Lazio Tempo Di Presentazioni Ecco Vecino E Alessio Romagnoli

Dopo Casale e Cancellieri, è il momento di Matias Vecino e Alessio Romagnoli. Il Presidente Lotito: "La loro esperienza, fondamentale per la Lazio"

stampa articolo Scarica pdf

Tempo di presentazioni nel centro sportivo della Lazio: la società capitolina ha avviato le conferenze stampa di presentazione dei nuovi acquisti. Prima è stato il turno del difensore Casale e dell’attaccante Cancellieri. Il primo, seguito sin da gennaio, il secondo romano con un passato nelle giovanili giallorosse: entrambi provenienti dal Verona, sono stati presentati martedì 2 agosto.

Il difensore se la vedrà con una difesa a quattro: “Dovrò adattarmi prima possibile. L'idea lo scorso anno era di marcare l'uomo a tutto campo. Quest'anno è tutto l'opposto. Sarri mi ha voluto fortemente, ho pensato anche ai difensori che ha avuto Sarri e tutto questo mi ha spinto a venire qui”.

Cancellieri dovrà fare i conti con il suo passato romanista? Sembra avere le idee chiare: “Quegli anni in giallorosso non hanno niente a che vedere con quanto sto vivendo adesso. Il derby? Lo sentirò da giocatore della Lazio”. Sarri lo sta trasformando da esterno in punta centrale, come vice Immobile. “Imparare un altro ruolo non mi fa paura. Davanti ho un giocatore come Ciro Immobile che mi ispira molto. Sto cercando di rubargli tutto, è un ruolo a parte come lo fa lui. Per me è un'opportunità importante”.

Oggi, mercoledì 3 agosto, è stato il turno di Matias Vecino e Alessio Romagnoli: nelle loro precedenti squadre non avevano il posto fisso. Vecino ha vissuto due stagioni appannate, Romagnoli era il capitano del Milan campione d’Italia, ma non un super titolare. A presentarli, il direttore sportivo Igli Tare e il Presidente Claudio Lotito: “Il direttore sportivo Tare ha sempre mantenuto i rapporti con Romagnoli – ha detto il presidente – proprio perché un giorno si potesse realizzare il suo sogno e così è stato. Per Vecino sono andato direttamente nell’ufficio del suo procuratore: consideriamo entrambi i giocatori dei valori aggiunti proprio per dare la loro esperienza alla squadra che in passato è mancata proprio in questo senso. Ci daranno una grande mano per far crescere la squadra”.

Se si parla di Vecino, non si può non ricordare il Lazio-Inter del 2018 quando un suo gol condannò la Lazio all’ Europa League, negandole la Champions. Lo sa anche lui: “Anche in passato si è parlato della Lazio per me, quindi un po’ era nel mio destino. Alla fine quello che conta era in una squadra sempre più completa. Sarri è lo stesso che ho lasciato qualche anno fa: la stessa persona, stesso allenatore, stesso modo di parlare, di allenare di quando ci ho lavorato all’Empoli e penso che questo sia un vantaggio per me. Voglio tornare a sentirmi un giocatore importante e per questo anche la presenza di Sarri è importante, ma soprattutto l’obiettivo è tornare in Champions e abbiamo tutte le carte in regola”.

Con Romagnoli, invece, non si può non ricordare Nesta, il suo modello, Mihajlovic, un allenatore fondamentale per la sua carriera, e la sua Lazialità. “Ho sempre considerato questa squadra forte: meritava la Champions anche l’anno scorso, ora è ancora più forte. Io voglio giocare di più, ma la cosa più importante è l’obiettivo della squadra. Conosco Nesta, è il mio idolo come lo è per tanti giocatori, ma non è giusto fare paragoni, ho fatto il percorso inverso rispetto a lui: questo passaggio per me è fondamentale per dimostrare ancora tanto e poter fare qualcosa di importante. Sinisa (Mihajlovic) è stato un punto di riferimento importante per la mia carriera. Ho visto dal primo giorno l’affetto dei tifosi, ora sta a me ripagarlo”.

Enrica Di Carlo 

© Riproduzione riservata