Roma Sassuolo 2018

Spirito e freddezza, ancora una volta non sbaglia, linfa vitale nelle gambe e nella testa di una Roma che ha disperatamente bisogno di trovare i suoi punti fermi , essenziale sulla fascia, una sicurezza per tutto il gruppo

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Perotti...ci sei mancato tanto!!!!!

Non fa troppo freddo all'Olimpico per il match di fine anno tra Roma e Sassuolo, buona la presenza di pubblico, seppur ancora con un fondo di amarezza.

Passano solo tre minuti ed un fallo nettissimo di Ferrari su Schick, lanciato da Florenzi in area di rigore, provoca qualche dissenso tra i giocatori del Sassuolo che costringono l'arbitro Giacomelli ad avvalersi del Var per decidere l'assegnazione del rigore in favore della Roma. Sul dischetto il ritorno di Perotti mai così opportuno dal primo minuto, l'1-0 mette carica nelle gambe e nello spirito di un giocagtore troppo poco impiegato, per via del suo lungo infortunio e per i suoi dichiarati problemi personali.

Spirito e freddezza, ancora una volta non sbaglia, linfa vitale nelle gambe e nella testa di una Roma che ha disperatamente bisogno di trovare i suoi punti fermi , essenziale sulla fascia, una sicurezza per tutto il gruppo che torna a preferire la fascia sinistra per le giocate d'effetto e la precisione nell'impostazione.

Comincia così Roma Sassuolo, in un'aria di festa generale, dove la squadra di casa prova a risalire la china di un Campionato ancora fortemente recuperabile, Di Francesco serve un 4-2-3-1, con Santon spedito in tribuna per un risentimento muscolare, e Florenzi ancora nel mirino di un'altalena di ruoli che confonde piuttosto che dare certezze, ma la vera novità è proprio nel ritorno di Perotti.

La squadra di casa studia bene l'avversario cercando di sfruttare le caratteristiche del Sassuolo, Di Francesco chiede una squadra sempre più corta che giochi alta sulla linea, in conferenza stampa spiegherà di aver puntato sugli attaccanti e sulla capacità di sacrificio nel ripiegare spesso in difesa, così da poter gestire meglio l'avversario andandolo a prendere direttamente nella propria metà campo.

Il Sassuolo prova la reazione e spesso si fa pericoloso sottoporta, un calcio d'angolo deviato da Schick rischia di trasformarsi nell'ennesima debacle per il giocatore,(-In realtà la palla sembra superare la linea di porta per poi rimbalzare, uscendo sul secondo palo, un gol fantasma che mette ancor più in discussione le nuove regole sull'introduzione della tecnologia in campo-), che nonostante la pressione ed il forte dissenso per le sue performance da parte di tutta l'opinione pubblica, tenta di recuperare prima in rovesciata, poi con un colpo di tacco, fino a centrare la porta con una giocata in solitaria che lo conduce a tu per tu con Consigli, dribbling sottoporta e tiro debole ma efficace, un 2-0 che rimette in forse le voci di un imminente addio dell'ex Sampdoria proprio verso quel di Genova. Schick appare un giocatore trasformato, - attenzione- si valuta e si monitora una prestazione che almeno nel primo tempo pende a favore di una sua remissione, senza troppo clamore e con i piedi ben saldi sul terreno di gioco...come dire :”Una rondine non fa primavera”, ma l'aria dolce ed il profumo dei peschi in fiore fanno ben sperare.

Buona come sempre la prestazione di Zaniolo, anche se ancora molto acerbo e un pizzico egoista, continua a dare verve e sicurezza in mezzo al campo, dubbio l'intervento del difensore neroverde sull'ex Inter proprio a due passi dalla porta, il giovane talento mostra di meritare la fiducia di Di Francesco che trova nelle sue giocate quel guizzo in più che quasi fa “ammortizzare” la perdita del Ninja, nonostante in questi giorni sembri forte il desiderio di una parte della tifoseria di rivedere l'ex centrocampista di nuovo a Roma, dopo le discusse dichiarazioni e la sospensione disciplinare che hanno coinvolto il gioiello di Spalletti nell'ennesima polemica comportamentale.

Il primo tempo si chiude con il doppio vantaggio della Roma che si muove tra luci ed ombre, poco evidenziabile la prova della difesa ed un Kolarov troppo stanco per poter essere giudicato, ma sicuramente rinfrancato dalla ritrovata intesa con il giocatore argentino.

Partita a tratti nervosa invece, per il giovane turco che accusa il cambio di prospettiva, duro su alcuni interventi e pericolosamente in ritardo sulle palle filtranti, due o tre le occasioni mancate, forse la stanchezza comincia a farsi sentire.


Il secondo tempo vede un Sassuolo più motivato grazie agli inserimenti di Berardi e Brignola che accentuano il lavoro di Manolas e Florenzi.

De Zerbi gioca con la formazione, puntando su un attacco più leggero per provare a destreggiarsi tra le linee giallorosse, purtroppo impatta sulla fisicità dei colossi romanisti, Kolarov su tutti.

Nella ripresa ancora protagonista uno Schick con tanta voglia ma poco senso del gol, su un cross perfetto a limite dell'area realizzato da l'intervento di testa del giallorosso, in ottima posizione si scioglie come neve al sole .

Neanche l''ingresso del giovane Di Francesco tra le fila del Sassuolo, evita ai neroverdi di incassare la terza rete giallorossa, l'involata sulla fascia destra di Zaniolo al 59' accende l'Olimpico,la difesa si fa imbambolare dall'ex Inter che nel uno/due con Ferrari ha la meglio, grazie ad un dribbling intelligente capace di far sedere il difensore lasciando a terra anche il portiere che, confuso dall'intervento e palombella del numero 22, deve arrendersi al passivo di 3-0.

La Roma gestisce il vantaggio creando più giropalla, dopo l'uscita di Zaniolo e Perotti, per Pastore e Kluivert il gioco si addormenta un po', sebbene a cercare di sfondare la difesa, provino sia Kluivert che Under.

Il turco nel secondo tempo prova ad accendersi, l'azione si sposta inevitabilmente sulla destra e rischia di incagliarsi, forse una delle partite meno sentite ma più bilanciate, una gara con se stesso al bersaglio Consigli che pare proprio non volergli concedere la gioia del gol personale, ma che fa incaponire ancora di più il classe 1997 che punta sulle riparternze per cercare la realizzazione.

L'ingresso di Dzeko sposta di nuovo gli equilibri, ancora un po' impastato nelle azioni sottoporta resta un cardine nella formazione titolare, l'accordo lo trova con Kluivert, un cross all'80' che il ceco manda alto sopra la traversa, nel complesso altre tre azioni che avrebbero potuto regalare qualche gol in più alla squadra di casa, ma la mancanza di continuità resta una delle pecche più grandi per questo giocatore che soffre l'ingresso in campo nei minuti finali, risultando sempre pesante e poco concentrato.

Tempo al tempo, come lo è stato l'anno scorso e come ci auguriamo sia anche quest'anno.

La difesa del Sassuolo cerca di mitigare la buona prestazione della squadra di casa, su tutti Ferrari e Marlon ad immolarsi nei contrasti mentre spetta a Di Francesco il tentativo di bucare la porta avversaria superando Florenzi in corsa, il portiere svedese è attento e rapisce la palla con sicurezza, ed è Babacar che in contropiede anticpa Fazio nella rincorsa trovando in un sorpreso e infreddolito Olsen la vera vittima sacrificale, il 3-1 non sposta nulla nell'esecuzione di un match pressoché perfetto, ma brucia per la facilità con cui è stato realizzato proprio nel momento in cui la Roma – come sempre- si è rilassata. Sun errore che gli uomini di Di Francesco ripetono da troppo tempo, la difesa stasera chiamata poche volte all'attenzione degli attaccanti neroverdi si rende a fine partita il reparto più debole. Nel Sassuolo è a centrocampo che il fraseggio degli uomini di De Zerbi fa acqua da tutte le parti, lasciando sguarnita una difesa che tenta di contenere ma che deve affidarsi alle prodezze di Consigli che ha evitato un passivo molto più pesante di quello che poteva in realtà essere.


Laura Tarani

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