Mercato Inter

Più ombre che luci

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Quello che poteva essere ma non è stato, si racchiude in questa frase il mercato nerazzurro. Dopo un avvio di stagione con l'acceleratore puntato, subisce le conseguenze della brusca frenata che la vede protagonista da due mesi a questa parte, di prestazioni al di sotto delle aspettative e delle potenzialità di una squadra che era partita per arrivare in alto, e che si trova invece al quarto posto, a due punti dalla Lazio e tre in piu della Roma.

L'idea di portare Pastore a Milano resta tale, il PSG, non ha accettato la formula del prestito (prestito oneroso con diritto di riscatto a fine stagione) e per il duo Sabatini-Ausilio non è bastato avere il gradimento del giocatore per dare a Spalletti il trequartista tanto desiderato.

Ancora più sorprendente è il non trasferimento di Ramires. Il gruppo Suning, proprietario del club dove milita il giocatore, ha ritenuto più importante trattenere il brasiliano in Cina piuttosto che “prestarlo” all’Inter.

Spalletti si dovrà accontentare di Lisandro Lopez in difesa, accolto senza molti clamori, e già pronto per colmare le falle, un po' troppo evidenti, in una compagine traballante proprio nel reparto più delicato. In avanti potrà contare sulla qualità di Rafinha, sbarcato da Barcellona, per dare velocità e imprevedibilità ad un reparto che nelle ultime partita sta faticando, e non poco, a trovare la via della rete. Per due giocatori che entrano altrettanto due che escono. Nagatomo, dopo sette stagioni in nerazzurro, si trasferisce in Turchia, al Fenerbahce, in prestito secco, E poi c’è Joao Mario, il portoghese acquistato per 45 milioni, si trasferisce al West Ham con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Il marcato di gennaio lascia parecchie ombre sull’operato, non tanto della dirigenza, ma della proprietà nerazzurra. La famiglia Zhang ha ritenuto di non intervenire direttamente per poter acquistare giocatori che potessero dare un contributo importante nella qualificazione alla prossima Champions League. Ripararsi dietro al fair play finanziario sembra più una scusa che un’imposizione da parte dell’Uefa. Del resto, le parole Alessandro Antonello, amministratore delegato nerazzurro erano state chiare: “«La Champions. I cinesi pianificano sempre a medio-lungo termine e c’è un unico obiettivo: tornare tra i top club d’Europa».

Quando non si sa.

Foto: Tweeter Inter.it 

Dario Trione

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