Tutte Le Sfumature Del Colpo Del Secolo

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Cristiano Ronaldo è un giocatore della Juventus. Traino benefico per l'Italia o distrazione dai problemi?

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E' arrivato Ronaldo, viva Ronaldo. Un anno dopo vedersi privata di Bonucci (per la verità, del quale non ha avvertito eccessivamente la mancanza) la Juventus piazza il colpo grosso che fino a pochi giorni fa, come sempre accade nel calciomercato, pareva fantascienza. Esistono dei pro e dei contro nell'acquisto del calciatore più forte del mondo? Non crediamo, o forse sì. Di certo i pro superano i contro. La Juventus non aveva certo bisogno di Ronaldo per primeggiare, o meglio, continuare a farlo. Il portoghese è una mannaia per un campionato che si prospettava forse ancor più equilibrato dell'anno passato, con l'Inter che si era rinforzata e il Napoli che aveva portato dalla sua Ancelotti, al rientro in Italia dopo il suo girovagare internazionale. Conta la squadra e non il singolo, ma l'impronta e il carisma di Ronaldo non possono essere armi secondarie quando i bianconeri attraverseranno una fase di stallo e avranno bisogno di qualcuno che tiri loro fuori dalle secche. 

La Juventus non ha acquistato un giocatore, bensì un brand. Non ha acquistato un "bollito", bensì una macchina oliata alla perfezione che grazie alla sua maniacale voglia di migliorarsi anche dopo cinque Coppe dei Campioni ne fa l'istituzione che è divenuta oggi. Con 300 milioni di followers racchiusi nei tre social più importanti (Instagram, Facebook e Twitter) Ronaldo non è lo sportivo più famoso del mondo, è la persona più famosa del mondo. Più di Trump, più del Papa. La Juventus, che in totale di followers ne ha 50 milioni, impallidisce davanti ai suoi numeri. Per questo avrà dalla sua un grande marchio che le porterà solo benefici: se contiamo i milioni di tifosi che la Juventus ha nel globo, e facciamo un rapido calcolo, provate a pensare che cifra esce se tutti (ed è raro che qualcuno non lo farà) si comprassero una maglia di Ronaldo (già in vendita nei canali secondari ben prima dell'ufficialità della notizia) al costo di 100 euro al pezzo. Anche le sponsorizzazioni e pertanto i ricavi commerciali potrebbero beneficiarne, anche se i bianconeri sono pur lontani dalle vette toccate in questo senso da club come il Manchester United e lo stesso Real Madrid.

Su una cosa però mi permetto personalmente di dissentire: c'è l'alto rischio che la forbice si ampli ulteriormente, e piuttosto che riequilibrare la faccenda, si rischiano altri tre titoli consecutivi dei bianconeri. Non so quanto Ronaldo faccia bene al calcio italiano: lo fa certamente da un lato perché tutto verrà catalizzato su di lui anche da parte dei tifosi avversari che verranno a vedere la Juventus in qualsiasi parte d'Italia solo per vedere lui, aumentando l'entusiasmo intorno al sistema. Non immaginiamo le file fuori dagli alberghi dove alloggeranno i bianconeri o l'attesa spasmodica di vederlo scendere dal pullman juventino che varcherà le soglie dei vetusti impianti italiani. Già, cariatidi che ancor oggi facciamo fatica a modificare, eccetto qualche sporadico caso qua e là, e che sono, insieme ai bilanci sempre in rosso, al saldo negativo tra entrate e uscite, alle malefatte di personaggi oscuri che comprano club a 1 euro o hanno presunti capitali provenienti da paradisi fiscali, erbe secche che il sistema calcio italiano ancora non ha estirpato.

Ronaldo rischia di essere l'ennesima pezza: come a dire "avete visto? Ronaldo gioca in Italia, il nostro paese è tornato calcisticamente competitivo". No proprio. Almeno sin quando Tavecchio continuerà a dire che l'errore più grande è stato non pagare di più Conte per farlo restare, invece che costruire, come fece la Germania dopo la sconfitta al Mondiale 2002, centri sportivi e di studio per giovani calciatori, o stadi scevri da logiche di compromesso e di corruzione, come l'ultima vicenda del nuovo stadio della Roma ha evidenziato. Cerchiamo, da italiani, la scorciatoia sempre più facile: Ronaldo alla Juventus e il Milan in mano di speculatori che giocano con la pelle dei tifosi, sono due facce della stessa medaglia. Che per tornare a brillare, onde evitare che la Nazionale salti un altro Mondiale, non può accontentarsi del più grande calciatore del mondo.

Stefano Ravaglia 

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