Roma Torino 2022 2023 Considerazioni Post Match

Per quanto si possa voler bene alla Roma, questa prestazione non rende giustizia alla fede ed alla dedizione di migliaia di tifosi. La sosta permetterà alla squadra ed alla società di fare le dovute riflessioni e mettere ordine. Ci sarà tempo per tutto, anche per un bagno di umiltà

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Ultimo match prima della sosta.

Nervi tesi in casa Roma, pressione alle stelle per risultati e performance deludenti .

Il match contro il Torino ha registrato l'ennesimo sold out all'Olimpico e l'ennesima dimostrazione di affetto nei confronti di giocatori, società e allenatore.

Una fiducia immeritata per i più, al 90° la contestazione è sembrata piuttosto netta e per certi versi legittima.

Un match, come dicevamo deludente fin dai primi minuti, dove i tatticismi della squadra sembrano non trovare l'equilibrio ideale davanti ad un Toro sicuramente superiore e motivato, sempre un gradino più avanti, con Djidji che non molla mai Zaniolo e Buongiorno e Zima attenti a trattenere il gioco sulla linea dell'area di rigore, quando il gioco vero e proprio difficilmente riesce ad andare in mano giallorossa.

Qualche strappo del solito Niccolò, traversa, palo, Abraham inconsistente, Volpato che ci prova ma diciamolo, non può caricarsi tutta la squadra sulle spalle così come non può farlo Zalewski, così come è stato sciocco pensare di scaricare la responsabilità di una squadra intera che deficita specialmente in attacco, su un giocatore che ha sempre dato il meglio e che potrebbe aver perso stimolo e fiducia.

Troppe questioni che comunque non giustificano l'atteggiamento di una squadra che non pare solo fuori forma, ma completamente scollegata dalla realtà, dai reparti e dal calcio in generale: cross imprecisi, passaggi insensati su compagni in evidente marcatura, incomprensioni e nervosismo generalizzato. Pesa psicologicamente l'esclusione dalla convocazione in Nazionale di Abraham ma, alla luce dei fatti, giustificata da prestazioni al di sotto delle aspettative per un giocatore considerato la punta di diamante di una Roma sulla carta tra le prime in campionato. Lui l'Inglese dal quale quest'ano ci si aspettava il salto di qualità e che insieme ad un grande illustre come Belotti ha disatteso aspettative e speranze; il clima, nel primo tempo, appare quantomeno sommesso, si corre dietro la palla senza una reale motivazione, si respinge il pressing prendendo coraggio solo sul finire di primo tempo al rispondere dei giallorossi alle continue imbeccate di Sanabria e Vlasic ben contenuto da Celik.

Poi è la volta di Miranchuk che sfiora la risoluzione. Si, c'è forse un rigore assegnato e poi, ( dopo aver richiamato l'arbitro al Var) annullato, per un fallo di mano netto di Ricci ma ritenuto da Rapuano involontario. Insomma,

Si va al riposo abbattuti e davvero con poche speranze, la Roma dei sogni, quella che ci ha fatto reinnamorare del calcio, quella del cuore, del gioco di pancia e dell'impegno fino alla morte resta davvero un ricordo da cui però non ci vogliamo separare.


Il secondo tempo comincia ancor più mestamente per i giallorossi, nonostante l'ingresso di El Shaarawy al posto di Volpato, completamente surclassati dagli uomini di Juric per interpretazione, gioco e palleggio in grado di far arrossire una Roma se possibile ancor più brutta di quella del primo tempo; stavolta sono Lazaro e Singo a falciare le fasce e mettere in difficoltà Ibanez e compagni, azione congiunta che sul lungo raggio porta proprio al vantaggio granata. 0-1 meritatissimo a cui la Roma prova a rispondere in tutti i modi con l'ingresso di Belotti, Dybala e Tahirovic. Qualche idea, diversi errori arbitrali e sicuramente evidenti falli non considerati, portano all'espulsione di Mou per proteste.

Finalmente il rigore, dopo troppi episodi negativi portano sul dischetto un Belotti non rigorista, emozione, rincorsa e palo.

Ci pensa Dybala al 94' traversa da fuori, rimpallo sui piedi di Matic che dalla distanza la insacca.

1-1

Ma senza ulteriori commenti.

Per quanto si possa voler bene alla Roma, questa prestazione non rende giustizia alla fede ed alla dedizione di migliaia di tifosi. La sosta permetterà alla squadra ed alla società di fare le dovute riflessioni e mettere ordine. Ci sarà tempo per tutto, anche per un bagno di umiltà.

Tarani Laura

fonte immagine Gianandrea Gambini

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