Un Tranquillo Weekend Di Fuoco Per Il Milan Di Giampaolo

Dall'addio di Cutrone all'amichevole col Benfica, un resoconto degli ultimi due giorni rossoneri

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L’ultimo fine settimana di luglio è noto per essere uno di quelli da pallino rosso sul calendario a causa del traffico, ma quest’anno per i milanisti ha ricordato un po’ le montagne russe. Dopo la mancata cessione di Silva, per motivi ancora oscuri, sono arrivate infatti la cessione di Cutrone, il complicarsi dell’affare Correa, la “bella sconfitta” in amichevole col Benfica e, notizia di questa mattina, l’imminente acquisizione di Duarte dal Flamengo.

Andiamo con ordine. Una settimana fa sembrava tutto fatto per Silva al Monaco per la mirabolante cifra di trenta milioni di euro, con somma gioia di tutti i tifosi rossoneri. Fuori l’eunuco, dentro una piccola plusvalenza e soprattutto la sensazione che a breve al suo posto sarebbe arrivato Correa, il tutto con la regia di Mendes pronto a portare Cutrone al Wolverhampton per completare la cifra necessaria a chiudere l’affare con l’Atletico.

Tutto a posto, dunque? Macchè. Tutto saltato, con Silva che torna al mittente per motivi non meglio specificati (dalla Francia dicono visite mediche non passate, la società risponde con un mancato accordo economico che profuma di copertura) ed il Milan che si ritrova comunque con la necessità di portare in casa denaro fresco.

Sotto il sole, niente più Cutrone

Risultato? Barra a dritta verso la seconda parte dell’operazione, quella meno comprensibile agli occhi dei tifosi e nel giro di pochi giorni l’ormai ex-numero 63 rossonero viene imbarcato come un pacco postale e rispedito in Italia, per poi fare rotta verso l’Inghilterra. Cutrone passa quindi dal ruolo di futura speranza rossonera, due anni fa, a quello di sacrificato sull’altare del FPF, il tutto dopo un anno di gestione incomprensibile dove viene lasciato a marcire in panchina o messo in campo in situazioni totalmente sfavorevoli, senza nemmeno pensare ad un prestito o anche solo ad inserire una clausola di ricompra a fronte della sua cessione.

Nel frattempo, oltre all’evanescente portoghese, al Milan rimangono tutti gli altri giocatori che hanno contribuito alle ultime “grandi” annate: da Biglia e Borini, fino a Calhanoglu e Suso: l’unico giocatore valutato quaranta milioni di euro con la mobilità di un omino del Subbuteo e l’imprevedibilità del Natale. In attesa dell’arrivo di qualcuno a dare man forte in avanti, con Correa in stand-by e Leao Meravigliao, nuovo sogno dei tifosi che fino ad una settimana fa non sapevano manco chi fosse, è Marco Giampaolo a doversi sobbarcare l’onere di cavare il sangue dalle rape e cercare almeno di mettere in campo un Milan meno soporifero di quello visto la stagione scorsa.

La speranza del bel gioco all'orizzonte

Onere dal quale, stando a quanto visto nelle prime uscite stagionali, il nuovo allenatore dei diavoli non intende sottrarsi e soprattutto ieri sera nell’amichevole contro il Benfica si sono cominciati ad intravedere i primi risultati della sua mentalità offensiva. Non inganni il risultato, che ha visto la squadra perdere per una rete a zero siglata dall’ex di turno Adil Taarabt, perchè i rossoneri hanno messo in mostra un possesso di palla che da queste parti non si vedeva da parecchio tempo e soltanto la sfortuna (un palo ed una traversa) e le polveri bagnate degli attaccanti, con Piatek non ancora in forma-campionato, hanno impedito l’arrivo di una larga vittoria che sarebbe stata più che meritata.

Oltre al polacco male anche Castillejo, non tanto a livello di movimenti quanto di concretezza, così come lo stesso Suso, impiegato nel ruolo di trequartista. Lo spagnolo è stato il solito di sempre: un po’ avulso dal gioco, incapace di adeguarsi al palleggio richiesto da Giampaolo e protagonista di un paio di fiammate delle sue non appena ha trovato il modo di riportarsi sulla propria mattonella. In questa posizione ci piacerebbe vedere Paquetà, al suo ritorno dopo le vacanze o eventualmente Calhanoglu, in attesa del rientro di Bonaventura o dell’arrivo di un giocatore capace di giostrarsi sulla trequarti.

Un difensore in arrivo

A proposito di acquisti, il più vicino ad arrivare a Milanello sembra essere Léo Duarte, centrale attualmente in forze al Flamengo. Giocatore dotato di grande forza fisica, le sua specialità sono il gioco aereo e l’uno contro uno: caratteristiche che potrebbero farne il compagno ideale di Romagnoli, che invece fa della tecnica e del senso della posizione i propri cavalli di battaglia, anche per compensare una velocità non proprio da centometrista. Con Musacchio considerato più che affidabile, aspettando l'ennesimo rientro di Caldara, il suo arrivo potrebbe completare la batteria di centrali rossoneri e permettere alla società di concentrare le proprie forze sull’attacco: un reparto attualmente povero e male assortito, alla ricerca sia di un compagno di reparto per Piatek, che di un eventuale sostituto di esperienza in grado di farlo rifiatare quando necessario.

Matteo Tencaioli

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