NAPOLI, DEVI CRESCERE!

SE SI VUOLE AMBIRE A TRAGUARDI IMPORTANTI SI DEVE CAPIRE CHE A MILANO NON SI è PERSO PER I BUU..

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L’hanno persa soprattutto loro, Koulibaly e Insigne, non solo per la partita in sé, ma per le conseguenze: per due giornate, le prossime, saranno squalificati dal giudice sportivo e il Napoli dovrà fare a meno del difensore più forte del campionato italiano e di un attaccante che fino a ora ha incantato Napoli e mezza Europa in Champions e c’è sempre comunque un obiettivo da raggiungere, provare a insediare il primo posto alla Juventus, nello sport se non ci credi non devi neanche iniziare a provarci, mai mollare.


I calciatori sono dei professionisti e devono esserlo fino in fondo, non sarà questa penna e quest’articolo a parlare di razzismo, di buu e di tutto quello che ci gira intorno, preferiamo occuparci del campo. I giocatori sono bravi a buttarla in caciara quando vogliono, quando sentono odore di bruciato e quando non c’è il risultato dalla loro parte. Koulibaly ha giocato, fino all’espulsione, una gara perfetta, da migliore giocatore in campo. Poi capita che Politano gli sfugga via sulla fascia, lui lo rincorre e lo strattona con il braccio, fallo tutta la vita. E lui che fa, applaude ironicamente l’arbitro costringendo la giacchetta nera a buttarlo fuori per doppia ammonizione, sacrosanta.

Non c’entrano i buu, il razzismo o la situazione psicologica, ha fatto una grande idiozia, una sciocchezza o per meglio una grande cazzata. Se ne deve prendere atto, e ne pagherà le conseguenze. Poi gli insulti razzisti ci sono stati, reiterati, ma non è Koulibaly, Ancelotti o altri a doversene occupare, ci sono organi predisposti che durante Inter Napoli non hanno funzionato, solo questo si può dire. Non si deve dire che il Napoli ha perso per i buu. Che dire ogni domenica quando l’arbitro è uomo sentirlo additare come cornuto e se è donna zoccola, ci sta, la cornice del pubblico purtroppo non sempre si può scegliere e lo stadio non è un teatro. Bisogna che gli organi predisposti facciano il loro dovere, i calciatori devono fare i professionisti, cosi come gli arbitri.

Come Insigne, se rispondi a una provocazione di Keita, che andava espulso con il napoletano, non puoi lamentarti. Hanno visto tutti, e anche Lorenzo prenderà due giornate in cui non potrà aiutare il Napoli a vincere le partite.

Niente alibi, i giocatori sono bravi a cercare sempre altrove le colpe, se a Napoli si farà l’errore di non capire che la sconfitta contro l’Inter non è colpa del razzismo su Koulibaly o delle provocazioni di Keita allora si butterà via un altro anno, un’altra stagione di rimpianti e di piagnistei come nel famoso albergo di Firenze.

Crediamo che Ancelotti con la sua esperienza metterà tutti sulla buona strada, non cercherà alibi e soprattutto dovrà far capire ai suoi giocatori che bisogna crederci anche quando tutto è perduto, che si può vincere una Champions nei minuti di recupero anche stando sotto, che si può vincere uno scudetto anche quando hai tutto contro. Lui lo sa.

Riguardo al razzismo, Carlo è stato chiaro, potrebbero uscire dal campo i suoi giocatori se l’arbitro non interviene, è una scelta chiara, lo va dicendo da mesi, il problema è che forse anche ai giocatori di colore della squadra avversaria vanno bene i buu a Koulibaly, altrimenti forse questo fenomeno sarebbe già risolto.

GIUSEPPE CALVANO


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