Juventus Roma 2018

C'è poco da analizzare nel match di questa sera allo Juventus Stadium e quel poco non fa che confermare il pessimo momento che sta attraversando la Roma

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Una settimana di pressione, una settimana trascorsa tra polemiche e ansia in vista di un match che,

mai come quest'anno, sembrava già scritto, quello che non si poteva prevedere, ma che in molti speravano, era di disputare un incontro dignitoso che non facesse sprofondare ulteriormente la Roma nel girone dell'inferno.

C'è poco da analizzare nel match di questa sera allo Juventus Stadium e quel poco non fa che confermare il pessimo momento che sta attraversando la Roma

La Roma arriva a Torino con molto scetticismo, pensa un 4-2-3-1 di sicurezza, ma la differenza tra le due squadre è piuttosto evidente, in primis il valore tecnico in campo e la fame che alla Roma sembra mancare. Di Francesco si affida ancora a Schick davanti,- Dzeko in panchina manca di minuti nelle gambe- nonostante l'attaccante non lanci segnali positivi e la Roma, per l'ennesimo match, si ritrovi a giocare con un uomo in meno, cosa che contro la Juve poteva davvero essere letale.

Poteva, perché in realtà il passivo ha fatto passare in sordina questa sconfitta, che comunque brucia, ma che rende meno amaro il ritorno a Trigoria. La squadra di casa gestisce con fermezza tutto il match, costruisce e diventa pericolosa sottoporta già nei primi minuti, nel primo tempo è più viva, insiste ma trova una difesa compatta ed un Olsen attento sicuro e concentrato: prima su Alex Sandro e poi su Ronaldo in più di un'occasione ma, la sensazione che i bianconeri potessero far male è stata una costante per tutti i 90', il portiere svedese però tenta di farsi perdonare la brutta prestazione contro il Genoa e quasi ci riesce, anche grazie alla gestione arbitrale che grazia la Roma in più di un'occasione e che annulla due dei tre gol realizzati dagli uomini di Allegri, in realtà molto dubbi.

Alla fine la Juve porta a casa i tre punti, altri tre punti... un 1-0 secco e pulito che gestisce con diligenza senza strafare, con Mandzukic in veste di mattatore che quasi oscura un Ronaldo molto polemico nei giorni precedenti il match e forse pervaso da un po' di nervosismo per tutti i 90'.

La Roma a differenza delle altre partite gioca, più al centro stavolta grazie agli inserimenti di Zaniolo e Cristante che tengono vivo il match impegnando Bonucci e Chiellini, in modo più diretto dell'attaccante di riferimento e di Floenzi e Under che bucano poco dalle rispettive fasce, ottima la prestazione di Nzonzi, una conferma nel suo ruolo, tiene gli occhi e le “manone” puntate sulla nuca di Dybala, prendendo solo un giallo ma con il suo atteggiamento “accompagnatorio” poteva rischiare anche l'espulsione, nel momento più teso del match viene sostituito da Dzeko, un sollievo, anche se solo per pochi minuti, riporta ordine e verve in una squadra priva di riferimenti.

Nel secondo tempo la squadra di Di Francesco aumenta il ritmo, alza il baricentro e tiene la Juve schiacciata nella sua metà campo sfruttando un discreto giropalla, Allegri richiama alla calma puntando principalmente su un contropiede pericoloso ed efficace.Allegri si gioca il 4-3-1-2 centrando il risultato, conferme arrivano da tutti i reparti in particolar modo da De Sciglio che confema anche l'ottima intesa con la squadra, grosso lo spirito di sacrificio dei centrocampisti che hanno aiutato nella copertura ed i due tiri in porta della Roma, attentamente contenuti da Szczesny, confermano il buon momento di un gruppo che si sente davvero squadra.

Schick latita, ma a fargli compagnia nella top ten negativa della Roma c'è Santon, sua la responsabilità sul gol di Mandzukic; perfettamente in anticipo pasticcia poi nel contenimento aereo dove il croato ha la meglio spedendola in porta, prova a salire sulla fascia tentando di recuperare, ma nonostante l'impegno si fa sopraffare dai giganti bianconeri, lasciando a Manolas la gestione di una difesa che,come tutta la squadra si affida totalmente alle sue giocate.

Molta la voglia, un impegno profuso addirittura sopra le potenzialità di una squadra stanca scoraggiata e psicologicamente provata.

Zaniolo rischia di diventare un piccolo campione, profondo in attacco, deciso negli interventi, una prestazione di tutto rispetto che alimenta le speranze di una Roma che già a Dicembre pare trovarsi con una rosa cortissima, tra i giovani anche Kluivert sembra aver ridimensionato la sua vanità in favore di una gioco più propositivo per la squadra.

La Juve spinge, la Roma reagisce, particolarmente aggressiva e fallosa tanto da rendere, il secondo tempo, al limite del fastidioso per colpa dei numerosi interventi sugli avversari che, nonostante il minimo scarto, hanno dimostrato di reggere con molta maturità l'intero match.

Finito il tempo dei “mea culpa”, più che altro perché forse non era questa la partita per avanzarli, certo è che si fatica, quattro punti dal quarto posto e la Coppa Italia dietro l'angolo, un occhio al mercato in entrata ed in alcuni casi stavolta anche in uscita..

Per ora la panchina di Di Francesco sembra meno pericolante, i nomi per il post non convincono Boston e, a dirla tutta, sono ben altre le responsabilità in questa squadra.

L'unico spettacolo ancora una volta, il settore ospiti che vede nei suoi 1500 elementi giunti a Torino, un impegno ed una passione che va oltre il risultato, un esempio, un grande smacco che dovrebbe arrivare e non essere MAI ignorato.


Laura Tarani

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