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Buono il materiale tecnico visto in campo, un gruppo che sta forse trovando la giusta impostazione ma che pecca di impazienza e mancanza di lucidità sottoporta. La “luce” arriva da chi ancora vede il calcio come un gioco...

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Prima da allenatore per Andrij Shevchenko sulla panchina del Genoa, l'ex Milan sceglie una formazione prudente con un 3-5-2 molto pesante: Sirigu tra i pali, Masiello, Vasquez e Biraschi in difesa; Sabelli, Badelj, Sturaro, Rovella e Cambiaso a centrocampo, Ekuban e Pandev in attacco.

Mourinho si sbilancia con il 4-4-2 dopo le defezioni che hanno visto Cristante e Villar positivi al Covid. Spazio a Kumbulla in difesa insieme a Mancini, Ibanez e Karsdorp; ricco centrocampo con Pellegrini che si trova più in una posizione di molla tra i reparti, Mkhitaryan, El Shaarawy e Veretout; con la coppia Abrham e Shomurodov nella condizione di fare gol.

La Roma muove i suoi passi incentrando la manovra con una costruzione dal basso con Ibanez e Mancini e subito in profondità a cercare Pellegrini che cerca di liberare l'area per servire Shomurodov.

Il Genoa insiste mantenendo un baricentro alto putando all'intesa Ekuban/Pandev, che sfrutta la linea orizzontale per creare spazi grazie al lavoro di Cambiaso e Rovella che insieme all'avanzato Vasquez provano a creare una catena efficace per portare il pallone in area avversaria; poi un buon disimpegno di Karsdorp innesca il gol di Mkhitaryan con un tiro potente dalla distanza, sulla traiettoria però si trova Tammy Abrham che sfiora con il braccio la palla; l'arbitro è ben posizionato e con decisione annulla la rete. Ancora Roma in percussione parte Abrham sulla destra, serve in mezzo Shomurodov che in scivolata tenta l'allungo in rete, ma il tiro debole viene facilmente accolto tra le braccia di Sirigu.

I rossoblù puntano sul gioco duro, il primo timido avvicinamento alla porta arriva al 23' con Ekuban e sul contropiede giallorosso è da una punizione su Pellegrini che Ibanez va ancora vicino al gol, se non fosse per la testa dell'avversario, che smorza il colpo deviando il pallone su cui si avventa Sirigu.

Un Match molto cinico con un Mkhitaryan più attivo rispetto alle ultime uscite, protagonista dell'azione sulla linea centrale della trequarti, rinnovato forse, ma sicuramente armato di una motivazione più forte.

Gli attaccanti partecipano anche alla fase difensiva, raccogliendo gli appelli dell'allenatore nel fare gruppo in tutti i momenti di gioco, lo stesso armeno e l'inglese recuperano palla servendo il Faraone che sulla fascia brucia i difensori, cross al centro per Shomurodov che solo davanti al portiere manda alto sopra la traversa dopo aver perso uno scarpino. Dinamica ed a tratti divertente, questa prima parte del match evidenzia delle buone potenzialità nel gruppo con una fluidità nel fraseggio molto più accentuata, lo scambio tra le linee si basa sulle sovrapposizioni ed, in senso teorico, sembra funzionale al gioco dei giallorossi. Punizione sulla destra per la Roma a qualche metro dall'area piccola, batte Pellegrini, raccoglie Veretout che la infrange sul giocatore avversario. Veloci e repentini i cambi di fronte tanto da non lasciare respiro all'avversario che tenta un'avvicinamento il più delle volte smorzato dall'attenta copertura dei difensori. Angolo Roma, mischia in mezzo e palla che finisce tra i piedi di Mkhitaryan che dalla distanza manda alto sopra la traversa. I padroni di casa si abbassano chiudendosi di fatto in difesa mentre la Roma passa ad un pressing a uomo mirato ed efficace.

Un primo tempo gradevole ma con troppe occasioni sprecate ed il risultato fermo sullo 0-0.


Secondo tempo di pancia, ancora un'occasione per Shomurodov che trova l'avversario sulla linea di tiro, testa bassa e voglia di centrare la porta lasciando gli avversari in confusione, ma, anche gli attaccanti giallorossi, pur con tutta la buona volontà, sembrano avere troppa fretta nella conclusione continuando a sprecare occasioni senza ragionare prima di calciare. Sbagliano anche El Shaarawy e Mkhitaryan,il primo dalla distanza, il secondo anticipato sottoporta. Abrham ci prova fino alla fine, ma resta inspiegabilmente in secondo piano, quasi frenato, si adopera nell'economia di tutto il match, ma manca l'appuntamento con il pallone quasi che l'affiancamento a Shomurodov ne diminuisca le caratteristiche.

Ancora grande prova di Karsdorp che combatte come un leone padrone della fascia e grande uomo assist: cross, traversoni e disimpegno, dribbling e giocate al limite della perfezione, un rendimento altissimo che lo rende quasi insostituibile nel suo ruolo, peccato che ogni sua imbeccata venga vanificata dall'uso successivo dei palloni serviti...

E la difesa?

Regge bene, si muove ancora meglio ma è l'avversario a creare poche occasioni in attacco, grazie sicuramente al gioco offensivo impostato dalla Roma che non permette al Genoa di creare azioni tali da poter impensierire le retrovie, così i rossoblù si chiudono nuovamente nella loro metà campo tentando sporadicamente un contropiede neanche troppo convinto. Un punto per il Genoa diventa vitale in questo momento, meno per la Roma che con un pareggio si troverebbe all'ottavo posto in classifica, sotto a Juventus, Lazio, Fiorentina e Atalanta.

Angolo Genoa, Rovella sul pallone, l'armeno allontana e dopo una rimessa laterale tenta l'affondo con Pellegrini che scivola e viene travolto dagli avversari davanti al portiere. Ancora Mkhitaryan che riceve palla sulla sinistra e prova ancora a sorprendere il portiere, ma anche stavolta il tiro va alto. Alza la testa il Genoa che prova la giocata, salva sul limite della porta Rui Patricio, che respinge la palla evitando il vantaggio.

Numeri per Abrham che difende la palla, scambio con l'olandese,palla a Pellegrini che serve Veretout tiro di poco a lato del secondo palo.

15' al triplice fischio con i giallorossi ancora in avanti, sale anche Mancini contrasta Biraschi e intercetta Sturaro, il Genoa mostra una buona organizzazione difensiva.

Contropiede Roma, Mkhitaryan palla al piede scarta avversari e compagni sulla sinistra, traversone rasoterra per il subentrato Felix, stellina della primavera giallorossa, che la insacca in diagonale alle spalle di Sirigu 0-1, festa grande per la squadra con Mourinho abbracciato da tutti, che continua a chiedere concentrazione. Esce Kumbulla, un match onesto senza troppe pretese, gioca con ordine senza sbavature, al momento la caratteristica più richiesta in questa squadra e rientra finalmente Smalling per gli ultimissimi minuti.

Possesso palla per i giallorossi che cercano di far scorrere il cronometro, mentre gli avversari cominciano a dare segni di cedimento tanto da costringere Sheva a due cambi estremi prima dello scadere del tempo regolamentare.

Esce Pellegrini, che dire, controlla e gestisce il match da solo, non solo imprescindibile ma un vero e proprio punto di riferimento che occore per far partire l'azione; entra Bove, la Roma prende tempo El Shaarawy tenta l'avvicinamento, serve di nuovo Felix che si accentra e dai 20 metri segna con un tiro a giro diretto all'incrocio sul secondo palo. 0-2. Perché non servono i numeri da gigante, non servono lo spettacolo o i riflettori serve avere la giusta serenità unita ad una piccola dose di cinismo. Si era già parlato di questo giocatore, ora si è passati ai fatti e lui più incredulo di noi si è chiesto, ha chiesto a tutti: “IO?”, “Sono stato Io, proprio io?” battendosi il petto come i bambini quando dopo aver sognato per tanto tempo riescono ad esaudire il più grande dei desideri...Si e baciala ancora quella maglia, perché hai già capito come onorarla.

Il match finisce qui. Con due prodezze in dieci minuti del gioiellino giallorosso.

Un bel confronto che vede finalmente la Roma di nuovo vittoriosa.


Buono il materiale tecnico visto in campo, un gruppo che sta forse trovando la giusta impostazione ma che pecca di impazienza e mancanza di lucidità sottoporta. La “luce” arriva da chi ancora vede il calcio come un gioco...


Laura Tarani

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