Roma Inter 2018

Spettacolo e polemica nel match all'Olimpico

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Immaginate una partita a scacchi dove, a differenza dell'avversario, vi mancano Il Re, La Torre, L'Alfiere e Il Cavallo e per giocare potete disporre solamente di altri 4 pedoni.

Sulla carta partirete perdenti per tutti, ma questa partita va comunque giocata e non potete in nessun caso tirarvi indietro.

Di Francesco stasera si è trovato esattamente nella stessa situazione, dover disputare un match, rinunciando a : Dzeko, De Rossi, El Shaarawy e Pellegrini, come se non bastasse, l'handicapp dell'ultimo minuto, anche “Il Comandante” Fazio out.

Ti giri, guardi la panchina e respiri, Juan Jesus dal primo minuto e pensi che Natale è abbastanza vicino per sperare in un miracolo.


In realtà il miracolo la Roma se lo costruisce minuto, dopo minuto, partendo forte e aggredendo un'avversario che, Nainggolan a parte, può puntare sulla presenza di Brozovic, Icardi, Perisic,Borja Valero, De Vrij, Asamoah, solo per citarne qualcuno.

Il 4-2-3-1 giallorosso parte subito con il piede giusto, Manolas, Juan Jesus, Santon e Kolarov, in difesa, dove è proprio il numero 11 a bilanciare le mancanze in avanti alleggerendo per un attimo il reparto difensivo e diventando quel giocatore che crea scompiglio anche sottoporta, una necessità resa indispensabile dalle mancanze di Schick, punta pura che non ha saputo usare le sue armi al meglio, colpo di tacco per servire un Florenzi ben lanciato, capace però di sprecare sottoporta un'occasione ghiottissima, per poi scomparire totalmente dal campo, sterile prestazione che in realtà ha affaticato la squadra rendendola per certi versi solo più debole.


La pressione è tanta, ma nei primi minuti la Roma cerca di gestire la palla, si fa pericolosa sottoporta ed il tiro che allerta Handanovic parte da una bella imbeccata di Zaniolo.

La gestione dell'Inter appare pesante e disordinata, gli uomini di Spalletti tentano di tenere a bada gli avversari ma le azioni si sviluppano maggiormente in area nerazzurra.

L'arrangiamento nella formazione giallorossa pare aver cambiato le carte in tavola a Spalletti, le assenze pesanti, le caratteristiche studiate in allenamento perdono consistenza, e lo stesso Zaniolo manda in bambola la difesa avversaria in più di un'occasione, il classe 1999 non si fa scappare nulla, sempre presente nell'azione, recupera palloni e serve i compagni, peccato che nelle tre azioni decisive che lo hanno visto protagonista nel primo tempo, nessuno riesca a trovarsi al posto giusto, nel momento giusto, si spende per gli altri ma ha anche quella sana sfacciataggine che lo vede puntare la porta, a mancargli solo l'esperienza, la voglia, la grinta e la corsa lo accompagnano per tutta la partita, un baby fenomeno dalle qualità inaspettate che in un match di questo spessore può motivare anche i compagni più “anziani”.


L'episodio che cambierà il corso di una partita finalmente ben approcciata dalla Roma, arriva al

35' : fallo al limite dell'area di D'Ambrosio su Zaniolo, tutto nella norma per Fabbri, tutto nella norma per Rocchi, tra i fischi dell'Olimpico l'arbitro decreta la ripresa del match che si rivelerà fatale per la Roma.

I nerazzurri conquistano palla, lanciano D'Ambrosio in avanti, ed è proprio il difensore a dare l'imbeccata a Keita; traversone dalla destra e di piatto al volo l'ex Lazio anticipa Juan Jesus e centra la porta di Olsen.

Lo 0-1 sfianca per qualche minuto la Roma che cerca di recuperare animo e grinta ma gli ospiti, pur gestendo il vantaggio sembrano faticare ancora, il centrocampo di Spalletti gira tutto sui palleggi di Brozovic; Joao Mario e Borja Valero avvertono la pressione ed il possesso palla viene spezzato dal pressing giallorosso, nel recupero palla è Perisic a rendersi protagonista di entrate pericolosissime, avverte il peso del match, ma interpreta in modo troppo duro il tackle sul portatore.

Il portiere della Roma, interpreta bene la partita, respinge con intelligenza e anticipa l'avversario, nulla può sui due gol, dove a pasticciare è la difesa, con un Juan Jesus piuttosto fuori tempo per tutto il match.

A funzionare, finalmente, raddoppi di Santon e Kolarov su Under e Florenzi che rendono più dinamico il gioco sulle fasce, anche se è Santon a perdere spesso il tempo e la manovra sulla destra appare sempre troppo macchinosa, non foss' altro che grazie proprio agli scatti di Under arrivano le intuizioni più interessanti.

L'Inter in realtà, prova a rendersi pericolosa con Perisic già al 20', in un'azione sottoporta il centrocampista quasi scavalca l'avversario colpendo l'incrocio dei pali, poi è la volta di Icardi cheprende le misure sulla porta di Olsen, . La squadra di casa, seppur con fatica cerca di chiudere gli spazi, è più attenta alle marcature e cerca di restare corta.

Buona la prova di Florenzi, rigenerato dal ruolo di trequartista, si spende per tutto il campo, cerca il gol, si affida ad un assist di Schick, ma arriva con troppa fretta alla conclusione, trovando il palo a chiudergli le porte.

La Roma, risultato a parte,disputa una bel match, concreto il giropalla, precisa la considerazione degli schemi ed ottimi gli scambi che lanciano i giocatori in porta, discreta la dinamica sul fuorigioco, ma a viziare il risultato, ancora una volta, un episodio che incrina gli equilibri aggiungendo nervosismo in campo, la dirigenza giallorossa sceglie il silenzio stampa post gara, ma a metterci la faccia va un Totti piuttosto polemico che senza remore, irride la classe arbitrale e le scelte tecniche legate all'uso del VAR.

Benchè nel rettangolo a fare la differenza sia stata la Roma il primo tempo si chiude con il vantaggio degli ospiti, immeritato per la prestazione sul campo.

Il VAR, voluto fortemente da tutto il mondo calcistico , nella maggior parte dei casi non ha modo di venir impiegato a dovere, il rigore negato alla Roma rimette in discussione una classe arbitrale che potrebbe venir riabilitata se solo questo strumento fosse adottato in maniera seria e costante, non a caso l'azione del gol interista sopraggiunge esattamente un minuto dopo l'episodio incriminato, a maggior riprova, di come un semplice gesto possa decidere le sorti in campo dell'una o dell'altra squadra.

Nel secondo tempo la squadra di casa prova a ripartire con cattiveria, stenta un po' nel contenere un 'Inter forte del vantaggio, ma il contropiede della Roma stavolta non lascia scampo, cross di Cristante per Under che in corsa dai 25 metri tira una sassata direttamente alle spalle di Handanovic che non prova nemmeno la reazione.

Spalletti corre subito ai ripari sostituisce Politano per Keita, il suo 4-2-3-1 cercando di dare più profondità, D'Ambrosio e De Vrij cercano di innervosire l'avversario, ma Under e Zaniolo sgusciano via agilmente, mentre al lavoro sporco pensa un Kolarov che non molla di un passo.

Un 1-1 che rianima la partita, mai del tutto scesa nel gioco e nel ritmo, ma l'Inter non ci sta ed insiste nelle manovre sulla fascia .

La difesa giallorossa perde per un attimo di lucidità e i nerazzurri approfittano di un corner per riportarsi in vantaggio, è Icardi al 66' che la butta di testa alle spalle di Olsen siglando il gol dell'1-2.

La mossa dalla panchina è immediata, dentro Kluivert per Santon, ma il vero problema è la mancanza di un vero attaccante .

Ancora una volta un episodio a cambiare la partita.

Corner per la Roma, Skriniar intercetta ma prolunga la traiettoria della palla che incotra il gomito di Brozovic nell'intento di anticipare Zaniolo allontanando la palla, il braccio sembra legato al corpo, ma l'arbitro concede il rigore, stavolta avvalendosi dell'aiuto del VAR...sul dischetto Kolarov che non sbaglia, angolino basso e freddezza nell'esecuzione.

Il 2-2 va più stretto alla Roma che all'Inter, troppi errori e confusione d'intenti in un'Inter carica di responsabilità e nervosismo, un nervosismo palpabile anche sulla panchina, tanto da richiamare l'arbitro che espelle Spalletti per proteste in pieno recupero.


Fuori Zaniolo dentro Perotti, troppi i mesi fuori dal campo, ma un bel rientro che permette alla squadra di ritrovare una delle figure più importanti della passata stagione, un po' impreciso e spesso in ritardo, primi minuti nelle gambe e nella testa per un giocatore quasi sicuramente in partenza.


Buona la prestazione della Roma, che pur rimaneggiata ha saputo tener testa ad un'Inter molto più quotata, un giudizio positivo che però non spegne le polemica su una stagine ancora una volta piuttosto deludente



Laura Tarani

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