Roma Sassuolo Top E Flop

Nel match di Santo Stefano la Roma ha ospitato in casa il Sassuolo per una delle due “finali” che decideranno il destino di Di Francesco sulla panchina giallorossa.

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Roma – Sassuolo: TOP e FLOP della gara giocata all’Olimpico


Nel match di Santo Stefano la Roma ha ospitato in casa il Sassuolo per una delle due “finali” che decideranno il destino di Di Francesco sulla panchina giallorossa. Nonostante i precedenti raccontassero di una partita mai banale (4 i pareggi strappati dai neroverdi sulle 5 partite giocate all’Olimpico), l’incontro si è dimostrato abbastanza agevole per i padroni di casa, con un Sassuolo molto sbilanciato in avanti ed una difesa altissima che ha lasciato alla Roma gli spazi giusti per poter colpire in contropiede. Il gol siglato da Babacar al 90’, che ha fissato il risultato sul 3-1 in favore della Roma, ha rappresentato l’unica macchia di una prestazione convincente sia a livello tecnico sia a livello tattico ed è il segnale che, nonostante questo tentativo di ripresa da parte della squadra, c’è ancora molto lavoro da fare affinché la squadra della capitale torni ad essere una formazione compatta come quella dello scorso anno.



Capitolo Sassuolo


Come spesso accade nelle partite a senso unico, le tante occasioni create dai giocatori della Roma hanno permesso a Consigli di mostrare le proprie qualità respingendo diverse conclusioni pericolose consentendo al Sassuolo di evitare la goleada e hanno permesso al portiere di risultare tra i migliori in campo (nonostante il passivo di 3 reti). Il segnale positivo in campo è arrivato dalla panchina, quando Locatelli (per alcuni considerato un oggetto misterioso parcheggiato dal Milan a fare la riserva di Magnanelli) subentrando a Brignola al minuto 63’ ha garantito maggiore equilibrio alla mediana del Sassuolo e servito l’assist a Babacar per il gol della bandiera neroverde.

Da rivedere tutta la fase difensiva della squadra, in particolare Ferrari, che ha sofferto molto il dinamismo di Schick soprattutto nel primo tempo, provocando il fallo da rigore che ha permesso alla Roma di aprire le marcature e che nel secondo tempo non è riuscito a fermare Zaniolo nell’azione che ha portato il giocatore giallorosso a siglare il 2 a 0.



Capitolo Roma


Finalmente una squadra che è stata in grado di approcciare bene la partita, segnando subito il gol dell’1 a 0 su rigore e che è riuscita a mantenersi lucida per quasi tutti i 90 minuti di gara. Le prestazioni migliori sono state offerte proprio dai tre giocatori che hanno firmato il tabellino, finendo di diritto tra i TOP di questo match. Partendo dal più giovane, Zaniolo, è giusto soffermarsi sia sulla cifra tecnica del suo primo gol segnato in giallorosso, una corsa corpo a corpo contro il difensore Ferrari terminata con una sterzata a rientrare da fondo campo ed un magnifico pallonetto in grado di beffare il portiere e il difensore stesso, sia sull’ennesima prestazione caratterizzata da un’intensità costante in mezzo al campo in fase di pressing, di inserimento e di recupero palla: a soli 19 anni questo ragazzo sta veramente stupendo tutti, dimostrando fin dal suo esordio di essere un predestinato. Menzione d’onore, finalmente, anche per Patrick Schick, che soprattutto nel primo tempo ha sfoggiato una prestazione di qualità, al di là del quasi autogol evitato per un millimetro grazie alla Goal Line Technology, senza dare punti di riferimento ai difensori avversari ed attaccando la profondità come era solito fare con la maglia della Sampdoria: il gol segnato dal giovane attaccante ricalca alla perfezione l’occasione mancata circa un anno fa a Torino contro la Juventus, ad ulteriore dimostrazione del fatto che i limiti messi in mostra da questo ragazzo non sono tecnici ma esclusivamente psicologici e caratteriali (come accaduto ad altri giocatori giunti a Roma per cifre importanti ed etichettati da subito come campioni già pronti a trascinare la squadra). Migliore in campo, infine, un ritrovato Diego Perotti, che oltre a confermarsi una certezza dagli 11 metri ha ricordato a tutti quelli che lo ritengono un giocatore ormai finito per la Serie A (a causa dei continui problemi fisici), quanto il suo apporto sia a dir poco fondamentale per la fase offensiva giallorossa: giocando ala sinistra ha riattivato la catena con Kolarov che, lo scorso anno, ha fatto le fortune di questa squadra soprattutto nella prima parte di stagione, dove i pericoli maggiori scaturivano tutti da quella parte del campo grazie ai dribbling secchi dell’argentino che permettevano al serbo di accompagnare l’azione con continuità o di andare direttamente alla conclusione verso la porta avversaria.

L’unico FLOP del match disputato dai giallorossi è stato Federico Fazio, giocatore quasi trasformato rispetto al Comandante a cui tutti i tifosi erano abituati: non riuscendo più a sviluppare il gioco di posizione della scorsa stagione, sono emersi tutti i suoi limiti, a partire dalla scarsa rapidità e dall’eccessiva irruenza nei contrasti, grazie alla quale ha regalato una punizione da posizione pericolosa per un fallo su Djuricic, spedita poi alta da Berardi. Da rivedere, inoltre, la marcatura troppo morbida che nel finale ha permesso a Babacar di siglare l’unico gol del Sassuolo e alla Roma di non riuscire a chiudere la gara a rete inviolata.




Mirko De Blasio

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