siamo ancora alla terza giornata. L’avversario sembrava su un altro pianeta e stasera non sarebbe stato facile per nessuno uscire indenni da San Siro. La Lazio è capitata nella sera sbagliata, nella partita sbagliata, anche per colpa sua, ovviamente, si dovevano e si potevano trovare soluzioni diverse visto che la palla stazionava stabilmente nei piedi di Acerbi e Luiz Felipe senza riuscire a trovare nè Leiva nè Luis Alberto. Il gioco di Sarri non si è visto, la Lazio è sembrata spaesata dalla forza di questo Milan, non è mai riuscita a comandare il gioco se non nei primi 3 minuti, il Milan e Pioli hanno davvero azzeccato tutto. 

Non è calcio d’agosto, questo Milan probabilmente arriverà lontano, ma questa Lazio può e deve crescere, a Sarri occorrerà ancora tempo, lo si sapeva, forse ci si aspettava qualcosa in più dai Big, ma, quando non va, la squadra è difficile per tutti. 

Un cenno su Pedro: ha dato tutto, in attacco, in difesa e non ha mollato mai, forse qualcuno deve prendere esempio da questo giocatore che in carriera ha vinto praticamente tutto, ma non si è mai sentito appagato, se c’è da correre per recuperare un pallone lo si fa senza problemi, con un’umiltà solo dei grandissimi.

Ora non bisogna abbattersi, arriveranno critiche, giustamente, ma bisogna continuare a lavorare a testa bassa, Sarri ha dimostrato che, se viene seguito, arrivano risultati e divertimento, non sarà un passo falso a bloccare tutto, sarebbe da suicidio.

Giuseppe Calvano

FOTO EMANUELE GAMBINO

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