Inter-Roma 1-2 Ottava Giornata Serie A 2022-’23

A SAN SIRO È FESTA GIALLOROSSA, PER L’INTER È UN CALVARIO SENZA FINE MA ANCHE QUESTA VOLTA NON PAGHERÀ NESSUNO

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Il racconto della gara tra Inter e Roma è quello di una partita disputata sostanzialmente su ritmi piuttosto compassati per larghi tratti dell’incontro. Il controllo del gioco però resta lungamente nelle mani dell’Inter che mantiene di più il possesso palla. Una delle prime azioni offensive porterebbe la squadra di Inzaghi in vantaggio con Edin Dzeko ma la rete del bosniaco servito da Lautaro Martinez viene annullata per fuorigioco millimetrico. La squadra nerazzurra passa comunque in vantaggio con la rete firmata da Federico Dimarco su assist di Barella al termine di una prolungata pressione offensiva. Non esente da responsabilità in questo caso il portiere della Roma Rui Patricio, tutt’altro che impeccabile nel tentativo di opporsi al tiro dell’ex giocatore del Verona che porta in vantaggio i nerazzurri esattamente alla mezz’ora di gioco. Proprio come era successo un paio di settimane fa ad Udine però l’Inter si rivela incapace di mantenere le situazioni di punteggio favorevoli ed indirizzare la partita secondo i propri binari preferiti. Ecco che dunque, come spesso succede, alla prima occasione utile la Roma trova il pareggio che viene firmato da Dybala, sugli sviluppi della più classica delle ripartenze. La traiettoria disegnata dall’argentino è certamente pregevole ma anche questo caso Handanovic si rivela incapace di opporre resistenza. Con questa situazione di punteggio si chiude dunque il primo tempo, con l’Inter che si è fatta preferire per intraprendenza complessiva con Federico Dimarco che merita senz’altro una citazione positiva al di là della rete realizzata.

Nel secondo tempo continua ad essere l’Inter ad avere il pallino del gioco in mano ma in realtà sono poche le conclusioni che arrivano ad impensierire il portiere giallorosso. Una conclusione dal limite dell’area di rigore di Asllani ed una clamorosa traversa su punizione da parte di Calhanoglu sono i pericoli principali costruiti dalla formazione nerazzurra nel corso della ripresa. Al 75º minuto infine arriva anche la doccia gelata del vantaggio giallorosso. Sugli sviluppi di un calcio di punizione una distrazione collettiva della retroguardia permette a Smalling di colpire da distanza ravvicinata e battere ancora l’immobile Handanovic che per l’ennesima volta non prova nemmeno a tuffarsi per provare a contrastare la conclusione del difensore inglese. Ormai diventa difficile aggiungere altre parole al racconto di un film horror della peggior specie che sembra ripetersi costantemente di domenica in domenica. Quasi nessuno dei singoli ad eccezione Dimarco e Asllani riesce a mettere insieme una prestazione che possa spiccare positivamente. Calhanoglu ha certamente avuto sfortuna sull’episodio della traversa ma è stato protagonista in negativo in occasione del primo gol giallorosso in quanto la palla persa in un contrasto ha avviato la ripartenza decisiva. Decisamente inutile sprecare altri commenti sulla scelta di continuare a puntare su Handanovic che sembra sempre più un palo della luce piuttosto che un portiere. A completare un quadro che di domenica in domenica si fa sempre più triste e scuro ci sono le poche scelte utili per poter pensare di cambiare le partite quando si mettono male. A tutto questo bisogna aggiungere una condizione fisica generale decisamente imbarazzante e lo stato mentale complessivo della squadra che sembra degno di un’armata Brancaleone che prende pugni a destra e sinistra non appena l’avversario prova ad alzare minimamente il ritmo di gioco.

Tutto questo scenario fa presagire che questa stagione sia già irrimediabilmente compromessa dopo appena otto partite di campionato con ben quattro sconfitte ma ora è chiaro che servono cambiamenti immediati per evitare un tracollo che può essere epocale. È impensabile che nessuno paghi le responsabilità di questo scempio imbarazzante a cui ogni domenica i tifosi nerazzurri sono costretti ad assistere. Nessuno si deve sentire esente e immune da responsabilità e critiche. La presidenza che non investe soldi da quattro anni, la dirigenza che opera al mercatino delle pulci e sembra aver perso completamente il controllo della situazione, per finire ad Inzaghi e il suo staff che si confermano palesemente inadeguati a guidare l’Inter in quanto la squadra sembra essere in condizioni pietose: ad appena un paio di mesi dall’avvio del campionato non si riesce a capire come si possa arrivare in fondo alla stagione in queste condizioni. Certo la prossima gara di Champions League con il Barcellona non promette nulla di buono se non di poter essere la pietra tombale definitiva su questa stagione. La speranza è che qualcosa cambi in fretta prima che questa situazione diventi irrimediabile non solo per la stagione in corso ma anche per quelle successive.

Federico Ceste

Fonte della fotografia: Salvatore Fornelli.

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