Gleison Bremer, Il Brutto Anatroccolo Diventato Cigno

Gleison Bremer, Il Brutto Anatroccolo Diventato Cigno

Dopo i difficili inizi, il brasiliano è ormai un titolare inamovibile del Torino, nonché uno dei migliori difensori della Serie A

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Al suo arrivo (nell’estate 2018, dall’Atletico Mineiro) al Toro, era un giovane (nato il 18 marzo 1997) promettente, ora è uno dei migliori difensori della massima divisione. Ci stiamo riferendo al brasiliano Gleison Bremer (all’anagrafe Gleison Bremer Silva Nascimento), ormai autentica “guida” della retroguardia granata.

Giunto ai piedi della Mole nella stagione 2018-’19, Bremer passa il suo primo anno fra le fila della compagine torinese quale riserva dell’esperto e carismatico Emiliano Moretti e di Koffi Djidji, maturando 5 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia: l’esordio assoluto ha luogo il 12 agosto 2018, nel confronto interno di Coppa Italia vinto per 4-0 sul Cosenza (subentrando ad Armando Izzo al 68’), mentre quello in campionato ha luogo sette giorni più tardi, in occasione della prima giornata (sconfitta casalinga per 0-1 con la Roma), entrando al 79’, ancora al posto di Izzo.

Assai più soddisfacenti le successive stagioni, che lo vedono migliorare progressivamente. Dopo un inizio d’annata 2019-’20 con troppe “amnesie” e tanti errori (come l’ingenuo tocco di mano in piena area di rigore che costa a lui l’espulsione per doppia ammonizione e al Toro un calcio di rigore -poi parato da Sirigu- nel confronto esterno della sesta giornata col Parma), ha luogo un inarrestabile crescendo, che porta il difensore brasiliano non solo a diventare sempre più attento e sicuro nelle retrovie, ma anche a cercare spesso e volentieri gloria in avanti, riuscendo anche a siglare importanti reti.

Pesantissimo il suo primo goal in campionato (e in assoluto in maglia granata): il colpo di testa (al 77', su azione da calcio d’angolo) che decide la sfida esterna della quattordicesima giornata (30 novembre 2019) col Genoa, vinta per 1-0 da un Toro in piena emergenza e schierato dal tecnico Walter Mazzarri con un modulo che se proprio non consisteva in un 10-0-0 ci andava assai vicino.

Da sogno la gara dei quarti di finale di Coppa Italia del 28 gennaio 2020, che vede il difensore siglare una splendida doppietta nell’incontro di San Siro col Milan: diagonale destro ravvicinato a battere Gianluigi Donnarumma dopo un veloce contropiede al 34’ e colpo di testa (su traversone di Ola Aina) ad anticipare la retroguardia milanista al 71’. Due reti inutili al Toro, raggiunto al 91’ da un centro di Hakan Calhanoglu e poi sconfitto per 2-4 dopo i tempi supplementari, ma che consistono nella “certificazione di maturità” per il difensore baiano (in quanto nato a Itapitanga, nello Stato brasiliano di Bahia).

La prima annata da titolare fa registrare 27 presenze (e 3 reti) in campionato, 2 (e 2 reti) in Coppa Italia e 6 in Europa League. Ancor meglio nel 2020-’21: 33 “gettoni” (e 5 goal) in Serie A e 2 in Coppa Italia.

La corrente stagione lo vede ormai non più solamente titolare, ma titolare inamovibile, con già all’attivo 14 presenze (in 15 giornate, avendo “saltato" solamente Fiorentina-Torino della seconda giornata) e due reti (alla Salernitana alla terza giornata e all’Udinese alla tredicesima, ambedue in casa): il “brutto anatroccolo” del 2018 si è, ormai, trasformato in cigno.

Giuseppe Livraghi

Fonte della fotografia: Emanuele Gambino (Unfolding Roma Magazine)

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