Il Punto Sul Girone D’andata Del Torino Nella Serie A 2021-’22

Il Punto Sul Girone D’andata Del Torino Nella Serie A 2021-’22

Un campionato finora senza infamia e senza lode: nessun successo con le grandi, mai una vittoria ribaltando una situazione di svantaggio

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Il Torino ha chiuso il girone d’andata del campionato cedendo per 0-1 nella trasferta meneghina sul campo dell’Inter capolista: dopo diciannove giornate, i granata vantano 25 punti all’attivo, che valgono l’undicesimo posto in classifica, a sette lunghezze dalla “zona Europa” e a +14 sulla zona retrocessione. In pratica, gli uomini di Ivan Juric sono in vetta alla parte destra della graduatoria: tradotto, in una posizione senza infamia e senza lode, che potrebbe anche essere denominata “zona mediocrità”, corrispondente a pochi problemi, ma anche a zero gioie.

Gioie, appunto: quasi impeccabili nelle gare casalinghe con compagini alla portata, i piemontesi non sono mai riusciti a compiere “colpacci” con le grandi, in quanto sconfitti per 1-2 in casa dall’Atalanta, per 0-1 nel derby casalingo dalla Juventus, per 0-1 a Napoli, per 0-1 a Milano dal Milan, per 0-1 a Roma dai giallorossi e per 0-1 nella recente trasferta meneghina dall’Inter. Unico risultato positivo con compagini d’alta classifica è il pareggio casalingo per 1-1 con la Lazio: un pari amaro, in quanto incassato su rigore al 91’, dopo essere passati a condurre al 76’ grazie a un guizzo di Marko Pjaca. Come si può facilmente evincere, parecchie sconfitte sono giunte col minimo scarto, l’1-0 che può essere visto dagli “accontentisti” come un risultato accettabile, ma che in realtà cela la difficoltà dei granata nel recuperare dallo svantaggio. L’unica occasione nella quale il Toro è riuscito a risalire dallo svantaggio risale alla prima giornata, quando Belotti al 79’ impattò la rete orobica (opera di Luis Muriel al 6’): un recupero inutile, poiché al 93’ i lombardi avrebbero poi segnato il definito 2-1 con Roberto Piccoli.

A ogni modo, il ruolino di marcia casalingo conta 6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte in 10 incontri, per un bottino di 20 punti: una media positiva, da “zona Europa”. A ciò fa da contraltare il pessimo cammino fuori casa: una sola vittoria (1-0 al Sassuolo alla quarta giornata, con rete di Marko Pjaca all’83’), 2 pareggi e 6 sconfitte in 9 incontri, corrispondenti a 5 miseri punti (terzo peggior rendimento esterno, dopo i 3 punti raccolti dal Cagliari e i 4 conseguiti dalla Salernitana). Continuando così, il Torino potrebbe concludere il campionato all’undicesimo posto, al massimo al decimo: da quando (dalla stagione 2012-’13) i granata sono tornati stabilmente in Serie A, la loro dimensione sembra ormai essere quella, a parte i due picchi consistenti nel settimo posto raggiunto nel 2013-’14 e nel 2018-’19 e i “baratri” della stagione 2012-’13 (sedicesimo posto) e delle ultime due annate (salvezze stentate, col sedicesimo posto del 2019-’20 e il diciassettesimo del 2020-’21).

Già conclusa, invece, l’avventura in Coppa Italia: l’1-2 di Genova con la Sampdoria ha estromesso i granata già ai sedicesimi. Anche in tal caso, la rimonta è stata inutile: sotto al 16’ per via di un calcio di rigore realizzato dall’intramontabile Fabio Quagliarella ma tornati in parità al 54’ grazie a un tiro dagli undici metri segnato da Rolando Mandragora, i torinisti hanno incassato la seconda rete ligure (opera di Valerio Verre) già al 60’, uscendo ancora una volta anticipatamente dalla “Coppa della coccarda”. Come è facile immaginare, mai i piemontesi hanno ribaltato una situazione di svantaggio.

Per quanto riguarda le varie partecipazioni alla Coppa Italia, dal 2012-’13 in poi il Torino ha quale apice i quarti di finale, raggiunti nel 2017-’18 e nel 2019-’20: nella prima occasione la corsa si fermò per mano della Juventus (vittoriosa per 2-0 in casa propria), nella seconda a opera del Milan (4-2 in Lombardia, dopo i tempi supplementari). Facendo una veloce ricerca si scopre che dal 2012-’13 in poi hanno fatto meglio del Toro (raggiungendo almeno le semifinali) non solo le “grandi” (Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio e Napoli), ma anche la Fiorentina (finalista nel 2013-’14, semifinalista nel 2014-’15 e nel 2018-’19), l’Udinese (semifinalista nel 2013-’14), l’Atalanta (semifinalista nel 2017-’18, finalista nel 2018-’19 e nel 2020-’21) e addirittura l’Alessandria (semifinalista nel 2015-’16 pur essendo una compagine dell’allora Lega Pro).

Giuseppe Livraghi

Fonte della fotografia: Gianandrea Gambini

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