Milan-Inter 3-2 Quinta Giornata Serie A 2022-’23

MAIGNAN MOSTRUOSO, L’INTER È UN COLABRODO. IL DERBY È ANCORA ROSSONERO

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Una partita ricchissima di emozioni, grandi giocate, ma anche tensione, errori individuali e quell’immancabile dose di polemiche che caratterizza da sempre le partite più importanti del campionato.

Entrambe le squadre propongono un atteggiamento piuttosto aggressivo anche se nella prima fase del primo tempo è il Milan a farsi preferire se non altro per una minore percentuale di errori in fase di impostazione. La partita si accende subito con un duello fra Dumfries e Theo Hernández che vengono entrambi ammoniti già nei primi minuti di gioco. Situazione questa che potrebbe pesare perché nel corso della gara il francese si renderà protagonista più volte di episodi che meriterebbero un secondo giallo ma non verrà più sanzionato. Sono però i nerazzurri a passare in vantaggio. Dopo una prima scorribanda di Leão conclusa con un tiro neutralizzato da Handanovic infatti, la squadra di inzaghi costruisce pazientemente un’azione collettiva che riesce a trovare lo spazio giusto per una penetrazione centrale che permette a Brozovic di presentarsi a tu per tu con Maignan e batterlo con una conclusione a fil di palo. Il vantaggio cambia gli scenari della partita e avvicina sostanzialmente lo stile di gioco di entrambe le squadre; con l’Inter che accentua la fase di possesso palla mentre il Milan alza ancor di più la pressione, sui portatori di palla nerazzurri ed il risultato inevitabile è un progressivo aumento degli errori da parte dell’Inter e una contemporanea crescita offensiva del Milan. I rossoneri trovano il pareggio proprio sugli sviluppi di un errore di Calhanoglu che perde palla sulla trequarti e permette a Tonali di servire Leão: il portoghese senza pensarci due volte calcia un secondo palo e batte Handanovic. Dopo il pareggio si vive una fase di forcing assoluto da parte del Milan che viene galvanizzato dalla nuova situazione di punteggio e cerca di ribaltare il risultato già nella prima frazione di gioco. L’Inter riesce a reggere e nel finale di frazione anche a rendersi nuovamente pericolosasugli sviluppi di un paio di calci d’angolo. Il risultato resta comunque lo stesso fino alla pausa di metà gara.

La prima parte del secondo tempo vede il Milan iniziare decisamente meglio rispetto all’ Inter e dominare per larghi tratti i ritmi del gioco. In questo momento la difesa nerazzurra sembra soffrire particolarmente le iniziative di Leão che costringe Skriniar a giocare fuori posizione e tutto l’assetto difensivo ne risente. Al 54º sempre un’iniziativa di Leão riesce a servire un assist vincente a Giroud che approfittando di una marcatura imbarazzante e di un portiere in versione statua riesce a portare in vantaggio il Milan. La reazione dei nerazzurri è pressoché inesistente e continua il dominio in questa fase della partita da parte dei rossoneri, tanto da portare la squadra di Pioli a sfiorare e poi trovare il terzo gol, stavolta nato e rifinito con un’azione individuale da Leão che approfitta ancora una volta di una difesa interista assolutamente fuori giornata, e si fa ridicolizzare dal giovane portoghese; con tre difensori interisti son incapaci di opporre resistenza e permettono al giocatore milanista di sembrare Weah e di presentarsi a tu per tu con Handanovic e dunque il Milan trova il doppio vantaggio. Proprio questa situazione di punteggio che sembra la più confortevole possibile per i rossoneri si rivela una trappola perché l’Inter trova una reazione d’orgoglio e anche grazie ai cambi realizza subito il gol che riapre la partita quando manca mezz’ora alla fine. Darmian arriva sul fondo e crossa in area dove Dzeko è pronto alla battuta a rete disegnando una traiettoria imparabile per Maignan. Questa nuova situazione di punteggio regala grande vigore all’Inter che nei minuti successivi assedia letteralmente l’area di rigore rossonera sfiorando più volte il pareggio e trovando miracolosi interventi di Maignan. Circostanza molto dubbia al 70º quando Theo Hernández già ammonito trattiene per la maglia da Dumfries ma ovviamente non esiste un secondo giallo per il provocatore rossonero che poco prima si era reso protagonista di un episodio altrettanto discutibile ai danni di Skriniar. Il portiere del Milan si erge a protagonista assoluto della gara quando interviene togliendo dalla porta un colpo di testa da distanza ravvicinata di Lautaro e poi quando cancella dall’incrocio dei pali una traiettoria su un tiro dalla distanza da parte di Calhanoglu. Nonostante gli sforzi dei nerazzurri il risultato non cambia più.

Questa partita ha evidenziato ulteriormente, qualora ce ne fosse stato mai bisogno, tutti i limiti di un allenatore mediocre e di una squadra che ha perso quella brillantezza fisica che ne aveva caratterizzato i successi dell’era Conte ma anche la fluidità di gioco espressa lungamente nella scorsa stagione con Inzaghi in panchina. Vergognoso poi continuare a puntare ostinatamente su Handanovic che partita dopo partita continua a dimostrarsi sempre più inadeguato al ruolo di titolare. è incomprensibile che non venga un’opportunità ad Onana, che non potrà mai fare peggio di prendere gol ad ogni tiro che arriva nello specchio della porta

Federico Ceste

Fonte della fotografia: Salvatore Fornelli 

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