Juventus-Inter 0-1 Trentunesima Giornata Serie A 2021-’22

Juventus-Inter 0-1 Trentunesima Giornata Serie A 2021-’22

RIGORI, TENSIONE E POLEMICHE, È PROPRIO JUVENTUS-INTER

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L’Inter vince a Torino pur giocando una delle partite più brutte e meno convincenti dell’intera stagione. A decidere la gara un episodio piuttosto contestato con il rigore trasformato da Calhanoglu nel finale del primo tempo.

Fin dai primi istanti della partita è chiaro come la gara sarà giocata principalmente sui nervi da parte di entrambe le squadre. Lautaro Martinez viene infatti ammonito per un fallo su Locatelli al primo minuto di gioco ed a sua volta l’ex giocatore del Sassuolo commette un brutto fallo su D’Ambrosio che potrebbe costargli l’espulsione qualche minuto più tardi. Anche Lautaro rischia molto il doppio giallo per un fallo su Chiellini pur amplificato dalla scenata del difensore. La lista degli interventi piuttosto pericolosi si allunga con un doppio fallo di Rabiot che anche lui rischia di terminare la gara in anticipo ma viene solo ammonio. È una partita dove sono questi gli aspetti più interessanti perché le squadre giocano prevalentemente sotto ritmo anche perché come si può facilmente intuire il gioco è spesso molto spezzettato. Sono comunque i bianconeri a farsi preferire per la ricerca del gioco offensivo e la presenza sul terreno di gioco in contemporanea di Dybala, Morata, Cuadrado e Vlahovic sembra poter essere una mossa interessante. Un errore in uscita di Handanovic rischia di costare caro all’Inter ma la traversa salva il portiere sloveno. Decisamente poca la presenza offensiva dell’Inter che mantiene a lungo il possesso palla senza mai costruire grosse occasioni. Il più intraprendente sotto questo punto di vista è senz’altro Dumfries che sulla sua fascia riesce spesso a sparigliare le carte in tavola vincendo il duello con il suo avversario diretto. È proprio da uno spunto del laterale olandese che nasce l’episodio decisivo della partita con un contatto in area che viene sanzionato con il calcio di rigore dopo il consulto della V.A. R. Calhanoglu calcia malissimo il primo rigore che viene neutralizzato da Szczesny: sulla respinta due difensori bianconeri nel tentativo di anticipare lo stesso Calhanoglu buttano la palla alle spalle del proprio portiere. Dopo un lungo consulto il direttore di gara decide di far ribattere il rigore per i nerazzurri per l’ingresso anticipato in area da parte di De Ligt e Calhanoglu questa volta trasforma. Dunque i nerazzurri si ritrovano in vantaggio pochi istanti prima della pausa con il primo tempo che finisce con quasi 10 minuti di recupero.

Il secondo tempo non cambia molto nel suo sviluppo con la Juventus che mantiene superiorità territoriale e controllo del gioco. Poco prima dell’ora di gioco Zakaria subentrato a Locatelli a metà primo tempo colpisce il palo dopo un’azione personale assolutamente pregevole. Inizia poi la girandola di cambi e Inzaghi toglie incomprensibilmente Dumfries per far posto a Darmian; con questa mossa si riduce significativamente per i nerazzurri la possibilità di far male nelle ripartenze. La supremazia territoriale della Juventus è decisamente evidente ed in un paio di circostanze i bianconeri si avvicinano al gol con conclusioni pericolose da parte di Vlahovic che prova a riscattare una partita complessivamente deludente. Dal punto di vista nerazzurro è decisamente deludente la prestazione del reparto offensivo che non riesce quasi mai a riempire efficacemente l’area di rigore e portare la palla davanti per alleggerire la pressione sul reparto arretrato. Nel finale entrano Correa, Vidal e Gagliardini con i primi due che sprecano due clamorose occasioni per raddoppiare e sigillare la vittoria. La Juventus prova a spingere ma soprattutto nel finale di gara lo fa con poca lucidità.

L’Inter riesce dunque a portare a casa una vittoria pesante quanto “sporca” per come è arrivata. Questa gara non fa altro che alimentare le perplessità su una preparazione fisica che sembra sempre più lacunosa e sulle qualità complessive del reparto offensivo. Anche Inzaghi continua a mostrare tutti i suoi limiti con un integralismo tattico fuori luogo, cambi scontati e quel braccino del tennista mostrato già nel derby e in altre occasioni. Al netto di una partita non del tutto convincente i nerazzurri possono trovare da questa gara la spinta giusta per rilanciare le proprie ambizioni di titolo anche se per concretizzarle efficacemente servirà un cambio di passo ed una brillantezza decisamente diverse da quelle mostrate in quest’occasione.

Federico Ceste

Fonte della fotografia: Roberto Proietto 

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