05/07/2019 - Calciomercato Milan

Tre colpi per Giampaolo, ma è soltanto l'inizio di una lunga estate di lavori per la società rossonera

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Diamo uno sguardo alle prime mosse della nuova squadra di mercato rossonera, con Maldini e Boban che si muovono in attesa che il nuovo D.S. Massara prenda confidenza con l’ambiente. A Moncada è invece affidato il difficile compito di rimettere in sesto un settore giovanile praticamente allo sfascio, a partire dalla primavera retrocessa in Serie B.

Rade Krunic, Theo Hernandez, Ismael Bennacer. Questi sono i primi tre acqusti che si possono definire ufficiali del calciomercato del nuovo Milan targato Marco Giampaolo.

La direzione è precisa ed è quella tracciata da Ivan Gazidis nell’intervista rilasciata alla fine della scorsa stagione, quando aveva parlato di acquistare giocatori con una soglia limite di venticinque anni, con potenziale di crescita (e quindi rivendibili) e coerenti con le necessità dell’allenatore. Qualche tifoso sta già storcendo il naso perchè due dei tre provengono da una squadra retrocessa lo scorso anno, l’Empoli, ma la verità è che il giocatore su cui si possono nutrire maggiori dubbi è proprio il terzino sinistro, che invece è stato acquisito dal nobilissimo Real Madrid. Garantisce Maldini, dicono. Per chi scrive, l’unica garanzia è il campo, che ci dirà se è meglio acquistare i fondi di magazzino di una Boutique o le creazioni di un giovane stilista emergente.

Un centrocampo da rinnovare

Inutile ricordare, inoltre, che se Theo Hernandez va a rinfoltire la rosa in una posizione dove ora si contano già due esuberi (dovranno salutare probabilmente Laxalt e Strinic, mentre tiene botta la posizione di Rodriguez), Krunic e Bennacer vanno ad occupare slot a centrocampo lasciati liberi da giocatori in scadenza di contratto che ben poco hanno offerto alla causa milanista negli scorsi anni: Montolivo, Bertolacci e Mauri. Il giocatore algerino, in particolare, ha mostrato nello scorso campionato di avere doti in cabina di regia che dalle parti di Milanello sembravano ormai dimenticate e sembra perfetto per il gioco di Giampaolo, in attesa di un top player a centrocampo che pare dovrà essere il fiore all’occhiello della campagna estiva rossonera.

Chi sarà? Questo non ci è dato saperlo. Qualcuno dice Ceballos, che potrebbe essere figlio del dialogo aperto col Real Madrid, ma nonostante la sua immensa qualità non è certo un regista, così come non lo sarebbe Praet, il quale però è conosciuto talmente bene dall’allenatore da lasciare spazio all’idea di poterlo adattare in quella posizione. L’ipotesi più concreta resta quella di Torreira, anche lui cresciuto tantissimo alla corte di Giampaolo, che due anni fa ne arretrò il raggio d’azione per sfruttarne la capacità di interdire abbinata a quella di prendere in mano le redini della squadra; per ora l’Arsenal fa muro, ma l’impressione è che il problema sia soltanto trovare la formula giusta per sedersi al tavolo delle trattative.

Prima le uscite, poi le entrate

Mentre per la primavera fa capolino il diciassettenne portiere Jungdal, a casa Milan è ora di cominciare a pensare anche a qualche cessione prima di proseguire coi rinforzi, che in particolare richiedono almeno un’altra pedina in difesa e una in attacco. Già detto dei terzini, c’è da sfoltire molto là davanti, dove il cambio di modulo costringe a trovare una collocazione (in campo o altrove) alla batteria di esterni tanto cara a Gattuso.

Se per Borini ci sarebbe potenzialmente un posto da riserva come seconda punta, là dove il ruolo da titolare verrebbe coperto attualmente dall’evanescente André Silva, chi rischia di non trovare spazio è Castillejo, ma soprattutto Suso. Per lo spagnolo, titolare inamovibile nelle ultime stagioni nonostante prestazioni spesso altalenanti, fino ad ora la società non ha ricevuto uno straccio di offerta decente e questo rischia di trasformarsi nel cruccio più grosso per Giampaolo, che in caso di sua permanenza sarebbe costretto a trovargli una posizione in campo (seconda punta o trequartista).

Poi c’è Cutrone, che potrebbe essere sacrificato a causa della sua grande voglia di giocare titolare, ma soprattutto Chalanoglu. Il turco ha mostrato nella sua esperienza rossonera grande voglia e spirito di adattamento: doti che potrebbero portare il nuovo allenatore a dargli una chance di permanenza, magari trovando posto per lui in mezzo al campo, come mezzala o trequartista in alternativa a Paquetà. Spinosa è anche la posizione di Biglia, giocatore ormai arrivato al viale del tramonto a causa dei numerosi infortuni patiti e molto difficile da piazzare a causa del suo oneroso stipendio: il Milan ha provato ad inserirlo nella trattativa per Veretout, valutando un tiepido interesse da parte della Fiorentina, ma per ora non si è arrivati a nessuna conclusione.

Se son rose, fioriranno...

E’ soltanto il 5 luglio e mancano quasi due mesi alla fine del mercato: veramente troppo presto per dare giudizi, positivi o negativi. Qualche tifoso sta già gridando alla fine del mondo e ad un Milan da retrocessione, ma la realtà è che raramente negli ultimi anni si è avuta l’impressione di un progetto preciso come la si sta avendo in queste prime settimane della gestione Maldini-Boban-Massara. Il percorso sarà lungo e di sicuro non basterà un’estate a riportare il Milan tra le grandi, ma se il buon giorno si vede dal mattino pare che questa volta la strada sia quella giusta e, se aggiungiamo che a guidare la squadra ci sarà finalmente un’autista esperto e non improvvisato, i motivi per i tifosi di tornare ad essere ottimisti cominciano a farsi abbondanti.

Matteo Tencaioli

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