GP Di Germania, Vettel Rimonta E Si Riscatta

Vince Verstappen in mezzo al tripudio di maglie arancioni in tribuna. Ma il ferrarista, partito ventesimo, arriva secondo

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Vincerà Hamilton il Mondiale, così come sbriciolerà i record di Schumacher dopo aver già superato ampiamente Senna. Ma la Formula Uno formato 2019 può far pace con i suoi appassionati, qualsiasi sia la macchina di preferenza. A Hockenheim è stata protagonista la curva 16, l'ultima prima del traguardo: fuori in quel punto quattro piloti, tra cui lo sfortunato Leclerc. Hamilton, partito in pole, mette insieme 33 secondi di vantaggio e il francese, partito decimo, pattina sulla via d'uscita di quella curva sbattendo contro il muro e insabbiandosi. Un minuto dopo, è Hamilton a pattinare, ma riesce a rientrare: corre ai box a cambiare il muso e il caos dei meccanici Mercedes gli fa perdere cinquanta secondi. Morale della favola, se Leclerc fosse rimasto in pista, sarebbe andato in testa e sarebbe stato servito su un bel piatto un altro duello imperdibile tra lui e Verstappen. Nel frattempo, la gara del campione del mondo in carica si insabbia nelle retrovie, sino a tagliare il traguardo senza punti, caso più unico che raro. L'olandese vince, e mantiene una vista sul futuro radiosa. 

Protagonista è stata la pioggia: valzer di pit-stop per le gomme, macchine fuori controllo, tra cui quella di Bottas, che a pochi giri dalla fine, con la grande possibilità di riaprire il campionato, insegue Stroll e finisce fuori alla prima curva dopo il traguardo. E protagonisti anche le migliaia di tifosi olandesi già roboanti in Austria, tutti dalla parte del gioiellino Verstappen, che ormai non è più una meteora o una speranza, bensì sta assumendo i contorni della certezza. Chi si è ampiamente riscattato, come un giocatore che segna e zittisce i critici, è Sebastian Vettel: con tre punti di vantaggio su Leclerc e una leadership che gli stava sfuggendo di mano, davanti al pubblico amico (c'erano anche tante macchie rosse) compie una rimonta d'altri tempi, eguagliando quella di Barrichello proprio su questo circuito, da diciottesimo a primo nel 2000. Vettel, partito ventesimo dopo delle disastrose qualifiche, arriva secondo riuscendo, lui sì, a far fuori la rosa di Stroll a tre giri dal termine. Come un leone ferito, seppur non crediamo vi sia alcuna polemica interna tra i due, Vettel ha sfoderato un sussulto d'orgoglio che è ossigeno per una Ferrari già proiettata sul 2020 ma che ha riscoperto in gara ciò che aveva già mostrato nelle libere ma buttato via in qualifica. Un male non nocivo questo week-end nero della Mercedes, del quale ha approfittato anche un ottimo Kvyat arrivato terzo. Sì, Hamilton vincerà questo Mondiale, ma, dopo le vibrazioni già evidenti nelle ultime gare, abbiamo la conferma che la Formula Noia sta diventando solo un ricordo.

Stefano Ravaglia 

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