NAPOLI - JUVENTUS 1-2 Il Partenopeo

IL SOGNO SVANISCE. LA JUVENTUS PASSA AL SAN PAOLO E ALLO SCUDETTO MANCA SOLO LA MATEMATICA.

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Stavolta è proprio finita, tra queste righe più volte abbiamo pensato alla rincorsa, al possibile strappo quando la Juventus si sarebbe trovata in difficoltà per via delle Coppe, alla possibilità, almeno, di farli preoccupare un pochino, di perdere lo scudetto. Niente, il Napoli è fuori definitivamente dalla lotta, 16 punti sono un’enormità, manca la matematica, ma oramai il campionato è finito davvero. La Juventus vista ieri al San Paolo era battibile, con una vittoria si sarebbe andati a meno 10, tanto ancora, ma almeno il tutto era racchiuso in tre partite, così no, impossibile da pensare anche per chi di professione fa il matematico. Anzi, bisogna stare attenti alla terza, il Milan, che sta correndo da due mesi e non intende assolutamente fermarsi, cosi come l’Inter, fermata dal Cagliari, ma sempre pericolosa specialmente se Icardi tornerà a disposizione.

La partita di ieri è lo specchio della stagione, si è pronti al grande duello e succede qualcosa che si mette di traverso, che fa inceppare un grilletto pronto a colpire. L’espulsione di Meret per fallo su Cristiano Ronaldo lanciato a rete nasce da un retropassaggio sconsiderato di Malcuit, un errore non da grande squadra che vuole provare a togliere lo scudetto ai campioni, certo non si può crocifiggere il francesino, ma certe cose non devono succedere in un big match, non si possono tollerare. L’arbitro ha fatto il suo dovere cosi come forse ha fatto il Var, anche se solo sfiorato, il cartellino rosso c’è, come c’è la punizione, una decisione diversa sarebbe stata frutto di peripezie acrobatiche che avrebbero soltanto fatto male al calcio, tipo il rigore di Firenze settimana scorsa.

Ma il Napoli non ha mollato, ha subito il gol sulla stessa punizione, Ospina non è sembrato subito pronto cosi come non sono stati pronti i calciatori in barriera, ha preso subito il raddoppio con Emre Can, doppia botta da digerire per tutti, vedi il 7 a 1 della Roma a Firenze, si sarebbe potuto creare lo sprofondo, invece ha reagito, ha stretto la Juventus nella propria area. Al 61’ ha trovato il primo gol, Callejon sul secondo palo pronto a girare in rete un assist di Insigne, poi con l’espulsione di Pjanic ha trovato la parità numerica e ha continuato a spingere. Un palo nel primo tempo con Zielinski, parate miracolose di Szczesny e la possibilità al 83’ della grande occasione di un rigore a favore per fallo di mano di Alex Sandro. Insigne, fascia di capitano al braccio, si prende la responsabilità di battere il rigore, ma la palla sbatte sul palo e tutto d’un tratto svanisce nel nulla. Prova ancora il Napoli ma sembra una partita maledetta e la Juventus si porta via i tre punti e i sogni della tifoseria napoletana.

A fine partita i volti dei giocatori erano delusi, Ancelotti cupo, ciò che resta è la prestazione che alla fine è stata comunque positiva. C’è il secondo posto da blindare, per la società forse addirittura, commercialmente parlando, è meglio il secondo del primo, c’è un Europa League da provare a vincere, alla portata di questo Napoli. Non è tutto da buttare, resta il rammarico ma il calcio è bello anche per questo, perduto un obbiettivo se ne deve puntare un altro senza però buttare tutto nel cestino il buono fatto fino a ora, che nel caso del Napoli non è proprio poco.

GIUSEPPE CALVANO


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