NAPOLI - ATALANTA 1-2

FIGURACCIA AL SAN PAOLO, L'ATALANTA AL QUARTO POSTO. RETI DI MERTENS, ZAPATA E PASALIC

244
stampa articolo Scarica pdf

Figuraccia evitabile, di quelle che a fine stagione possono capitare ma che non dovrebbero anche perché ci sono squadre ancora in corsa per obiettivi importanti, ovviamente non stiamo parlando di regali o di partite aggiustate, si parla di motivazioni che a risultato acquisito a certe squadre vengono meno, ribadendo che l’Atalanta non ha rubato nulla.

C’è da dire che il Napoli ci ha provato, ha giocato un gran primo tempo collezionando tante palle gol, occasioni da rete vere non tramutate in gol un po' per la mancanza di freddezza degli attaccanti napoletani e un po' anche per sfortuna, Masiello tira fuori dalla porta una palla che era entrata per l’90%, uno scavetto magistrale di Milik su assist di Mertens che solo la goal technology riesce a chiarire il non gol. Nel secondo viene fuori la squadra di Gasperini, un Ilicic in crescendo con un Gomez in forma europea e un Zapata sempre più integrato nell’undici atalantino, gol e assist che valgono il quarto posto in coabitazione con il Milan di Gattuso.

Mertens in campo e Insigne in panchina, il napoletano non sarà impiegato da Ancelotti nemmeno in partita in corso in quanto in campo sono entrati Luperto, Younes e Verdi, Milik in attacco, Zielinski a sinistra, Callejon a destra, Allan e Ruiz a centrocampo, Malcuit, Chiriches, Koulibaly e Hysaj con Ospina in porta. Ancelotti probabilmente d’accordo con la società decide di punire Insigne praticamente facendo ricadere la colpa del mancato passaggio del turno in Europa League tutta sul napoletano sempre più con le valigie pronte.

Gasperini sceglie Pasalic alle spalle di Gomez e Zapata, Ilicic parte dalla panchina.

Il primo tempo è un monologo del Napoli, una squadra totalmente diversa da quella che ha perso contro l’Arsenal giovedì scorso. 11’, a Mertens tutto solo davanti a Gollini non riesce l’ultimo dribbling, al 28’ azione mirabolante de Napoli che porta Malcuit al cross basso, Mertens e Mancini a contatto e l’Atalantino che calcia sul gluteo del belga e palla in rete. 34’ Mertens li semina tutti in area ma la difesa all’ultimo salva in extremis. 35’ Milik servito da Zielinski si fa parare da Gollini. Al 47’ finalmente si vede l’Atalanta con un tiro di Gomez che Ospina para.

Secondo tempo e Hysaj subito protagonista sulla sinistra, para bene Gollini, 50’ Masiello salva l’Atalanta e probabilmente anche tutta la rincorsa europea dell’Atalanta a caccia della Champions. Mertens di prima per Milik in area, scavetto e palla che rotola verso la rete, Masiello in scivolata riesce a tirar fuori quel pallone che per 10 cm non era entrato del tutto, un vero miracolo fatto di potenza nella scivolata e precisone nella respinta.

Inizia un’altra partita, l’Atalanta diventa padrona del campo e comincia a creare azioni da gol a ripetizione. 53’ Gomez prima e Hateboer dopo non trovano la porta, 69’ pareggio con Zapata, l’ex devia in rete un’azione sulla destra creata da Ilicic, entrato al 54’, per Hateboer che la mette al centro bassa e precisa per il cecchino atalantino. 76’ ci prova da fuori Ilicic ma Ospina dice di no, al 80’ l’Atalanta passa, sponda di Zapata per Pasalic che di destro trafigge il portiere del Napoli. al 88’ ci prova Callejon ma Gollini para bene, al 89’ su contropiede l’Atalanta potrebbe triplicare ma Luperto salva tutto. Orsato fischia la fine dopo 3’ di recupero.

Il Napoli dovrà aspettare ancora per aver la sicurezza matematica del secondo posto, nel frattempo le fratture interne aumentano e la piazza mormora non poco. Ancelotti non ha fatto giocare Insigne, probabilmente in accordo con la società, per punizione, ma punizione di cosa? È Insigne il solo problema del Napoli? La difesa non da più sicurezze, Koulibaly predica nel deserto ma poi alla fine il pareggio dell’Atalanta è venuto da un uomo da lui controllato male, il centrocampo sembra spaesato e disorientato quando il Napoli subisce, sarà solo un caso? C’è da fare tanto, il Napoli visto nel primo tempo e parte iniziale del secondo da ampie garanzie ma poi? Le partite durano 90 minuti e non c’è rilassamento che tenga dopo le figuracce europee, stasera era la serata giusta per far tornare un pochino di sereno, invece le nuvole sembrano sempre più nere.

Aspettiamo ancora a dare giudizi sulla stagione, sembra quasi essere ingenerosi ma il Napoli nel 2019 sembra lontano parente di quello della fine 2018.

Lo striscione in curva del Napoli Sarri uno di noi è emblematico di come stiano le cose, ma Sarri è il passato e bisogna guardare al futuro ripartendo da Ancelotti, facendo chiarezza con Insigne e con tutti quelli che si sentono a fine ciclo.

GIUSEPPE CALVANO


© Riproduzione riservata