Roma Sampdoria 2018

Una vittoria che risolleva il morale

378
stampa articolo Scarica pdf


Fonte immagine: Emanuele Gambino

Alla fine servivano i tre punti ed una vittoria che risollevasse il morale in Campionato, serviva ritrovare il gruppo, ma c'era bisogno di testare anche le individualità, la Roma quest'anno soffre, urla in silenzio un malessere che solo in Champions riesce a nascondere, mitiga una crisi di risultati ed un problema di organizzazione che trova nel tempo l'unica soluzione possibile, ma parafrasando un detto popolare, “il tempo è tiranno” siamo alla 12 giornata e la Rona soffoca in una posizione di classifica a cui non è abituata.

Quello di oggi è stato un segnale, passato un po' in sordina, forse uno spartiacque che permetterà di porre il sigillo su alcune certezze.


L'Inter perde a Bergamo, il Napoli vince con una rimonta rocambolesca su un campo difficile a Genova, la Roma recupera punti e decide di farlo in modo perentorio.

Roma contro Sampdoria, una partita difficile che vede diverse logiche a confronto, tanti ex a dover dimostrare il loro valore e due panchine caldissime: Di Francesco, forte della vittoria in Champions ma non ancora in zona salvezza se pensiamo che neanche qualche settimana fa' (in realtà anche ora) qualcuno ha ipotizzato un suo esonero e Giampaolo che cerca proprio contro la Roma il riscatto dopo le ultime due sconfitte.

La Roma si affida al 4-2-3-1 forse il modulo che ha prodotto più gioco, rilancia Schick titolare, non solo per concedere respiro al bosniaco, ma anche per smorzare le polemiche che da troppo tempo perseguitano la figura dell'attaccante, da settimane forse addirittura mesi, complici i risultati non esaltanti di questa stagione. Anche Giampaolo punta sulla voglia di rivalsa di due ex, seppur Defrel sia ancora solo in prestito, facendoli partire titolari in attacco, fuori l'esperienza navigata di Quagliarella, dentro la freschezza di Caprari e Defrel, una mossa che privilegia la velocità delle due giovani leve che, con il 4-3-1-2, riescono a muoversi in modo più snello tra le maglie del gioco romanista.

Di Francesco “gioca” ancora con il modulo come dicevamo, ma è chiaro ormai che per lui l'unica punta pura ha più possibilità di colpire l'avversario con manovre avvolgenti supportate da trequartisti precisi e capaci di infondere sicurezza: fuori Under e dentro l'imprescindibile Lorenzo Pellegrini divenuto ormai una certezza ed un punto di riferimento per la squadra, cresce, imposta e si prende pure delle libertà, nonostante la giovane età non si fa impensierire né dall'avversario, né dai compagni più blasonati, se non ci fosse stato l'infortunio di Pastore a lasciargli lo spazio giusto per esprimersi, forse oggi staremmo a parlare dell'ennesimo flop negli acquisti.Dentro anche Kluivert ed El Shaarawy; l'olandese resta comunque in “prova”benchè oggi si possano confermare la grande classe e la padronanza di gioco che lo contraddistinguono, manca solo di costanza nel rendimento in partita, pecca di ingenuità, ma con più minuti nelle gambe può davvero puntare in alto.

Discorso conforme per Cristante, non fosse intervenuto “egoisticamente” Juan Jesus, il gol del vantaggio sarebbe stato tutto suo, comincia ad adeguarsi al gioco di Di Francesco ha sensibilità con la palla ed oggi come vice De Rossi ha svolto un lavoro importante, se non altro anche grazie all'aiuto di Nzonzi, un pilasto a centrocampo, ha un passo unico, felino, quasi felpato ma negli scontri è sempre decisivo, un piccolo palliativo -almeno per il momento- alla mancanza di Strootman.


Il test di oggi ha permesso di avere una panoramica molto più completa sulle prospettive della squadra, il Mister chiedeva tempo, con molta cautela sembra che il tempo gli stia dando ragione e ad un occhio attento, con qualche difficoltà ovviamente, il gruppo sta prendendo forma e consapevolezza, la sosta di campionato arriva in un momento delicato, forse l'entusiasmo per questa vittoria sarebbe dovuto convogliare in energia positiva per la squadra, ora si corre il rischio di disperderlo.

Le squadre partono entrambe alte, si fronteggiano con circospezione e per i primi minuti il match appare pesante e noioso, entrambe sentono la pressione e stentano a sfondare, poi al 20' la Roma apre le danze, a fine match Giampaolo in conferenza stampa parlerà della vittoria della Roma in termini di “episodi”, ma a fare la differenza sono i giocatori molto più concentrati e diretti verso l'obbiettivo.

L'angolo di Pellegrini viene intercettato da Cristante che gira di testa sul secondo palo, subentra Jesus sulla linea di porta facendo suo l'1-0.

Un gol liberatorio, davanti al pubblico giallorosso, in un'ora inconsueta per gli uomini di Di Francesco, che cominciano ad avere più slancio nell'avviare le azioni.

La replica dei blucerchiati arriva al 33' quando ad una punizione di Ramirez risponde Olsen in modo scomposto e Kolarov nel tentativo di deviare colpisce il proprio palo aggiungendo brividi al match.

Tra le righe di una partita che prende piano piano forma nel suo svolgimento, la tenacia di Kluivert ed El Shaarawy, i loro movimenti e le loro impostazioni hanno favorito fin da subito l'assist per Schick, alla fine il gol arriva, bello e deciso, uno “scaccia-fantasmi” che ci si augura possa migliorare umore e rendimento.

Al 54' ancora protagonista il VAR nelle partite della Roma, Irrati concede un calcio di rigore per un contatto tra Ramirez e Manolas ma l'assistente lo convince a rivedere l'azione e l'arbitro annulla la decisione, poi un numero di El Shaarawy, sovrapposizione sulla sinistra di Kolarov, cross a tagliare e Schick davanti alla porta la insacca. 2-0 finalmente il gol che con insistenza e “tigna” ci si aspettava dall'attaccante ceco, un incentivo ed una piccola sicurezza in più anche per il match in corso.



Uomo partita restaa comunque il Faraone che oggi disputa una partita superlativa, assist, inserimenti e gol, due per la precisione, il primo figlio di un'azione in solitaria con un destro a giro che imbambola il difensore disegnando una parabola perfetta, un eurogol da vedere e rivedere.Sempre un'incognita il giovane El Shaarawy, un rendimento che ha fatto spesso vacillare la dirigenza nel decidere sul suo futuro, in realtà l'ex Milan ha sempre mantenuto un profilo basso, ma di gran fatica, un lavoro di cucitura che spesso non viene preso in considerazione, ma che quando esplode lo fa' in maniera dirompente, segnali positivi, segnali di voglia di rivalsa, ma che a Mancini non sembrano arrivare, ed oltre all'ex Milan, sembrano tanti i giocatori di cui potrebbe avvalersi il nuovo CT della Nazionale, quei famosi giovani, quelle nuove leve che alla Roma stanno crescendo con grande entusiasmo.


Mentre la partita si conclude con 4 reti ad 1 per i padroni di casa, che regalano il gusto del gol al caro vecchio Defrel, Olsen si distingue per un'ulteriore uscita che vale come una rete.

Il vero fenomeno la Roma ce l'ha a Trigoria e si chiama Savorani, ma che non si sparga troppo la voce.


Laura Tarani

© Riproduzione riservata