Steven Nzonzi

Un uomo di “passaggio” Articolo di Marco Di Stasio

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Foto di Maurizio Panzariello

Da ragazzino tredicenne Steven Nzonzi guardava i suoi idoli del PSG Anelka e Ronaldinho allenarsi sui campi parigini e sognava di giocare al loro fianco. Il destino invece lo ha portato in Inghilterra ai Blackburn Rovers alla corte di quell’incredibile personaggio che è il tecnico Allardyce. Steven ha solo 21 anni con un fisico imponente di 1,96 cm per 75 chili di peso ma non ha potenza fisica per un campionato duro come quello inglese, pur essendo valido tecnicamente. La sua fortuna è la retrocessione dei Rovers ed il passaggio allo Stoke City dove sarà determinante l’incontro con il nuovo allenatore Mark Hugues che decide di passare da un calcio estremamente fisico al passing game di impronta spagnola che darà alla sua squadra il soprannome di “Stokelona”. Steven esplode con l’allenatore gallese e diventa formidabile nell’aprire linee di passaggio alle spalle dei centrocampisti avversari. La sua abilità sta anche nel fornire un’alternativa in più ai suoi compagni facendosi trovare sempre libero per un appoggio, coprendo un gran numero di chilometri. Nel 2014 questa sua generosità lo premierà come il giocatore con più miglia percorse del campionato inglese. Sul più bello della sua carriera decide di accettare l’offerta del Siviglia dove dal tecnico Emery impara a recuperare più palloni triplicando le sue statistiche relative agli intercetti. Continuando a migliorare su questo aspetto si troverà a meraviglia con il nuovo allenatore Sampaoli per il quale la cosa più importante e’ la pulizia dei passaggi e la costruzione del gioco dal basso cosa che Steven sa fare alla perfezione. Ma non si limita solo ad appoggiare la palla lateralmente al compagno più vicino, tanto da diventare il giocatore con più passaggi in avanti della Champions League. Pur non essendo un vero pivot difensivo riesce a recuperare un gran numero di palloni nella meta’ campo avversaria interrompendo sul nascere le giocate degli avversari tanto da meritarsi il soprannome di “el pulpo”. Nel Siviglia si esaltava a fianco di un regista offensivo come Nasri come nella Roma potrebbe fare con Lorenzo Pellegrini. Con una media di 77,5 passaggi ogni novanta minuti nella Liga e’ il secondo miglior distributore di gioco addirittura davanti a nomi come Iniesta, Modric, Busquets, Kroos. Nel campionato italiano è arrivato ormai in piena maturazione tanto è vero che la sua percentuale di accuratezza dei passaggi, già evidenziata nelle prime partite disputate, ha toccato nella gara con la Sampdoria il 92,2 per cento dopo essersi sempre mantenuta oltre il 90 per cento nelle altre occasioni. Si dice che il ds. Monchi lo avesse già notato da ragazzino nell’Amiens quando veniva considerato il nuovo Vieira. E se ci avesse visto giusto?

Marco Di Stasio

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