Udinese 1 - 0 Milan 25.08.2019

Una prima da dimenticare per Marco Giampaolo

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Esordio in campionato da dimenticare per i rossoneri, che escono meritatamente sconfitti alla Dacia Arena dopo una brutta partita.

Marco Giampaolo è l'allenatore più sacchiano arrivato al Milan dopo lo stesso Sacchi. Ce lo ha fatto capire ieri, durante la conferenza stampa, dove ha proclamato Galeone suo maestro spirituale (lo stesso di Allegri, nonostante una concezione di calcio agli antipodi), ma ha ragionato come l'ex-allenatore che ha fatto la storia dei rossoneri. Le qualità dei singoli contano? Certo, ma prima ancora vengono lo stato di forma, l'impegno e le capacità di mettere in pratica quanto studiato in allenamento. Questo il suo mantra.

Fuori chi è arrivato dopo a Milanello, dunque, anche se potenzialmente migliore e dentro chi ha giocato di più in estate, compresi Castillejo in attacco al fianco di Piatek e Borini nell'inedito ruolo di mezz'ala. Classica difesa a tre per l'Udinese, che rimane fedele a quanto visto con Tudor nelle ultime partite della scorsa stagione, con Mandragora in cabina di regia e la coppia Lasagna-Pussetto davanti.

Ritmo moderato nel primo quarto d'ora, con gli ospiti che cercano il predominio attraverso il possesso palla prolongato ed i padroni di casa che attendono pazientemente nella propria metà campo, senza correre rischi e pressando sempre il portatore di palla non appena arriva sulla trequarti per impedire che possa creare situazioni pericolose. E' la squadra di Tudor a crescere per prima, pure senza strafare, provando ad approfittare di un Milan che come lo scorso anno si scopre molto quando deve alzare il baricentro lasciando il fianco scoperto.

A metà della prima frazione arriva la prima vera emozione della partita e fa tutto Troost-Ekong. Prima sbaglia uno stop e lancia involontariamente Piatek verso la porta difesa da Musso, poi approfitta della propria velocità superiore per recuperare terreno ed impedirgli di andare a concludere. E' un episodio in mezzo al nulla, dato che per ovvi motivi ancora non si vede praticamente nulla della mano di Giampaolo, il cui Milan è ancora un vero e proprio cantiere aperto: un puzzle con i pezzi ancora lontani fra loro.

Poco prima del quarantesimo minuto è Romagnoli che prova a dare la sveglia con una spettacolare deviazione di tacco su assist di Suso, ma la buona intenzione non basta a centrare la porta. Si fa sentire invece l'Udinese, che pure senza strafare è sempre pericolosa in contropiede, costringendo il Milan a ricorrere spesso al fallo in mezzo al campo, cosa che porta i tre centrocampisti ad essere tutti ammoniti alla fine del tempo regolamentare.

Il primo tempo finisce dopo un giallo nel recupero, dove Castillejo ferma con il braccio un cross, ma per sua fortuna è di poco fuori dall'area ed il VAR non può intervenire. Si va negli spogliatoi a reti inviolate, con zero tiri nello specchio della porta.

Nessun cambio ad inizio ripresa per le due squadre e nemmeno in campo si vede nulla di differente, con ritmi lenti nonostante l'Udinese provi ad essere più propositiva scaldando le mani di Donnarumma con un paio di conclusioni dalla distanza. E' a questo punto che arriva il primo cambio della partita con Kessié che prende il posto di Borini nel centrocampo rossonero. In queste fasi della partita sembra un po' più vivo Castillejo, che però spreca sempre tutto sul più bello.

Dopo una conclusione fuori dallo specchio di Lasagna, Tudor opta per un doppio cambio inserendo Nestorovski e De Paul, ma il protagonista inaspettato è Rodrigo Becao. E' il difensore, infatti, a siglare la sua prima rete in Serie A sugli sviluppi di un calcio d'angolo, sbucando in mezzo ad una difesa schierata male e disattenta, dove in particolare sembra Kessié a perdersi l'uomo. Vanno dunque in vantaggio i padroni di casa, meritatamente e Marco Giampaolo prova a sua volta a cambiare qualcosa mandando in campo Bennacer e Leao.

Dopo una grande parata di Donnarumma su Lasagna, c'è tempo anche per un giallo arbitrale a poco più di cinque minuti dalla fine del tempo regolamentare, quando Samir allarga il braccio in area e tocca il pallone involontariamente. Secondo le nuove regole potrebbe starci un calcio di rigore, ma l'arbitro valuta diversamente dopo avere visionato l'azione attentamente al VAR e si prosegue. E' l'ultima emozione del match, perchè anche se il Milan cerca disperatamente il pareggio portando tutta la squadra in avanti ed allargando Suso, tutti i cross vengono bloccati dall'attentissima difesa dell'Udinese.

Comincia dunque nel peggiore dei modi l'avventura di Giampaolo sulla panchina rossonera, con zero punti che gli varranno una settimana di aspre critiche da parte di media e tifosi, che non dovranno distrarlo dal suo lavoro per provare a cambiare subito rotta alla stagione.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Difficile trovare qualcuno che faccia bene nel Milan, ad esclusione di Donnarumma che tiene in partita la sua squadra con una miracolo su Lasagna ad un quarto d'ora dalla fine. Fanno invece male in tanti, tra cui spiccano Kessiè (colpevole sul goal subito), Piatek, nervosissimo e Borini, logicamente non a suo agio in un ruolo dove non può giocare.

Nell'Udinese la palma di migliore va a Rodrigo Becao, se non altro per il goal importantissimo segnato, mentre non hanno brillato Pussetto e Troost-Ekong. Bene anche Lasagna, che avrebeb meritato la rete.

FORMAZIONI UFFICIALI:

UDINESE (3-5-2): Musso; Rodrigo Becao, Troost-Ekong, Samir; Stryger Larsen, Fofana (71' Nestorovski), Jajalo, Mandragora, Pezzella (81' Sema); Pussetto (71' De Paul), Lasagna. All. Tudor

MILAN (4-3-1-2): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Borini (60' Kessié), Calhanoglu, Paquetà (75' Bennacer); Suso; Piatek, Castillejo (75' Leao). All. Giampaolo

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