Parma Roma 2018

La Roma porta a casa questa vittoria ringraziando anche il secondo tempo più frizzante di Under, che sigla lo 0-2 decisivo

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fonte immagine Emanuele Gambino


La Roma chiude in bellezza il 2018 confezionando una vittoria non perfetta ma rassicurante.

Certezze non ce ne sono, eccezione fatta solo per lo svedese tra i pali che conferma la crescita esponenziale ed una forma perfetta.

Primo tempo sottotono, gli uomini di Di Francesco studiano gli avversari senza mostrare mordente, Florenzi e Fazio accusano la stanchezza di un campionato teso e pieno di dubbi, a Parma perdono di lucidità e mentre il primo riesce comunque a tenere a bada Biabiany, il secondo permette a Siligardi di provare il miracolo...S. Olsen no.

Nell'impasto della difesa a tenere tutti gli ingredienti legati tra loro c'è sempre Manolas, che al 20' salva la Roma dal pericolo Gervinho, il greco lo vigila per tutto il primo tempo e oltre, salvo poi chiedere l'ossigeno che gli verrà concesso-senza sbavature- da un Juan Jesus piuttosto diligente.

D'Aversa deve rinunciare ad Inglese e decide per un 4-3-3 con Gervinho centrale Biabiany a sinistra e Siligardi a destra, Di Francesco si impone con un 4-3-2-1 rilanciando Dzeko dal primo minuto, una mossa premeditata, volta più a ristabilire un equilibrio di ruoli e sicurezze che per recuperare un marcatore che avrà tempo e modo per riscattarsi in un campionato che reclama un posto di tutto rispetto per una squadra che ancora può e deve dare molto.

Le tre vittorie consecutive nelle ultime quattro partite -eccezione fatta per la Juve- non forniscono certezze, bensì alimentano dubbi, ma regalano la speranza su quello che potrà essere il futuro.

Nel secondo tempo, complice un calo evidente dei padroni di casa, è la Roma a fare la partita, un forte spirito di sacrificio che vede nei giovani Under e Cristante gli esecutori materiali di questa vittoria che sì gratifica ma nello stesso tempo lascia un certo dissapore e le contestazioni di alcune frange della tifoseria verso la società, ne sono la prova tangibile.

Il Mister risparmia un Perotti che contro il Sassuolo sembra aver ritrovato la “luccicanza” perduta, mettendo però in difficoltà anche quell'intesa che Kolarov stenta a ritrovare con il giovane Kluivert, ancora troppo innamorato dei suoi assoli e poco disposto a servire la squadra, mentre chi ingrana la giusta prospettiva disegnata dalla Roma è senza dubbio Cristante; un arrivo in sordina per chi auspicava grandi nomi alla corte di Di Francesco e che con pazienza e dedizione si sta pian,piano guadagnando il rispetto di tutta la squadra, sempre in sordina eseguendo un adagio perfetto.

La Roma porta a casa questa vittoria ringraziando anche il secondo tempo più frizzante di Under, che sigla lo 0-2 decisivo, a centrocampo però i giallorossi soffrono e le manovre lente e poco fluide del francese urlano al rientro di De Rossi, certo l'apporto di Zaniolo tranquillizza, ed il reintegro di Pellegrini fanno ben sperare, ma alla Roma serve concretezza e chissà che con il mercato di gennaio si possa respirare un'aria più serena.

Di Francesco cerca di tenere a freno gli entusiasmi, ma non nasconde le necessità di una squadra che spesso corre senza sapere esattamente dove andare, mancano la grinta e l'alternativa, le defezioni forzate degli ultimi match hanno evidenziato un'emergenza che la Roma non può e non deve permettersi visti gli obbiettivi di una società che ha nello stadio di proprietà il suo punto fermo.

Karsdorp, Marcano, Bianda, solo alcuni dei nomi persi nel dimenticatoio di una rosa che sembrava completa e competitiva, ma lontana anni luce dalla prima in classifica, sia in termini numerici che tecnici.

Secondo e terzo posto ormai sono fuori portata ed ecco che il punto focale stagionale diventa un quarto posto per assicurarsi la Champions, buffo se si pensa di ambire ad una competizione così esclusiva, quando nel proprio campionato si arranca e si sgomita con difficoltà.

La Roma però è lì, supera nuovamente la fase a gironi e si prepara a scavalcare nuovamente un'avversaria per volta, altra pasta ed altri uomini, ma stesse opportunità ed il salto di qualità potrebbe arrivare dalla Coppa Italia che, se ben manovrata, potrebbe risultare la vera sorpresa di questa stagione.

Occhi puntati al 14 gennaio, un avversario alla portata, ma non per questo meno insidioso, anche se potrebbe ripartire tutto da lì.

Ripartire dal 2019, con molta umiltà e sacrificio.

Potrebbe essere l'anno giusto.

Laura Tarani


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